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Scritto da: Professione e Formazione

Anche in Gran Bretagna la crisi punge ancora

Nonostante gli studi più grandi del mondo (per impiegati e fatturato) siano anglosassoni, e molti di loro britannici (come conferma l’annuale report di «Building Design» presentato nel numero scorso di questo giornale), e i più recenti numeri sulla disoccupazione degli architetti siano in calo, la crisi sta ancora colpendo pesantemente il mondo professionale d’Oltremanica. Da una parte, la Federation of Master Builders, principale organo di rappresentanza delle imprese attive nel settore delle costruzioni, ha diffuso gli ultimi dati sull’andamento del mercato delle piccole e medie imprese, che si accinge a entrare nel quarto anno consecutivo di difficoltà, complici anche i tagli imposti dal Governo: l’inizio del 2011 è infatti visto in crescita solo dal 16% degli intervistati (in calo rispetto all’ultima rilevazione, in cui gli ottimisti erano il 28%), mentre continuano a diminuire i carichi di lavoro in quasi tutti i settori eccetto l’housing sociale. Sembrano non tenere neanche i grandi studi come Arup, che lo scorso anno aveva impiegato circa 10.000 persone in tutto il mondo (di cui 4.000 solo in Gran Bretagna) e che ora si vede costretto a tagliare il 15% dello staff nazionale, a non occupare 86 posti vacanti e a ridistribuire 70 dipendenti negli uffici d’Oltremare. Altra strategia quella di Austin-Smith Lord che riorganizza l’attività in settori chiave (trasporti, industria e infrastrutture, ristrutturazioni, rigenerazione urbana e arte e cultura internazionale) in modo da venire incontro alla sempre più crescente richiesta di specializzazione in aree specifiche di intervento.

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Last modified: 10 Luglio 2015