I libri pubblicati in Italia negli ultimi trentanni che trattano largomento collocano al 1866 la prima definizione «tecnica» di progetto di «fattibilità del ponte metallico tra Sicilia e Calabria», affidata dal ministro Jacini allingegnere Alfredo Cottrau.
Eppure una notizia sul ponte già appare il 9 novembre 1860 sul «Giornale Officiale di Sicilia», in cui si parla di «una grande Compagnia inglese» interessata a unire con una ferrovia Siracusa «al continente napolitano», contemplando un eventuale attraversamento stabile dello Stretto di Messina. Nel numero 254 del 1862, invece, «Le monde illustré. Journal hebdomadaire» fa stampare in ultima pagina un disegno (a fianco): Projet dun pont à quatre travées, proposé pour franchir le detroit de Messine par M. Alphonse Oudry, ingénieur des ponts et chaussées. Per quel che ne sappiamo, questa immagine anticipa di almeno otto anni il repertorio iconografico sullargomento. Ma non basta. Larticolo che accompagna il disegno non è di cronaca: entra nel merito dellidea, spiega come verrà realizzato, quali materiali verranno utilizzati. Eppure le pile di attracco alla terraferma, se le si paragona alla falce del porto di Messina (in basso a sinistra, nel disegno) determinano un fuori scala dinaudite proporzioni. Su «Le monde illustré» 349 del 1863 si trova anche un «ponte in acciaio costruito sul Tevere» (con molta probabilità il cosiddetto «Ponte di San Paolo»), sempre di Oudry, e nellarticolo fa impressione il passaggio: «Siamo talmente convinti dellutilità del ponte di Messina», ha detto un celebre uomo politico italiano allingegnere, «che dal giorno in cui voi ci proverete che è possibile realizzarlo, noi faremo il necessario per risolvere la questione finanziaria». Non sappiamo in che misura Oudry continuò a lavorare alla questione. Tuttavia, forse proprio da quel disegno, limmaginario tecnico del ponte ha iniziato il suo percorso.
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