«Conclusione delliter di accordo con il Demanio. Via libera tecnico ai lavori. Previsione del Liceo artistico, di atelier per artisti contemporanei»: così recitava il «punto 84» del programma elettorale del sindaco Matteo Renzi, che ha mantenuto le sue promesse. Dopo anni dinquietante attesa, lAmministrazione ha infatti concluso il procedimento urbanistico per il recupero dellex convento di SantOrsola: un complesso trecentesco, articolato intorno a chiostri e cortili, che delimita lisolato lungo le vie Taddea, SantOrsola, Guelfa e Panicale. Limportanza delloperazione non è solo legata alla rigenerazione di un ingente patrimonio storico (circa 15.000 mq), ma anche al conseguente volano economico e culturale su cui basare la riqualificazione del nevralgico quartiere di San Lorenzo. Nato come convento femminile della chiesa di San Lorenzo, da inizio Ottocento il complesso assume destinazioni improprie (Manifattura tabacchi, ricovero per sfrattati, sede universitaria). In seguito il Demanio decide di realizzarvi una caserma della Guardia di Finanza, ma i lavori iniziati nel 1985 non furono mai terminati e la dismissione fu definita «un tumore nel centro del rione». Nel 2007 ministero dellEconomia, Demanio, Regione, Provincia e Comune siglano un Protocollo dintesa per il recupero degli edifici demaniali dismessi con finalità di pubblico interesse per attività collettive e socio-culturali, mentre nel 2009 la Provincia diviene proprietaria del complesso. Nel dicembre scorso viene adottata la variante al Prg, necessaria per adeguare le destinazioni urbanistiche dellex convento ad attrezzature e servizi pubblici. Il 4 aprile il Consiglio comunale ha deliberato lavvio del progetto presentato dalla Provincia: previsti investimenti di almeno 20 milioni finalizzati al recupero e alla rifunzionalizzazione culturale, formativa e residenziale.
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