Vendita, o ancor più spesso svendita, degli spazi urbani, abbandono di una cornice di regole certe e valide per tutti, noncuranza o aggiramento degli standard, rinuncia sostanziale alla costruzione condivisa di unidea di città come bene comune e spazio collettivo. Lurbanistica contrattata è stata il grimaldello teorico e politico che, da oltre ventanni, ha ridotto la pianificazione urbanistica a un mercato di spazi fra privato e pubblico. La denuncia dellattuale degrado delle nostre città e del drastico abbassamento dei livelli di qualità urbana sono stati lobiettivo di un convegno che Italia Nostra ha organizzato a Roma il 6 aprile scorso, in corrispondenza con il secondo anniversario del terremoto a LAquila, città «martire» di una nefasta pratica di governo territoriale. A partire dallanalisi di alcuni casi esemplari, Milano e Roma su tutti, un gruppo di urbanisti, fra i quali Pier Luigi Cervellati, Edoardo Salzano, Giuseppe Boatti e Paolo Berdini, ha evidenziato il fallimento del modello di deregulation cui si è ispirata la normativa e la prassi urbanistica recente e attuale.
In occasione del convegno è stato inoltre diffuso il decalogo che riassume i principi cui, secondo lAssociazione di Antonio Cederna, deve ispirarsi una corretta politica di governo territoriale. Un documento programmatico in cui sono ribadite le ragioni (costituzionali, urbanistiche, sociali, economiche, culturali) che oggi più che mai impongono una pianificazione del territorio che torni a essere, come dice Cederna, «unoperazione dinteresse collettivo mirata a impedire che il vantaggio dei pochi si trasformi in danno ai molti». Il decalogo parte dallassunto che la città non può essere considerata una merce, ma un bene comune da governare attraverso politiche definite dalle amministrazioni pubbliche e non attraverso negoziati privati. Italia Nostra propone una moratoria sulle nuove urbanizzazioni: le trasformazioni debbono essere finalizzate esclusivamente alla rigenerazione di città e campagna. Nel documento si affrontano inoltre i temi del rilancio della pianificazione paesaggistica, del ripristino della legalità (no a condoni e sanatorie) e, sul piano fiscale, della destinazione originaria degli oneri di urbanizzazione. Recupero delle periferie, sviluppo del trasporto pubblico e partecipazione dei cittadini e delle associazioni alle scelte urbanistiche completano il quadro del decalogo consultabile, come i materiali del convegno, su www.italianostra.org.
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