Nominando Margate, sbiadito centro marino inglese sulla costa del Kent settentrionale, vengono subito alla mente due artisti: William Turner e Tracey Emin. Il primo vi trascorreva ogni estate in villeggiatura, dipingendo il movimentato porto e apprezzando i tramonti dorati. Emin lanno scorso ha creato «I Never Stopped Loving You», una dichiarazione damore in neon rosa per la città in cui è cresciuta, che ha fiammeggiato sopra lingresso di una vecchia dogana, la Droit House, servendo da «trailer» che annunciava la galleria darte da 17 milioni di sterline. Liter che ha portato alledificio finito è iniziato nel 2001 ed è stato travagliato. Il progetto originale, del team britannico-norvegese Snøhetta e Spence, era audace: una grande balena bianca che si sarebbe stagliata sul mare fuori dal porto. Ma quando il costo è lievitato da 7 a 40 milioni di sterline e una struttura di prova è stata trascinata in mare, il committente, il Kent City Council, ha cambiato idea e deciso, portando la vicenda in tribunale, per un nuovo concorso che ha scelto David Chipperfield e un edificio con le fondazioni sulla terraferma.
Inaugurato il 16 aprile, il volume è semplice. Quattro blocchi uguali rivestiti da elementi di vetro, che cambiano colore a seconda della luce, chiusi da quattro tetti a falda unica che, suggerendo gli shed, conferiscono al complesso un aspetto industriale e trasmettono lidea che ha ispirato Chipperfield: rendere il più possibile la nuova Galleria (che non è un museo né ha una collezione permanente) simile allo studio di un pittore. Al di là del risultato immediato, tutto il «progetto Margate» tradisce il suo obiettivo: rivitalizzare la cittadina e la sua costa puntando sull«effetto Bilbao», seppur più blando. Le parole di Jonathan Glancey sul «Guardian», che prendono spunto da un commento della Emin, sono al proposito chiarificatrici: «La grande ambizione è che Turner Contemporary aiuti ad avviare un processo di rigenerazione urbana. Leconomia di Margate, una volta popolare centro balneare, dagli anni sessanta è stata colpita dai pacchetti vacanze low cost verso la Spagna». Il fresco vincitore del premio Mies van der Rohe (che lo riceverà il 20 giugno a Barcellona per la rifunzionalizazzione del Neues Museum di Berlino) riuscirà nellimpresa?
(Visited 66 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Serpentine 2026, mattoni poco gioiosi 21 Luglio 2026
- Archivi per l’architettura: Filiberto Sbardella 21 Luglio 2026
- Quei concorsi papali che (di)segnano Roma e la sua storia 20 Luglio 2026
- Jette Hopp: architettura spazio di democrazia 20 Luglio 2026
- Concorsi di paesaggio, senza paesaggisti 17 Luglio 2026
- Tavolo salvaspazio allungabile: la soluzione intelligente per ambienti piccoli e multifunzionali 17 Luglio 2026
- Venezia, città a breve termine 15 Luglio 2026
- Ri_visitati. Museo Nivola, traccia delicata in un paesaggio senza tempo 14 Luglio 2026
- Elisa Valero: Sognate, architetti, sognate 14 Luglio 2026
- Ettore Sottsass, l’architetto che fa domande 13 Luglio 2026
- UIA, dove vai? 13 Luglio 2026
- Neuroestetica dell’abitare: come la casa stimola risposte nel nostro cervello 13 Luglio 2026
- Ritratti di città. Aarhus, bella e ci vivrei (a poterselo permettere) 11 Luglio 2026
- Tante idee, molte code, poca architettura 10 Luglio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















