Conservazione o sviluppo? Una questione che non si dovrebbe porre in termini tanto netti, ma che spesso in molti Paesi «in via di sviluppo» sembra non lasciar spazio a scelte intermedie o concedere margini di approfondimento e riflessione. Come se le due condizioni non potessero coesistere né tanto meno dialogare in questi luoghi, essendo la conservazione una scelta elitaria e lo sviluppo un processo che causa ferite profonde, condizione necessaria per superare unarretratezza altrimenti incontrastabile.
Uno degli ultimi casi di cui discutono scienziati, giornalisti, movimenti ecologisti, persino la gente comune attraverso i social network, riguarda la Tanzania, uno dei paesi africani più attenti alla conservazione delle risorse naturali. Il Governo ha programmato per il 2012 la costruzione di una superstrada per il traffico commerciale che attraverserà il Serengeti National Park per collegare Musoma e Arusha, due aree densamente popolate del Paese.
Il Serengeti, patrimonio mondiale dellUnesco, è noto per la sua bellezza e per ospitare specie in via di estinzione come il rinoceronte, il leopardo e lo gnu. Ogni anno, durante la stagione secca, oltre due milioni di esemplari attraversano Tanzania e Kenya per raggiungere le aree di pascolo. Per gli esperti si tratta dellultima grande migrazione del pianeta. Il tracciato della nuova strada, avverte la Frankfurt Zoological Society (Fzs), metterebbe a rischio la sopravvivenza di queste specie: il traffico su gomma provocherebbe incidenti evitabili solo con linnalzamento di protezioni che sbarrerebbero la strada agli animali e i bracconieri, che operano ormai in bande organizzate, avrebbero più facile accesso al parco. Eppure realizzare nuove infrastrutture stradali significherebbe collegare porti come Mombasa o Dar es Salaam all’Africa centrale, dunque per la Tanzania un più facile accesso ai mercati.
La ricerca di una soluzione che concili sviluppo economico e conservazione dellecosistema deve necessariamente passare attraverso un progetto attento. Forse, come suggerisce Fzs, un nuovo tracciato più a sud che, pur non risultando il più breve sulla carta, colleghi gli stessi centri a beneficio di una popolazione più numerosa.
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