Dopo diciotto anni passati a demolire importanti opere architettoniche e a eliminare interi pezzi di città in nome di un restauro conservativo che di fatto ha prodotto una miriade di falsi storici, il sindaco Yuri Lushkov è stato sollevato il 28 settembre dal suo incarico dal presidente Dmitry Medvedev. Causa? Ufficialmente, per «perdita di fiducia» rispetto a un operato che «ha sfigurato Mosca»; concretamente, non ci sarà dato saperlo. Ora è stato nominato sindaco il vice premier Sergei Sobjanin, uomo molto vicino a Vladimir Putin. La sua elezione esplicita la volontà da parte del governo di «integrare lautorità cittadina con il potere federale» in modo tale che la capitale non possa più diventare un feudo a sé come fu nellera Lushkov. Le prime azioni, che segnano il cambio di rotta, sono rivolte a fermare alcune delle trasformazioni urbane approvate nei mesi precedenti. Prima di Sobjanin, lentourage di Lushkov ha preso infatti immediatamente le distanze dallex sindaco e Vladimir Resin, eletto pro tempore, dopo essere stato il braccio destro dellex primo cittadino e direttore del Dipartimento di Costruzione del Governo di Mosca, nellarco di un mese ha deciso di sospendere alcuni dei cantieri più controversi, oggetto di accesi dibattiti da parte dei sempre più numerosi gruppi di salvaguardia.
Uno dei primi cantieri a fermarsi è quello sulla Borovitskaya Ploshad. A ridosso delle mura del Cremlino, inserito nella lista Patrimonio dellUmanità Unesco dal 1990, sarebbe dovuto sorgere un nuovo complesso museale per ospitare i tesori della collezione imperiale. La costruzione, già approvata dallUnesco, ha scatenato un acceso dibattito sulla trasformazione di tutta larea che costeggia il Cremlino (nella foto, il cantiere). Principale nodo della discordia è laltezza (23,85 m) che altererebbe la percezione del più famoso monumento della capitale. Boris Pasternak, membro di Archnadzor (associazione volontaria di cittadini che caldeggiano la salvaguardia del patrimonio storico; www.archnadzor.ru) e nipote del grande scrittore, è uno dei protagonisti della battaglia contro il nuovo edificio e in unintervista rilasciata al canale «Kultura» ha smentito lapprovazione dellUnesco e denunciato la violazione di tutte le norme di tutela archeologica. Visto il peso culturale di Pasternak, probabilmente per trovare un accordo, Resin ha ordinato anche di rimuovere una recente costruzione che incombe sulla vecchia casa del nonno e ha invitato il gruppo Archnadzor quale consulente della città per dare avvio a una serie di nuove politiche di salvaguardia.
Si auspica che queste nuove politiche vengano attuate e possano salvare anche un altro pezzo di storia sovietica entrato nellimmaginario occidentale attraverso il famoso film del 1983: il Gorkij Park. Ancora affascinante ma ormai degradato per la mancata manutenzione dei viali e delle strutture ludiche, il grande parco destinato «al riposo e allo svago» viene candidato per diventare un parco giochi a pagamento, sul modello del parigino Eurodisney, che verosimilmente sarà accessibile solo a turisti e russi benestanti.
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