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Scritto da: Città e Territorio Patrimonio

Lifen oggi: esperimenti urbani a Wuhan

Lifen oggi: esperimenti urbani a Wuhan

Asse principale di Yanqingli, Wuhan (©IAM Anmu Photography)

Nella città della Cina centrale (provincia di Hubei) c’è un patrimonio storico – fatto di quartieri minuti e integrazione tra spazi pubblici e privati – a rischio. Un racconto sul campo, tra approcci diversi e alternativi ai temi della tutela

 

WUHAN (Cina). Pechino ha gli hutong, Shanghai i longtang, Wuhan i lifen, Guangzhou i qilou, Fuzhou i fangxiang. Queste diverse forme insediative non esprimono soltanto specifiche tipologie edilizie e modalità di organizzazione dello spazio, ma custodiscono pratiche quotidiane, relazioni sociali e memorie locali.

I quartieri storici non sono reperti immobili, ma luoghi in cui spazio urbano e vita sociale continuano a trasformarsi. Il loro rinnovamento non riguarda quindi soltanto il recupero degli edifici, ma il rapporto tra patrimonio, vita contemporanea, continuità delle comunità e rivitalizzazione economica. Questa tensione è comune a molti contesti urbani. Degrado edilizio, infrastrutture inadeguate, trasformazioni demografiche e sviluppo immobiliare mettono sotto pressione i tessuti storici. Dall’inizio del XXI secolo, in Cina l’attenzione si è progressivamente spostata dalla tutela del singolo edificio verso quella dell’ambiente storico, del tessuto urbano e della vita comunitaria.

I lifen di Wuhan costituiscono un osservatorio significativo di questo passaggio: documentano lo sviluppo della moderna Hankou e mostrano come il patrimonio possa continuare a partecipare alla vita della città contemporanea.

 

Un centinaio gli elementi superstiti

Hankou conobbe una rapida espansione dalla fine del XIX secolo, dopo l’apertura dei porti commerciali. Gran Bretagna, Russia, Francia, Germania e Giappone istituirono progressivamente le proprie concessioni, introducendo nuovi sistemi urbani, tecniche costruttive e forme di organizzazione dello spazio. Le tradizioni abitative locali si intrecciarono così con modelli provenienti dall’esterno, dando origine ai lifen.

Questi quartieri sono generalmente composti da stretti vicoli, abitazioni a schiera, cortili interni, passaggi coperti e spazi semipubblici. A differenza dei longtang di Shanghai, non costituiscono una semplice trasposizione tipologica, ma il risultato dell’interazione tra struttura sociale, sviluppo fondiario, clima e trasformazioni urbane proprie di Hankou. Il loro valore risiede quindi anche nelle relazioni tra edifici, vicoli, cortili e pratiche quotidiane. Gli spazi di margine, dalle scale ai balconi, vengono continuamente riutilizzati e modificati dagli abitanti. Questa dimensione abitativa li rende vitali, ma li espone anche alla pressione della trasformazione urbana. Dei circa 210 complessi residenziali di lifen presenti in passato a Wuhan, ne rimangono oggi circa un centinaio. Quelli superstiti devono affrontare l’invecchiamento degli edifici e delle infrastrutture, carenze nella sicurezza antincendio e nel drenaggio, trasformazioni demografiche e una crescente pressione commerciale.

Anche la complessità dei rapporti di proprietà e gestione rende difficile intervenire in modo coordinato. Negli ultimi anni Wuhan ha sperimentato forme di trasformazione graduale basate sul rispetto dei caratteri storici, sulla micro-riqualificazione e su una gestione più attenta degli spazi esistenti. Tongxingli, Xian’anfang e Yanqingli mostrano tre modalità differenti di affrontare questo processo.

 

Tongxingli: la spontaneità del recupero

Tongxingli, nel distretto di Jiang’an, fu costruito nel 1932 ed è composto da circa 25 edifici di due piani organizzati attorno a vicoli principali e secondari. La sua trasformazione non è nata da un progetto unitario promosso da istituzioni o società immobiliari, ma da iniziative spontanee degli abitanti. A partire dal 2016, la pulizia delle strade, la cura degli spazi comuni e la collocazione di piante hanno progressivamente costruito una forma di responsabilità condivisa. Facciate, vicoli e spazi comuni sono stati modificati attraverso pratiche quotidiane; mobili usati, piante e decorazioni sono entrati a far parte dell’ambiente del quartiere. Ne è derivato un paesaggio non uniforme, segnato dalle tracce della vita quotidiana.

Dal 2018, caffè, ristoranti e attività artigianali hanno occupato parte degli spazi al piano terra, mentre alcuni residenti originari sono rimasti ai piani superiori. Residenza e commercio convivono quindi nello stesso edificio e nello stesso quartiere. Questa forma spontanea di trasformazione presenta tuttavia dei limiti. Manutenzione, sicurezza, infrastrutture e spazi comuni richiedono risorse e competenze che l’iniziativa individuale difficilmente può garantire nel lungo periodo. Tongxingli mostra così il potenziale della comunità nel rinnovamento dei quartieri storici, ma anche la necessità di un sostegno istituzionale.

Xian’anfang: forme di consumo culturale

Xian’anfang, nell’area dell’antica concessione britannica, fu costruito nel 1915 ed è uno dei complessi di lifen più rappresentativi della moderna Hankou. Il sistema di vicoli, le abitazioni con cortili interni, le porte shikumen, i muri in mattoni rossi e le pavimentazioni in granito contribuiscono alla sua identità storica. A partire dal 2015 circa, una società immobiliare ha promosso un intervento sistematico di recupero, rinnovando strutture, murature, infissi e pavimentazioni e conservando numerosi elementi storici. Alcuni edifici crollati sono stati trasformati in spazi aperti e sono state introdotte nuove attrezzature collettive. Le condizioni fisiche del complesso sono così migliorate.

Parallelamente, gallerie d’arte, spazi espositivi, ristoranti e attività commerciali hanno progressivamente sostituito parte delle funzioni residenziali. Si pone quindi una questione essenziale: la conservazione degli edifici garantisce anche la continuità della vita storica che li ha prodotti? Quando gli abitanti originari diminuiscono e visitatori e consumatori diventano i principali fruitori, cambiano anche le relazioni sociali e le pratiche quotidiane. Xian’anfang mostra così la complessità della commercializzazione del patrimonio. Le risorse pubbliche e private possono migliorare rapidamente l’ambiente costruito e attribuire nuove funzioni agli spazi storici, ma la logica commerciale può al tempo stesso ridurre la pluralità delle forme di vita originarie.

 

Yanqingli: restauro e autenticità

Yanqingli, nell’area storica di Hankou, fu costruito nel 1933. I 7 edifici, caratterizzati dall’incontro di riferimenti architettonici orientali e occidentali, sono organizzati lungo vicoli a forma di “廿”. Il suo valore risiede non soltanto nella configurazione architettonica, ma anche nelle tracce lasciate da quasi un secolo di uso.

La chiusura dei cortili, le aggiunte edilizie, la riduzione della vegetazione e la presenza di cavi sono il risultato dell’adattamento degli abitanti alla vita quotidiana. Anche pavimentazioni, drenaggio e dislivelli hanno modificato lo spazio originario. Se osservate esclusivamente dal punto di vista della conservazione dell’assetto iniziale, queste trasformazioni possono apparire come alterazioni dell’integrità; allo stesso tempo, documentano il modo in cui il quartiere è stato abitato e trasformato.

La trasformazione avviata nel 2023 da Wuhan Urban Construction e Chengdu Wide Horizon non ha assunto il ripristino di una singola fase storica come obiettivo. Il progetto, entrato progressivamente in funzione nella primavera del 2026, ha evitato un significativo aumento delle volumetrie e si è concentrato sulla riorganizzazione delle relazioni spaziali. Cortili, scale, abitazioni e vicoli sono stati nuovamente messi in relazione, mentre nuovi percorsi e funzioni commerciali hanno trasformato spazi interni precedentemente chiusi in una rete più permeabile.

Anche il paesaggio è stato utilizzato per rafforzare questa continuità. Vegetazione e arredi introducono nuove possibilità di sosta; una porzione del complesso distrutta dai bombardamenti del 1944 non è stata ricostruita, ma trasformata in un giardino e in uno spazio ribassato per spettacoli e attività collettive. La storia viene così percepita attraverso lo spazio, oltre che raccontata attraverso dispositivi informativi. Gli interventi commerciali sono rimasti relativamente contenuti. Grandi esercizi sono stati suddivisi in unità più piccole e vecchie lastre di pietra sono state recuperate per le pavimentazioni. Gli alberi esistenti sono stati conservati lungo il margine stradale, mentre elementi d’acqua e spazi per la sosta hanno rafforzato il rapporto tra quartiere e città. La planimetria delle singole abitazioni, incisa sul fondo di una vasca, rende nuovamente percepibili confini ormai scomparsi.

Yanqingli riapre così la questione dell’autenticità. Solai, ampliamenti, vegetazione, arredi e modifiche accumulatisi nel tempo costituiscono anch’essi parte della storia del luogo. Eliminare ogni traccia successiva per ricostruire un’immagine originaria potrebbe significare cancellare proprio quel processo storico che si intende conservare. L’intervento mantiene quindi parte della stratificazione temporale, concentrandosi su percorsi, nodi, vegetazione, materiali e funzioni pubbliche.

Tra storia e vita

Tongxingli, Xian’anfang e Yanqingli rappresentano tre differenti logiche di trasformazione: la partecipazione quotidiana degli abitanti, il recupero associato alla valorizzazione commerciale e una più misurata riorganizzazione dello spazio storico.

Le differenze mostrano che la questione centrale non è semplicemente scegliere tra vecchio e nuovo, ma mantenere il rapporto tra spazio storico e vita contemporanea. Il ripristino delle facciate può trasformare il quartiere in un patrimonio statico; un’eccessiva dipendenza dal turismo e dal commercio può convertirlo in un paesaggio di consumo; l’iniziativa spontanea degli abitanti, da sola, difficilmente risolve problemi strutturali e di manutenzione. Il valore dei lifen non può quindi essere ricondotto allo stato degli edifici al momento della loro costruzione. Ampliamenti, piante, arredi e modifiche appartenenti a epoche diverse testimoniano il modo in cui gli abitanti hanno utilizzato e trasformato l’architettura. Anche le tracce apparentemente irregolari costituiscono parte della storia urbana.

A Wuhan numerosi lifen sono ancora sottoposti a pressioni di trasformazione. Non richiedono un unico modello, ma interventi calibrati sulla struttura storica, sulla composizione sociale, sui rapporti di proprietà e sulla posizione urbana. Il commercio può sostenere economicamente il quartiere senza sostituirne la vita; il turismo può renderne più visibile la storia senza ridurla a un prodotto di consumo; il progetto può intervenire senza cancellare la possibilità di ulteriori usi e trasformazioni.

Ciò che rende significativi i lifen di Wuhan non è quanto appaiano antichi, ma la loro capacità di continuare a essere luoghi abitati. La vitalità di un quartiere storico non deriva dalla conservazione integrale di un passato immutabile, bensì dal rapporto continuo tra passato e presente. Rinnovare significa quindi non soltanto far riemergere la storia, ma permetterle di continuare a partecipare alla vita della città contemporanea.

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Tag: , , , , , , , , , Last modified: 22 Settembre 2026