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Scritto da: Progetti

Ora è grande 5 volte tanto

Savannah (Georgia). Nei quartieri storici l’architettura istituzionale contemporanea presenta sfide e opportunità che il nuovo museo d’arte del Savannah College of Art and Design (Scad) ha colto appieno e ponderato con cura. Disegnato dall’architetto locale ed ex studente dello Scad Christian Sottile, l’ampliamento di 6.000 mq (che quasi quintuplica le dimensioni del museo ed è costato 26 milioni di dollari, con progetto del 2008 e lavori avviati a gennaio 2010) definisce con le sue 12 aule e il teatro un insieme integrato e armonico segnalando una presenza spiccatamente contemporanea in un’istituzione che rimanda, preservandolo, all’ex deposito ferroviario del 1853 in cui ha sede.
A livello cittadino il museo funge soprattutto da riempimento, rispettando il tessuto storico di Savannah tramite l’occupazione della sola area delimitata dai vecchi muri di mattoni della rimessa e tramite il recupero del parco, che lo separa da un’altra struttura storica già usata dal College. Essendo le dimensioni e la giacitura orizzontali in gran parte prestabilite, l’enfasi formale si è concentrata sull’ingresso, sulla gigantesca lanterna di vetro e sulle alterazioni che questa produce più in basso, modulate scrupolosamente affinché la struttura domini appena l’ambiente circostante sfumando nel quartiere.
Dal punto di vista istituzionale, il progetto del museo e della scuola riflette pienamente la novità della fusione pedagogica di gallerie e aule. Le finestre aggettanti della galleria sulla facciata che dà sulla strada annunciano il museo all’interno, ma la spaziosa sala d’ingresso al cuore dell’edificio indica qualcosa di più provocatorio. L’uso sfumato di colori, trame, luce e configurazione spaziale invitano l’occhio e il corpo verso l’alto, al piano superiore destinato alla formazione. Gli ingressi delle gallerie sono tutt’altro che trascurati, eppure la sensazione generale dell’atrio centrale contrasta con l’immagine pubblica iniziale di museo e incarna bene il duplice scopo della struttura.
La coerenza architettonica dell’insieme è data dall’accorto utilizzo di elementi storici in loco, che assicura l’interazione costante tra presente e passato, senza tuttavia mai confonderli: i resti dei muri esterni, lungo i quali sorgono quelli nuovi in cemento armato; le arcate storiche che ricorrono al centro delle gallerie; le frammentarie terminazioni dei muri della rimessa che sostenevano il tetto originario, ora inserite nei nuovi muri delle aule e nei corridoi del secondo piano. Meno riusciti, invece, sono i precisi raccordi in cui l’espressione tettonica appare annullata in un semplice rivestimento, come accade tra i muri esterni vecchi e nuovi, il cui spazio interstiziale è ridotto a un’ombra dalla scossalina scura. Comunque, la strategia funziona piuttosto bene, evitando di ridurre la struttura a feticcio.

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Last modified: 10 Luglio 2015