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Scritto da: Professione e Formazione

Scia, indagini e tariffe

Dia o Scia? Alcune precisazioni dal ministero della Semplificazione
A seguito delle numerose richieste di chiarimenti, avanzate ufficialmente anche dal Cnappc oltre che da Comuni e Regioni, relative all’applicabilità all’edilizia della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia) introdotta dall’articolo 49 della legge 122/2010 (cfr. «Il Giornale dell’Architettura» n. 87), il ministero per la Semplificazione normativa ha fornito il primo chiarimento emanando un’apposita Nota. Fermo restando che la Scia non può essere sostituita alla «Super Dia» e non si applica ai lavori rientranti in categorie di intervento subordinate ad altre procedure, ribadisce, senza modificare le prescrizioni del Testo Unico ma solo sostituendosi alla Dia, la sua validità per gli interventi di restauro e risanamento conservativo (consolidamento, ripristino e inserimento di elementi accessori e impianti necessari all’utilizzo dell’immobile), ristrutturazione edilizia (nella quale rientrano le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma) e varianti ai permessi di costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma e non violano le prescrizioni del permesso di costruire. Nei casi di edifici in ambiti vincolati, sarà necessario allegare alla documentazione anche il parere dell’ente preposto alla tutela.

Il Cnappc vuole valutare i costi della progettazione
Nel polemico baillame generato in questi mesi dai tentativi di mettere mano alle competenze specifiche delle categorie tecniche (soprattutto ingegneri, architetti e geometri), dall’ennesima ripresa del progetto di riforma delle professioni (il cui ultimo atto è il ddl Siliquini attualmente in discussione in Parlamento) e dall’intenzione di reintrodurre le tariffe minime abolite nel 2006, il Cnappc ha lanciato sul suo sito (www.icp.archiworld.it) un sondaggio, aperto a tutti gli iscritti dei vari Ordini provinciali, per quantificare i costi della progettazione, che comprendono dal tempo impiegato nel processo progettuale ai costi gestionali degli studi e delle strutture, e potere valutare il compenso adeguato per i servizi erogati. Necessario punto di partenza di un processo di riorganizzazione e modernizzazione della professione, che comunque vedono nelle tariffe e nei compensi uno dei maggiori problemi in discussione, sarà compilabile on line chiedendo al proprio Ordine di appartenenza i dati necessari al login.

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Last modified: 13 Luglio 2015