Arcosanti (Arizona). Dal laboratorio urbano di Arcosanti sono state appena pubblicate nuove immagini per lultima proposta «arcologica» di Paolo Soleri: «Lean Linear City». Si tratta di una ricerca parallela alla preparazione di due pubblicazioni (previste in primavera) curate da Lissa McCullough. La prima, edita da Cosanti Press, Lean Linear City. Arterial Arcology, nasce dalla mente di Soleri e dalla collaborazione con Tomiaki Tamura, Youngsoo Kim, Charles Anderson, Adam Nordfors e Scott Riley; la seconda, edita da Princeton Architectural Press, sarà intitolata Conversations with Paolo Soleri.
«Linear City» propone unalternativa frugale («Do more with less») a situazioni di crisi, oltre a un ambizioso programma di sviluppo urbano per lAsia. Limitare luso dellautomobile, razionalizzare quello dellenergia, recuperare il senso del rapporto fra luomo e la terra che lo ospita, diffondere il concetto di comunità urbana contro quello disolamento, sono alcuni dei principi sui quali si fonda larcologia lineare.
Oggi i nuovi modelli rivelano una continua riflessione dellarchitetto di origine torinese, classe 1919, sullattualizzazione della sua proposta arcologica, pubblicata da Mit Press nel 1969 (Arcology. The City in the Image of Man), e ora, negli anni 2000, pensata per Cina, India e per situazioni demergenza. LArcologia è secondo Soleri la risposta per la città del futuro: un organismo insediativo tridimensionale, complesso e miniaturizzato. Una sintesi tra architettura ed ecologia.
Le immagini di «Linear City» sono realizzate dal Dipartimento di progettazione allinterno di Arcosanti, che cerca di restituire con strumenti multimediali le visioni di Soleri. Pur perdendo la poesia e lespressività del disegno a mano libera, le immagini descrivono il nastro urbano come carattere fondativo del modello lineare. Dalla sezione si legge come la struttura si articoli in due principali sub-strutture parallele di 30 o più piani (che si estendono da alcuni fino a centinaia di chilometri), definendo allinterno un volume climatizzato che contiene un parco. La mobilità è pensata con fasce logistiche che contengono strade, ferrovie, rampe mobili per pedoni e scivoli per la «discesa e uscita veloce» dove necessario. Come già in Mesa City, esistono al livello più basso un corso dacqua per le necessità di residenti e per scopi ricreativi, e reti per rifiuti solidi e liquidi.
Il nastro collega moduli arcologici di matrice absidale, che ricordano progetti quali Arcosanti stessa. Alla domanda su come larcologia evolva in città lineare, Soleri risponde: «Dalla necessità di concatenare in un continuum i moduli arcologici e produrre un fiume urbano di massima fluidità logistica, di tali dimensioni da rendere la presenza del pedone non solo funzionale ma anche piacevole. Il pedone e il ciclista sono membri importanti: non solo residenti, ma anche veri e propri cittadini». Poi larchitetto spiega in che modo larcologia lineare si relazioni con situazioni di emergenza: «Il lavoro sullArterial Lean Linear City (ALLC) cominciò dopo lo tsunami in Indonesia con più di centomila morti. Se ALLC avesse attraversato quella regione, un preannuncio di mezzora avrebbe salvato le vittime che lì vi avrebbero trovato non solo un rifugio ma anche servizi, energia e un modicum di conforto per il periodo necessario a ristabilire la routine giornaliera». Tra le virtù della città lineare (Soleri stila un elenco, non esaustivo, di 34 punti) si comprende come «il nastro abitato, nemesi del sobborgo, e connessione tra centri abitati esistenti, sia verde e frugale per costituzione, affronti laggressione del materialismo, dellasfalto, dello spreco e dellinquinamento, nonché la distruzione della biosfera». Dal deserto dellArizona, ancora una volta, arriva una visione per un possibile futuro della città.
Ci sono almeno 34 ragioni per cui le città devono essere lineari























