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Alessandro ColomboScritto da: Città e Territorio Mosaico Progetti

Sopralluoghi olimpici, specialità umarell

Sopralluoghi olimpici, specialità umarell
Cantieri a 5 cerchi: un percorso ironico e disincantato tra città e valli alpine. Più della qualità architettonica dei luoghi coinvolti da gare e cerimonie sembra contare la diffusione mediatica

 

MILANO-CORTINA. Se partissimo in auto alla volta dei luoghi di questi 26° Giochi Olimpici invernali ci accorgeremmo ben presto che il tour è quasi impossibile in forma anulare. Il percorso che unisce Milano alla Valtellina, Bormio e Livigno, e da qui ad Anterselva, Tesero, Predazzo e Cortina per poi scendere a Verona per la chiusura – implica dei passaggi alpini già complicati, lunghi ed impervi, in condizioni normali e nella bella stagione. Figuriamoci in inverno e con tutte le chiusure imposte dalle necessità organizzative e di sicurezza che incombono. Perciò mettiamoci comodi in poltrona, e sfruttiamo qualche occasione di visita delle scorse settimane per scrivere alcune impressioni da umarell olimpici (a ben pensarci quella dell’umarell olimpico è una disciplina che proponiamo venga presa in considerazione dal Comitato Olimpico Internazionale di Losanna).

 

Altro che Olimpia, Milano è eventopoli

Non si può che partire dalla capitale lombarda e dal suo tribolato Stadio di San Siro, ora teatro della mirabolante cerimonia di apertura targata Marco Balich e, dopo i Giochi, dal futuro segnato, forse. Milano si dota di ben tre piste del ghiaccio per lo svolgimento delle discipline olimpiche, ma rimarrà priva di un impianto permanente alla fine dei giochi. Il risultato, che lascia perplessi, è possibile grazie al combinato disposto della realizzazione della “più grande arena d’Italia” a Santa Giulia, a cura di un privato, destinata ad ospitare eventi, e della riconversione – sancendo così il declino oramai acclarato del mondo fieristico – di 4 padiglioni della fiera di Milano Rho a temporanee piste per le discipline veloci e, in seguito, anche queste, a luogo per eventi, probabilmente in concorrenza con il primo. 

Si delinea, in questo modo, una transizione (ecologica?) da Milano città olimpica a eventopoli. I lavori alla Fiera per il Milano Ice Park sono stati di sicuro interesse per chi ha avuto l’opportunità di frequentare i padiglioni negli ultimi anni. Avendo la necessità di ottenere grandi luci libere per l’installazione degli impianti sportivi, la soluzione è stata di realizzare linee di giganteschi castelli strutturali ai due lati opposti dei padiglioni, quasi degli elefanti ben piantati sulle 4 zampe che protendono lunghissime proboscidi a forma di travi reticolari che, congiungendosi, permettono di avere al di sotto di esse, uno spazio libero da pilastri. Ovviamente, il tutto è stato realizzato per fasi in più di due anni e a padiglioni aperti per le manifestazioni fieristiche, mettendo in scena un complicatissimo cantiere dove si è assistito ad un proliferare di pilastri vecchi e nuovi che poi sono spariti per lasciare il posto alla solida nuova struttura. La dimostrazione del vecchio detto secondo cui “tutto si può fare”. 

 

Fantasiose reinterpretazioni e tanti tendoni

L’arena di Santa Giulia – quartiere sudorientale della città segnato da alterni destini negli ultimi decenni – è sorta a favore degli automobilisti che transitano sulla tangenziale est o che, meglio, qui sostano spesso e volentieri, in coda come sulla Pero-Cormano. Appare oggi come una specie di Colosseo inverso che troneggia sul panorama. Forse in competizione con l’Arena di Verona, che vedrà la chiusura dei giochi, e per risarcire Milano del suo anfiteatro romano del quale rimangono solo le fondamenta – anche se ora valorizzate da un’ottima sistemazione verde – David Chipperfield Architects (gli autori del progetto architettonico) fanno sparire gli anelli concentrici, che aumentano di diametro a salire, sotto una fascia continua di immensi schermi led curvi. Gli automobilisti ringraziano per l’intrattenimento; gli architetti scoprono che gli edifici (e i loro errori) ora si possono nascondere non solo sotto l’edera, ma anche sotto gli apparati multimediali. 

Nell’area dello scalo di Porta Romana abbiamo visto, già da alcuni mesi, completarsi “il più grande studentato d’Italia” alias il Villaggio Olimpico (Skidmore, Owings & Merrill i progettisti) versione ipertrofica di stecche abitative che massimizzano l’operazione immobiliare mettendo in campo, a suffragarne la bontà, supposti rimandi con le tipologie a ringhiera e il razionalismo lombardi. Citazioni che, francamente, potevano anche esserci risparmiate. 

Per il resto, la città è un fiorire di interventi temporanei e provvisori: la poetica del tendone che viene posato ove serve a costituire un accampamento, con una metodologia che abbiamo visto in opera nella sua massima espressione a Parigi 2024 (del resto il know how è francese anche qui) e che l’Olimpiade diffusa, in quanto tale, rende solo meno evidente poiché non concentrata. Ambitissimi, qui come a Cortina, i cantieri dei bracieri olimpici, strani organismi tentacolari e tecnologici che a Milano prendono forma sotto l’Arco della pace e, a Cortina, nel trafficatissimo corso centrale sotto il campanile, come nella migliore tradizione italiana.

Milano, come tutti i luoghi toccati da questi giochi olimpici, non ha sentito il bisogno di darsi un’immagine coordinata olimpica della città come, invece, era stato fato, con risultati positivi e duraturi, a Torino 2006 (Look of the City, autori Italo Lupi, Ico Migliore, Mara Servetto). Il logo Futura, peraltro interessante, disegnato nelle due versioni bianco e colore da Landor&Fitch, è chiamato a sostenere tutto solo la presenza delle Olimpiadi nelle città, nei paesi e nelle valli.

Strade, qualche impianto e un Villaggio da scordare in fretta

Lanciati sulle nostre strade e autostrade possiamo, quindi, raggiungere, non senza l’impiego di molte delle ore del nostro tempo, le agognate stazioni di montagna nell’arco alpino centro orientale. In alcuni passaggi strategici, ad esempio Tirano in Valtellina, Tai e Valle di Cadore nelle dolomiti bellunesi, siamo aiutati da importanti opere viabilistiche, un vero lascito che migliorerà la vita e gli spostamenti nelle valli, ma rimane un’accessibilità lunga e laboriosa.

A Cortina, forse il luogo delle più aspre polemiche, le opere maggiori sono giunte al loro compimento, indubbiamente con il coronamento di sforzi fuori dal comune. La pista di bob, il Cortina Sliding Center, serpeggia elegante nel bosco ai piedi delle Tofane e, soprattutto di notte, colpisce con la sua traccia luminosa che pennella curve come un provetto sciatore. La stazione di partenza è un’essenziale copertura a falde che ti appare improvvisamente nel bosco su una piattaforma che la eleva e le dona un’area da tempio, dello sport di scivolamento ovviamente. 

Sull’area dell’aeroporto di Fiames, costruito per le Olimpiadi del 1956 (come erano avanti allora!), ha preso forma, ma forse dovremmo parlare di non forma, un accampamento di casette mobili rivestite in perline di legno e tendoni, di varia tipologia e natura, che va (anche questo) sotto il nome di Villaggio Olimpico. Speriamo che tutti gli atleti possano qui alloggiare sereni e spensierati come studenti di un camp e che, ad evento finito, venga smantellato rimanendo un ricordo, anche se sarà difficile dimenticarne il costo.

Va ricordato, a questo proposito, che l’umarell olimpico non conosce i veri costi, se non quelli scritti sui cartelli di cantiere, altrimenti i problemi qui da affrontare sarebbero ben altri. La discussa funivia Apollonio Socrepes, opera del resto strategica per risolvere lo spostamento degli sciatori senza intasare il centro cittadino, non sembra essere in grado di vincere la sfida contro il tempo. Ovviamente gli umarell ringraziano per il protrarsi del cantiere. 

Non resta che tornare sulla nostra poltrona, lo schermo televisivo dai molti pollici di fronte, cellulari e ipad a portata di mano, per seguire in diretta video e social quello che è un evento sostanzialmente mediatico, pensato e realizzato a questo scopo. Per il resto le città e i territori possono attendere.     

Immagine di copertina: la partenza della contestatissima pista di bob, Cortina Sliding Center

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Tag: , , , , , Last modified: 4 Febbraio 2026