Lo skyline di Manhattan disegnato da Matteo Pericoli rivive su una stampa speciale in cd e vinile di un disco dei Beastie Boys. Un disegno iconico che restituisce relazioni speciali e avvenimenti storici
Con ogni probabilità l’accostamento più popolare tra musica e architettura si trova in una nota massima che circola da decenni ed è stata attribuita a varie celebrità del campo artistico-culturale senza che si individuasse mai con certezza chi l’ha concepita. Questa: “Scrivere di musica è come ballare di architettura“. Si tratta di una provocazione citata e discussa soprattutto nell’ambiente musicale, a partire dai giornalisti che si occupano di critica.
Omaggio ai 5 Boroughs, dopo l’11 settembre
Ma andando oltre questo paradosso, a suo modo giocoso, l’architettura e la musica, nel corso del tempo, hanno sviluppato un rapporto decisamente più concreto. Molte copertine di dischi entrati nella storia perché firmati da artisti come, ad esempio, Pink Floyd, Led Zeppelin o Velvet Underground, infatti hanno artwork che mostrano paesaggi urbani, ritraggono edifici residenziali e industriali o si soffermano su dettagli strutturali.
Dal 17 aprile, dopo più di 20 anni, una di queste copertine tornerà nei negozi grazie a una nuova stampa del disco in doppio cd e triplo vinile per Capitol Records. Si tratta di quella del sesto album dello storico gruppo hip hop di New York Beastie Boys e, come si può evincere dal titolo, “To The 5 Boroughs”, è un omaggio alla città di origine del trio che abbraccia tutti i 5 distretti amministrativi in cui è divisa.
I Beastie Boys, composti da Ad-Rock, MCA e Mike D, sono venuti alla ribalta negli anni Ottanta grazie a un disco d’esordio pieno di energia giovanile (“Licensed to Ill”), ma hanno rischiato di avere un successo fugace in seguito alla pubblicazione di un secondo album molto meno immediato (“Paul’s Boutique”, poi diventato un culto per i fan). Successivamente, negli anni Novanta, il trio newyorchese si è rimesso in gioco e ha trovato una dimensione musicale a cavallo tra rap, funk e punk, dimostrandosi particolarmente ispirato grazie a tre album che hanno segnato la storia della musica (in ordine cronologico “Check Your Head”, “Ill Communication” ed “Hello Nasty”).
L’ultimo citato è uscito nel 1998 ma a questo è seguita una pausa che, per i ritmi del mercato discografico odierno, sembra un’eternità: il loro sesto album, infatti, è arrivato solo nel 2004. In mezzo a questo periodo di inattività (pubblica) però c’è stato l’11 settembre 2001 che, soprattutto per tre newyorchesi (trentacinquenni all’epoca degli attentati) non può essere un dettaglio marginale. Anche per questo i Beastie Boys hanno deciso di intitolare il loro disco del 2004 “To The 5 Boroughs” e di mettere in copertina lo skyline della loro città. Passati 15 anni, nel 2019, è uscita una versione deluxe dell’album con undici bonus track composte da remix e b-side ma finora era reperibile solo sulle piattaforme digitali.
Oggi, per la prima volta, questa versione ampliata del disco sta, appunto, per essere resa disponibile anche sui supporti fisici, e quella copertina, quindi, sarà una volta ancora piuttosto visibile.
Tutto lo skyline di Manhattan
L’artwork è d’autore perché è opera dell’architetto, disegnatore e scrittore italiano Matteo Pericoli (1968) che, nel 1995, si è trasferito dalla sua città di origine, Milano, a New York, dove ha vissuto fino al 2008. Sulla copertina di “To The 5 Boroughs” c’è un dettaglio di un suo lavoro più ampio intitolato “Manhattan Unfurled” e composto da due disegni realizzati a penna e inchiostro nell’arco di due anni e mezzo che raffigurano i lati est e ovest di Manhattan.
Disegni pubblicati in parte nel 1999 sullo storico settimanale “The New Yorker”, completati nel 2000 e poi, nel 2001, diventati un libro composto da un foglio lungo 6,70 metri – piegato a fisarmonica in 24 pannelli – uscito per la casa editrice Random House. Ecco, se lo skyline di Manhattan ha incantato Pericoli, il suo esteso e minuzioso disegno per raffigurarlo nella totalità ha avuto lo stesso effetto sui Beastie Boys che hanno colto quanto si trattasse di una “dedica sentita” alla loro città. Grazie a queste infatuazioni incrociate c’è stato un contatto tra questi artisti di campi diversi ed è nata una copertina letteralmente iconica.
La corrispondenza più evidente tra il disegno e il disco si coglie nel testo del brano “An Open Letter to NYC”, quando si citano alcuni elementi caratteristici del paesaggio urbano di New York, come le cisterne d’acqua che costellano i tetti, le tipiche case brownstone e soprattutto quegli stessi grattacieli che predominano nel lavoro di Pericoli.
La canzone, inoltre, è una sorta di inno alla capacità di New York di esaltare la convivenza tra persone con origini diverse, quindi il fatto che il disegno sia opera di un italiano arrivato da poco in città è perfettamente in linea con questa visione.
Cambiamenti urbani e umani
Quando nel 2011 “The New Yorker”, in occasione del decimo anniversario dell’11 settembre, gli ha chiesto di fare un altro disegno di New York, l’artista italiano ha accettato anche perché ha preso atto dei grandi cambiamenti avvenuti in città e quindi ha capito che aveva la possibilità di non limitarsi a replicare il lavoro precedente.
Ma il più grande cambiamento è testimoniato proprio dal disco dei Beastie Boys perché il dettaglio di “Manhattan Unfurled” che i tre artisti hanno scelto per la copertina frontale include le Torri Gemelle. Sfogliando il booklet interno si vede anche il resto del panorama del distretto più noto della città, ma quella parte selezionata di un’opera più grande che ha varcato il confine tra arti documenta lo skyline di New York in un momento storico che, poco dopo la fine del lavoro di Pericoli e tre anni prima dell’uscita del disco, ha subito un cambiamento drammatico.
Più che mai in quegli anni, effettivamente, le due torri scomparse rappresentavano al meglio la città nella sua interezza perché, come raccontato da molti abitanti, i newyorchesi, a prescindere dal distretto (o dal quartiere) di appartenenza, si erano avvicinati, avevano sviluppato quello spirito di solidarietà che, nei momenti difficili, tende a unire. Più in generale tutta questa operazione che ha portato la versione deluxe di “To The 5 Boroughs” a essere disponibile per la prima volta in cd e vinile assume proprio la funzione di indicatore del passaggio del tempo perché, se puntare sui supporti fisici rievoca il passato più glorioso del mercato discografico, lo stile musicale del disco riconduce a un’epoca in cui il rap aveva ancora dei tratti classici ed era meno spettacolarizzato e meno popolare.
Inoltre, uno dei tre membri dei Beastie Boys, MCA, nome d’arte di Adam Yauch, la cui voce apre “To The 5 Boroughs”, purtroppo è scomparso nel 2012 ad appena 47 anni a causa di un cancro: proprio sua moglie, Dechen Wangdu, si era occupata di contattare Matteo Pericoli scrivendogli a nome del gruppo. L’artista italiano, infine, nel 2008 ha deciso di lasciare New York per tornare a vivere in Italia, a Torino.
Immagine di copertina: Beastie Boys, “To The 5 Boroughs”, copertina, disegno di Matteo Pericoli






















