LONDRA. Come i grafici pubblicitari sanno bene, è facile sintetizzare la capitale britannica in un logo: generalmente una linea orizzontale a simboleggiare la morfologia pianeggiante della metropoli su cui poggiano le varie icone che ne trapuntano il tessuto urbano come il London Eye, lo Shard, o il Big Ben. Cè un landmark però che è presente solo durante la stagione estiva e che, per di più, cambia di anno in anno. Si tratta del padiglione della Serpentine Gallery, situato sul lato est dei Kensington Gardens adiacente allomonimo lago. Dal 2000 le star dellarchitettura contemporanea vengono chiamate a forgiare un frammento in un lotto prospiciente loriginario padiglione per il tè costruito nel 1934, e che dal 1970 viene usato come galleria darte per mostre e performance. Lanno scorso, il nipponico Sou Fujimoto ha inaugurato la nuova tendenza che vede non più archistar ma nuovi e giovani talenti con il progetto del padiglione che questanno è toccato a Smiljan Radi? è sarà aperto fino al 19 ottobre.
Gli ingredienti progettuali dellarchitetto cileno sono tutti presenti nel padiglione nel quale si riconosce in filigrana il rifugio in granito progettato con la scultrice (e moglie) Marcela Correa alla Biennale 2010 dal titolo The Boy Hidden in a Fish. Il padiglione è sostanzialmente un volume organico, di geometria toroidale, intagliato da piani che instradano e direzionano losservatore. La forma organica, sapientemente realizzata in vetroresina, è in grado di cambiare costantemente il suo ruolo urbano da lanterna a massa solida, amplificata dai drastici cambi di luce che cadenzano la vita londinese. Essa racchiude allinterno lintrecciarsi di una promenade sospesa da terra che conduce alla zona ristoro e da lì alluscita. Il volume, puntualmente appoggiato su rocce, è formalmente disconnesso dal suolo della città. Questa frattura consente a Radi? di modellare uno spazio ambiguo, poco familiare alla morfologia pianeggiante della capitale: una depressione nel terreno conduce a uno spazio ctonio di contemplazione, accessibile dallintradosso del toroide, il quale racchiude una stanza ipetra, incorniciando il cielo mutevole di Londra. Il padiglione così sagomato concretizza diverse quote, in preciso contatto visivo luna con laltra. Il progetto di suolo plasma dunque una porzione dei Kensington Gardens come le digradanti scogliere cilene, temporanea eccezione a quella linea orizzontale così familiare ai pubblicitari locali.
Un cileno a Londra























