laquila. Da poco trascorso il terzo anniversario del sisma, segnali incoraggianti giungono sul fronte della ricostruzione, e, alla vigilia dell’inizio della «ricostruzione pesante» si è svolta, dal 24 al 27 maggio, la seconda edizione del Salone della Ricostruzione, organizzato dallAnce Abruzzo e Carsa Editore e immediatamente recepito da aziende e partners privati. Dopo il successo della prima, con più di 7.000 visitatori su 8.000 mq e oltre 250 espositori, questanno si è replicato un appuntamento nel quale si è focalizzata lattenzione sulle opportunità di innovazione tecnologica in termini di sostenibilità e restauro. Loccasione è delle migliori e i propositi ci sono tutti: mettere a sistema le conoscenze e le capacità produttive del comprensorio per rilanciare e far partecipare il territorio a una ricostruzione non solo fisica. Lobiettivo è diventare un riferimento per l’intera filiera delledilizia, ed è leggibile lambizione di costituire una fiera permanente che diventi leader in regione e non solo. Ma ritagliarsi una fetta di mercato in un settore in cui prolifera uno straordinario numero di eventi fieristici non è cosa facile, sebbene sia da sottolineare linteressamento, questanno divenuto partnership, di BolognaFiere e Saie.
Nonostante più volte si sia parlato di fare della ricostruzione dellAquila unoccasione per sperimentare, innovare e innalzare la qualità, per dare vita a un laboratorio aperto e multidisciplinare capace di mettere in discussione i temi classici della ricostruzione (ben rappresentati dal sottotitolo «Restauro, innovazione e green economy»), levento sconta la sua giovanissima età e, complice linadeguatezza delle infrastrutture che lo ospitano, lascia ancora affiorare un certo provincialismo. Va anche riconosciuto che questa edizione ha risentito del recentissimo evento sismico emiliano, il quale ha riportato a galla vecchi fantasmi mai sopiti, affievolendo gli entusiasmi. Insomma, una non affollatissima seconda edizione che forse necessita ancora di approfondire le riflessioni per meglio focalizzare i nodi dellofferta, poco tematizzata rispetto alla ricostruzione, sia per quel che riguarda gli espositori che per i contenuti degli incontri. Ma la sensazione di lieve indifferenza è amplificata dalla pesante assenza della politica che, al di là della visita (passerella) della delegazione libica con le rappresentanze locali, depaupera speranze e aspettative future.
Un interessante apporto per contenuti e temi è quello fornito dalla mostra del Premio AdA curata da Carsa e dallAgenzia per lArchitettura dAbruzzo. Esposti gli oltre 160 progetti partecipanti e presentati i vincitori, i premi e il catalogo che raccoglie un sorprendente ventaglio di opere realizzate in Abruzzo di cui molte nellaquilano, negli ultimi dieci anni. Un contributo che riporta a un livello più elevato il dibattito sulla situazione architettonica regionale contribuendo a diffondere la cultura del progetto e presentando uno stato dellarte inaspettatamente positivo e carico di attese; una situazione diversa da quella che troppo spesso si racconta.
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