Roma. Annunciata per il 21 aprile e poi rimandata di un mese, lapertura del ponte della Musica realizza con la sua luce di circa190 m il collegamento del quartiere Flaminio con il Foro Italico secondo una direttrice già prevista nel Prg del 1909 e confermata nel 1931, aggiungendo un altro tassello nella riconfigurazione di un settore urbano che ha visto negli ultimi dieci anni la realizzazione di opere cruciali per Roma: dallAuditorium di Rpbw passando al Maxxi di Zaha Hadid Architects.
Lopera è lesito di un concorso internazionale bandito nel 2000 per due ponti pedonali che sinserivano come opere strategiche allinterno dei progetti urbani avviati dal Comune a metà anni novanta in due aree semicentrali a nord e sud della città storica. Mentre il ponte della Scienza allOstiense del romano Gianluca Andreoletti sarà inaugurato solo lanno prossimo per le difficoltà varie incontrate in cantiere, quello della Musica, dellengineering inglese Buro Happold, apre con un anno di ritardo rispetto ai tempi previsti.
Il progetto, costato circa 7,6 milioni (fondi per Roma Capitale), interpreta il tema del ponte come un luogo di sosta e non solo di passaggio. Linclinazione dei due archi portanti in acciaio determina infatti un allargamento dello spazio centrale dellimpalcato che configura una sorta di piazza sul Tevere. Una suggestione in parte negata dalla distinzione di pavimentazione dellimpalcato in una parte centrale asfaltata e nei due percorsi esterni in legno: suddivisione che dipende dalla volontà di aprire linfrastruttura nei prossimi mesi a una navetta elettrica che collegherà in una speciale «linea dei musei» i Vaticani, il Maxxi, lAuditorium, quelli di Valle Giulia e il Macro. Lidea di non lasciare al ponte una destinazione esclusivamente ciclo-pedonale era peraltro già presente nel bando di concorso e il progetto ha infatti previsto uno spessore dellimpalcato che permette linserimento dei binari senza aumentare lo spessore della pavimentazione. LAmministrazione vedeva infatti nellopera anche unoccasione per realizzare un nuovo corridoio di trasporto pubblico di collegamento con i quartieri delle Vittorie e Trionfale che arrivasse fino alla metro A e intercettasse la fermata della linea C prevista in corrispondenza del Maxxi. Lattuale Giunta non ha portato avanti lambizioso programma di riorganizzazione del servizio pubblico ripiegando verso una soluzione che potrebbe vedere il transito sul ponte di altri mezzi pubblici su gomma e dei taxi, se non addirittura di mezzi privati.
Anche il percorso pedonale non ha assunto il ruolo previsto, come parte di un boulevard che dallAuditorium passa per il Maxxi e si conclude sullaltra sponda con la Casa della scherma di Luigi Moretti, anchessa destinata a spazio espositivo (Museo dello sport). Con la precedente Amministrazione, i diversi interventi realizzati e previsti nellarea erano stati ricondotti a un disegno coerente nel Progetto urbano «Flaminio Foro Italico», coordinato dallarchitetto Francesco Ghio, attraverso una riconfigurazione della viabilità e degli spazi pubblici che comprendeva il Villaggio olimpico, larea degli impianti sportivi di Pier Luigi Nervi, il grande nodo di piazza Mancini e il suo collegamento con il Maxxi. Le indicazioni di questo piano, già approvato e in parte finanziato, sono state riprese e rielaborate da Renzo Piano nello Schema di assetto preliminare per il «Parco della musica e delle arti», recentemente presentato allAmministrazione, dove sono stati integrati nuovi interventi: lestensione dellarea commerciale a servizio dellAuditorium, con una nuova struttura a gradoni che si attesta sulla spina esistente, e la trasformazione dellarea militare di fronte al Maxxi in seguito allalienazione prevista dalla Legge finanziaria. È soprattutto questultimo intervento che peserà sul futuro dellarea, visto che la delibera approvata dal Consiglio Comunale prevede linsediamento di circa 300.000 mc con destinazioni che con buona probabilità saranno prevalentemente residenziali.
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