Testo postumo curato da Hans-Ulrich Obrist, RE:CP (ovvero The Return of Cedric Price) raccoglie una serie di massime sullarchitettura, i cosiddetti Snacks o ricette (dalla pronuncia spagnola del titolo), che sintetizzano il pensiero anticonformista, originale e perfino disturbante di Price. Una pubblicazione fedele alledizione originale, proposta attraverso una procedura insolita: una «co-produzione» attivata sulla piattaforma online Produzioni dal basso che ha coinvolto oltre 2.000 persone, segnando uninedita relazione tra web ed editoria.
Obiettivo conclamato di Price è demistificare larchitettura, macchiata da un peccato originale che la rende fallimentare in sé. Così attaccata ai propri valori, essa distorce la realtà mutilando lesperienza, senza rendersi conto di essere anacronistica quanto dispotica: in una contemporaneità dove valori e bisogni cambiano precipitosamente, il «business dei contenitori» risulta clamorosamente inadeguato. Gli edifici nascono vecchi, e costringono la vita in schemi preconcetti invece di esserne riflesso. Lunica via per larchitettura, secondo Price, sarebbe la sua totale assenza: in una sorta di estremizzazione della libertà negativa, il compito delledificio dovrebbe essere il consentire ogni potenziale uso, oppure scomparire. Non un inno alla neutralità degli edifici, ma alla loro continua adattabilità: come esemplificato nel celebre progetto per il Fun Palace (1961); il nemico è la forma come fine, invece che come mezzo.
È facile capire lentusiasmo della tanto citata introduzione di Rem Koolhass: come un messia (un po troppo intellettualista e autocompiaciuto, magari), Price scardina le basi stesse della disciplina, mostrandone gli sconvenienti piedi di argilla. Viene però da chiedersi se abbattere il gigante sia lunico modo per accordare architettura e contemporaneità: se davvero quei valori che ostentatamente Price ignora, estetici e storici ad esempio, non siano più desiderabili in assoluto, o se piuttosto non sia la loro specificità a essere inadeguata. Tanto più che, nel concretarsi delle opere di Price stesso, questo pensiero mostra tutti i limiti dei propri parossismi. Affascinante nel mare della banalità, il pensiero militante di Price più che come invito o, peggio, modello, andrà visto come un monito: che lascia però a ognuno lonere di trarre le proprie conclusioni.
Hans-Ulrich Obrist (a cura di), «Re:CP Cedric Price» (con contributi di Patrick Keiller, Rem Koolhaas, Arata Isozaki), LetteraVentidue Edizioni, Siracusa 2011, pp. 192, euro 22

Il ritorno di Cedric Price, Contro larchitettura




















