Le emergenze che continuano a colpire il pianeta, che si tratti dellinarrestabile urbanizzazione, delle catastrofi naturali aggravate dal cambiamento climatico o delle disuguaglianze che ancora segnano il confine di una ferita profonda tra Nord e Sud del mondo, sono sempre più oggetto di dibattito internazionale e oggi ben documentate negli studi di prestigiose università e centri di ricerca, oltre che nei numerosi rapporti delle Nazioni unite.
Living in the Endless City (Phaidon, 2011) è la recentissima pubblicazione di Ricky Burdett e Dejan Sudjic, prosieguo della fortunata edizione Endless City (Phaidon, 2008), unampia riflessione sui temi della sicurezza urbana, del cambiamento climatico, della democrazia e della globalizzazione con il contributo di studiosi eccellenti. Lo sguardo, dopo aver osservato Berlino, Johannesburg, Londra, Città del Messico, New York e Shanghai, descritte nelledizione precedente, questa volta si sofferma su Mumbai, San Paolo e Istanbul.
Come lurbanizzazione, anche il tema della ricostruzione post-disastro è oggetto di ampia trattazione, non solo recente. Nellultima decade 200 milioni di persone sono state vittime di catastrofi naturali, 98% delle quali nei Paesi in via di sviluppo. Beyond Shelter. Architecture and Human Dignity (Metropolis Books, 2011), a cura di Marie J. Aquilino, è un bellissimo richiamo allazione, un monito allimportante ruolo degli architetti nella fase acuta dellemergenza umanitaria e nel lungo processo di ricostruzione delle comunità locali e dei loro spazi abitativi. Il libro presenta e illustra con cura attraverso la voce dei fondatori di alcuni degli studi di architettura e ingegneria più noti (Arup, Estudio Teddy Cruz, Urban Think Tank), di organizzazioni non governative e centri di ricerca (Architectes de lurgence, Article 25 Development and Disaster Relief, Development Workshop France), di leader dimportanti organizzazioni internazionali (Croce rossa, UN-Habitat e World Wildlife Fund), progetti di prevenzione e ricostruzione in aree urbane e rurali nel mondo, da Manila a Khartoum; dal Vietnam alla Sierra Leone. Dello stesso autore Beyond Shelter. Architecture for Crisis (Thames&Hudson, 2011).
La sostenibilità nella progettazione di spazi urbani, di case o edifici pubblici a basso costo e di moduli abitativi per lemergenza continuano a essere temi di ricerca e osservazione non esclusivamente in ambito universitario, ma opportunità dimpegno professionale non solo in Europa (si pensi a Rural Studio, Diébédo Francis Kéré, Alejandro Aravena ed Elemental, Shigeru Ban), nonché tema di concorsi, mostre e premi internazionali: occasioni preziose di confronto tra mondo accademico, organizzazioni internazionali, professionisti e comunità locali. Shigeru Ban, considerato per molti aspetti uno degli architetti più innovatori del nostro secolo, nel 1995 ha creato il Voluntary Architects Network per organizzare operazioni di ricostruzione in situazioni post-disastro. Il libro Making Architecture, Nurturing People: from Rwanda to Haïti (Inax-Shuppan Publishers, Tokyo 2010) documenta progetti di abitazioni e ponti in tubi di cartone, scuole temporanee, sale concerti e musei realizzati nellambito della sua attività didattica alla Keio
University.
Small Scale Big Change (MoMa, New York, 2010) è il titolo del catalogo dellesposizione curata da Andres Lepick e Margot Weller, tenutasi al MoMa di New York tra ottobre 2010 e gennaio 2011. In mostra 11 progetti in 5 continenti che hanno risposto alle necessità delle comunità locali coniugando sostenibilità, basso costo e ricerca estetica. È il segno di una rinnovata attenzione al senso di responsabilità sociale dellarchitettura e il lancio di un messaggio importante: bellezza e parsimonia possono e devono coesistere. Tra i progetti in catalogo: Primary School a Gando, Burkina Faso
(Kéré); Quinta Monroy Housing a Iquique, Cile (Elemental); Meti-Handmade School a Rudrapur, Bangladesh (Anna Heringer); $20K House VIII (Daves House) a Hale County, Alabama (Rural Studio); Metro Cable a Caracas (Urban Think Tank); Manguinhos Complex a Rio de Janeiro (Jorge Mario Jáuregui); casa unifamiliare a San Ysidro, California (Estudio Teddy Cruz).
Alcuni dei progetti citati nel catalogo del Moma sono stati selezionati, sulla base di criteri analoghi, anche dal Gruppo giovani architetti Firenze (Ggaf) e da loro esposti nella mostra «Needs», svoltasi a Firenze presso la biblioteca delle Oblate nei mesi di marzo-aprile 2011. Il catalogo Needs. Architettura nei paesi in via di sviluppo, a cura di Salvatore Spataro (LetteraVentidue, Siracusa 2011) raccoglie i 16 progetti in mostra e alcuni contributi realizzati da docenti e critici darchitettura: i lavori presentati sono di Tyin Tegnestue, Anna Heringer – Eike Roswag, Asf-Architetti senza frontiere Italia, Asfe-Arquitectos sin fronteras Espana, Kéré, Africabougou Onlus, BAS-Berger School of Architecture, Cal-Earth.
In Italia in questi ultimi anni laccresciuto interesse verso progetti e realizzazioni in paesi a risorse limitate è evidente, complice il consolidarsi dellimpegno di professionisti (Riccardo Vannucci e Farestudio, Emilio Caravatti, Raul Pantaleo e TamAssociati, per citarne solo alcuni) verso unarchitettura più giusta e «democratica». E il maggior impulso anche nella divulgazione di esperienze e progetti è lo specchio di un risveglio della coscienza sociale unito alla curiosità verso luoghi e culture finora poco esplorati, complice anche la crisi economica globale e i nuovi orizzonti delle professioni.
Anche le riviste di architettura nel 2011 hanno dedicato spazio a monografie o progetti in paesi in via di sviluppo. «Lotus» (Learning from Favelas, n. 143) affronta il tema delle favelas e dei corticos: da sempre considerati in termini problematici, oggi, anche per la loro immensa estensione e varietà, diventano un ambito di riflessione e di apprendimento per larchitettura. Il numero 949 di «Domus» (luglio/agosto 2011) dà spazio a quattro progetti in paesi in via di sviluppo: il centro visitatori della moschea di Mopti in Mali (Kéré); la clinica pediatrica di Emergency a Nyala in Darfur (Tamassociati); il Butano Hospital in Rwanda (Mass Design Group); Subsidised housing a Soweto, Sudafrica (2610 South Architects e Peter Rich Architects).
(Visited 160 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Venezia esagera: per la Biennale Arte più di 150 mostre 22 Aprile 2026
- Un patto per i patrimoni: l’Agenzia del Demanio e i Piani città 22 Aprile 2026
- New Design for a New World, l’invisibile in mostra 22 Aprile 2026
- Modena ricorda Ada Defez: progetti politici 20 Aprile 2026
- Max Bill, la bellezza concreta del colore 19 Aprile 2026
- Speciale Giornata mondiale dell’acqua 2026 15 Aprile 2026
- Nuovi, celebrati, già demoliti. La strana parabola dei parcheggi di Christian Kerez 14 Aprile 2026
- Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro 14 Aprile 2026
- Mario Carrieri (1932-2026) 14 Aprile 2026
- Il concorso per il Corso. Vicenza e l’ex Cinema, futuro hub culturale 11 Aprile 2026
- Ritratti di città. Jakarta, capitale (la più grande) che affonda 11 Aprile 2026
- Vivere sul confine. Dove una linea divide le case, e una biblioteca unica 8 Aprile 2026
- Lella e Massimo Vignelli, la chiarezza di traiettorie trasversali 8 Aprile 2026
- DDL sul Codice edilizia, i rischi nelle osservazioni dell’INU 8 Aprile 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















