Se un edificio non porta nessuna insegna o figura, la sua stessa forma e il posto che occupa nellordine della città bastano a indicarne la funzione: la reggia, la prigione, la zecca, la scuola pitagorica, il bordello». Quando raccontò di Tamara, una delle 45 Città invisibili, Italo Calvino aveva ben intuito il potere comunicativo di certe architetture, la capacità espressiva di certi edifici. Da sempre, in fondo, lidentità del mondo, le diverse età della sua evoluzione, lo stato delle sue civilitas e il suo stesso benessere hanno trovato corpo nel paesaggio urbano e negli elementi che contribuiscono a realizzarlo. La nostra architettura industriale ha fatto oggi di questo potere e di questa capacità espressiva un vero e proprio strumento di brand identity e le cinque headquarters qui presentate ne sono significativa testimonianza. Pertanto, aldilà del contesto paesaggistico che abitano, dellessere o meno un progetto ex novo, un ampliamento o un recupero, aldilà anche della forma coniata per loro dai diversi studi di architettura, questi edifici incorporano quellinsieme di valori alla base delle singole imprese e li comunicano fuori, li segnalano, li ribadiscono, dando precisa connotazione sia del contenuto che del contenitore. E tutti, e senza eccezione, «bastano» a se stessi.
È lampante nellampliamento di Effer-Solge/CTE. Un intervento cucito addosso alla vocazione imprenditoriale dellazienda bolognese (le gru idrauliche) e che nei quattro livelli fuori terra ha sposato felicemente le esigenze di spazio-ufficio a quelle di riconoscibilità del marchio sul territorio. La sede di Minerbio interpreta visivamente il business di cui è cuore operativo: lo sbalzo di 5 metri affacciato sul fronte principale mi rimanda sfacciatamente a quella modalità di dominare laria tipica delle gru, a quellidea di «sollevato» (effero in latino è sollevare), di mobile.
Ho ritrovato lo stesso spirito nella sede della Friem a Segrate. Impossibile non coglierne la monoliticità. Verso lesterno il volume si realizza attraverso reti metalliche, vetro, lamiere in acciaio. Verso linterno si apre su un giardino di betulla e convallaria, vista privilegiata per gli uffici. Il progetto risponde a tutte le caratteristiche di una committenza di qualità: emerge forte lidentità tecnica dellazienda di convertitori elettrici lombarda, tanto quanto è evidente la volontà di creare un «dentro» attento alle esigenze di chi lo vive. E se Friem sceglie materiali tipicamente industriali, Marco Bicego Gioielli opta per un pregiato marmo e un nobile rovere. Lidentità aziendale, intrisa nel lusso del suo prodotto, cè tutta. Identica riflessione per la sede del Caffè Segafredo, per la quale si è dato vita a un originale recupero di Villa Zanetti. Accomunano le diverse headquarters, e in modo particolare la sede delle ceramiche REFIM a Casalgrande, un approccio ecosostenibile spalmato a tutti i livelli, con tecnologie votate al risparmio energetico, e spazi verdi pensati come parte integrante delle diverse architetture.
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