Le nazioni occidentali condividono, sul piano giuridico, le stesse finalità riabilitative e risocializzative della pena carceraria. A differenza dellItalia, allestero però è possibile ritrovare esempi di carceri che sono spazialmente coerenti con tali finalità, ovvero autentiche espressioni architettoniche. Ciò avviene anche per labitudine sia di affidare ad architetti incarichi di progettazione, sia di ricorrere ai concorsi didee per la realizzazione. Tra le opere, a titolo esemplificativo vanno citati: il progetto di rinnovamento della prigione di Arnhem, in Olanda (Rem Koolhaas), dove coesistono passato e modernità; il Centro penitenziario di Brians, in Catalogna (Bonell e Rius), che attraverso la metafora urbana definisce un articolato spazio fatto di edifici dallimpianto eccellente, ben integrati con lambiente circostante; la Maison darrêt di Brest, in Francia (Remy Butler), attenta alla psicologia dei detenuti e alla qualità di uno spazio radicalmente diverso da quello geometrico-cellulare della sorveglianza; il Centro di detenzione di Bozeman nel Montana, Stati Uniti (Wayne Berg), inserito nel paesaggio montano con volumi bassi e allungati; la Mutter-Kind-Heim, Justizvollzugssanstalt III a Preungesheim, in Germania (5 Rolf Gruber), struttura penitenziaria per madri detenute con bambini la cui connotazione carceraria appare meno marcata grazie alla scelta dei materiali, dei componenti e dei colori; il penitenziario di Dordrecht, in Olanda (Thomas Tavera), caratterizzato sia da un forte uso del colore ispirato ai lavori di Mondrian, sia da un originale linguaggio formale; la prigione di Stato orientale dello Jutland, in Danimarca (Friis & Moltke), che assolve alle rinnovate esigenze penitenziarie e trattamentali sintonizzandosi sulle ricerche contemporanee della ricerca progettuale. Lo scorso marzo la Danimarca ha indetto un concorso per una prigione che puntasse sulla riabilitazione fisica e mentale aggiudicato a C.F. Møller.
(Visited 106 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Dall’idea al catalogo: come nasce una slot online e come arriva sui portali autorizzati 2 Settembre 2026
- Isola di luce. Homo Faber illumina Venezia 1 Settembre 2026
- Chiara Curti: il mio Gaudí, libero e medievale 31 Agosto 2026
- Dear Architect, le chiese del cardinale Lercaro 31 Agosto 2026
- Dopo la cupola, l’albero? 28 Agosto 2026
- L’Italia vuota dei religiosi 28 Agosto 2026
- In difesa della città storica 24 Agosto 2026
- Come trasformare il bagno in un’oasi di relax moderna 19 Agosto 2026
- Riviste. Quando la carta resiste, e rinasce 12 Agosto 2026
- Ceuta, oltre le barriere della retorica 11 Agosto 2026
- Roma selfie-scape: idee per decentrare il (troppo) turismo 9 Agosto 2026
- L’Archintruso. Il condominio galleggiante 9 Agosto 2026
- L’archiviaggio. Portogallo, case (e sogni) migranti 7 Agosto 2026
- Storie di città che sfidano se stesse 6 Agosto 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata





















