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Scritto da: Progetti

Italo Rota rotante: è un problema di funghi

Italo Rota rotante: è un problema di funghi

reggio emilia. L’intervento per la rifunzionalizzazione di Palazzo San Francesco, sede principale del sistema museale cittadino reggiano, sarà un museo-laboratorio, un work in progress; ed è quello che esce dal progetto di Italo Rota. Il Comune ha contattato nei mesi scorsi lo studio di Rota, che ha al suo attivo importanti realizzazioni (il più recente l’allestimento del Museo del Novecento a Milano) e ha richiesto una proposta che contribuisse a rafforzarne l’identità e la forza comunicativa.
Nelle delibere, i costi dell’intervento sono di 4,2 milioni (2,8 resi disponibili dal Comune e 1,4 di finanziamento privato, nell’ambito di procedure urbanistiche relative al Programma di riqualificazione urbana del centro storico). Se il patto di stabilità lo permette (il Comune ha risorse disponibili da investire, ma sono bloccate dai limiti imposti ai comuni italiani, compresi quelli virtuosi e con i conti in ordine come appunto Reggio Emilia) il progetto sarà realizzato in modo completo o per stralci.
Il concept del nuovo museo è una chiave interpretativa contemporanea, un museo non datato. L’installazione di Rota «L’amore ci dividerà-prove generali di un museo», allestita dall’8 maggio al 31 luglio 2010, ha fornito una prima idea. L’ingresso con i funghi in metallo che ha suscitato tante polemiche, non solo in città, serve per completare l’esposizione, il paesaggio interrotto e mai finito. Sempre a Palazzo San Francesco sarà allestita la sezione delle period rooms del Novecento.
Oltre alla raccolta di firme sulla mozione d’iniziativa popolare che intende ridiscutere il progetto Rota, richiesta a livello politico dal Movimento 5 stelle che contesta «l’assurda e inutile spesa di oltre 600.000 euro per i funghi rotanti», si è attivato anche il comitato Amici dei Musei civici che ha avuto la sua prima uscita pubblica il 20 febbraio con l’invio alla stampa locale di una lettera aperta al sindaco Graziano Delrio in cui si esprimevano perplessità sul progetto Rota per i Musei civici e si chiedeva un sostanziale ripensamento. Da quel momento è stato avviato un approfondimento su più fronti: dall’analisi di precedenti interventi architettonici sul complesso di San Francesco, alla consultazione dei documenti amministrativi approvati dal Comune, all’idea di allestimento e alle scelte museografiche sottese al concept di Rota. Ciò ha permesso di richiamare l’attenzione pubblica sulle criticità emerse nei diversi ambiti: interventi di arredo urbano (i famosi «funghi», il giardino verticale), museografico (sala asfalt, acquario), didattico ed economico attraverso l’analisi dei costi. Obiettivo del gruppo è sempre stato quello di riportare l’attenzione di cittadini e politici su un progetto che non è mai stato discusso pubblicamente, aggravato dalla mancanza di un comitato scientifico (passaggio obbligato per un museo storico e multidisciplinare come questo).
Le proposte del comitato, comunicate con una conferenza stampa convocata a fine giugno, riguardano il restauro e recupero dell’ex convento di San Francesco, la possibilità di rendere il museo accessibile e fruibile, di valorizzare le collezioni storiche, di nominare un comitato scientifico. Per quanto riguarda il secondo piano: uffici al posto del ristorante, e ripensare gli spazi da destinare alle period rooms. Infine, si è proposta l’organizzazione di una tavola rotonda dove il caso reggiano venga inquadrato in uno scenario più ampio a livello europeo.

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Last modified: 20 Luglio 2015