Cosa determina la vita delle persone? Le decisioni piccole o quelle grandi? Larchitetto Kazuyo Sejima pensa che siano quelle piccole a scatenare linfelicità o rendere possibile una vita tranquilla. Spiega di averlo imparato dagli architetti che hanno studiato le persone e i loro comportamenti prima di dedicarsi allanalisi delle forme. La lista è lunga: da Cedric Price, Rem Koolhaas o Lina Bo Bardi a non architetti, come lartista Olafur Eliasson o il regista Wim Wenders. Per questo larchitettura scelta da Sejima non vuole cambiare il mondo, ma la vita delle persone che lo popolano [
]. Per studiare le relazioni tra larchitettura e le persone (e lo spazio come origine di queste relazioni) Sejima espone le fotografie di Walter Niedermayr, che illustrano lo spazio pubblico in Iran, il meraviglioso studio (ricostruito letteralmente) degli architetti indiani Studio Mumbai, gli schizzi che la scomparsa Lina Bo Bardi realizzava come lavoro preparatorio a qualunque edificio, le inquietanti fontane illuminate di Olafur Eliasson o la nube di Matthias Schuler (Transsolar) e Tetsuo Kondo [
] Sejima ha anche invitato a partecipare paesi mai presenti prima: Albania, Iran, Malesia o il Regno del Bahrain, nel cui padiglione – di nuovo letteralmente – ci si può accomodare per un momento in unabitazione tipica. La presenza spagnola va al di là del padiglione nazionale, per il cui allestimento si è preferito, solo allultimo momento, spostare a Venezia la mostra Solar Decathlon, che indaga la realizzazione di abitazioni che funzionano a energia solare [
] Fra i progetti spagnoli, quello di Selgas Cano [
], il risultato di uno dei lavori sul campo di Andrés Jaque o lo scultoreo uditorio che indaga lessenza della Valle del Jerte di Cristina Díaz Aranda e Efrén García Grinda (Amid Cero 9) si distribuiscono nel Palazzo delle Esposizioni,
in cui si danno appuntamento due delle migliori mostre di questa edizione. La più architettonica arriva dalla mano del portoghese Aires Mateus, che ritaglia paesaggi per sollevare nuove ombre. La più irriverente la lancia Rem Koolhaas che ci ricorda che il concetto di preservare, come la modernità, è uninvenzione dellOccidente e conclude domandando se la Cina debba salvare Venezia. Tra i padiglioni nazionali, i nordiciparlano di «luoghi comuni» [
]. Gli inglesi sono ritornati a Ruskin per costruire la loro ironica Villa Frankenstein e discutere dei legami tra progresso e vita domestica. I
cileni hanno mostrato come riprendersi dal terremoto con i fatti, ma anche con le fotografie dellarchitetto Mathias Klotz, capaci di restituire la bellezza di un sisma [
]. Questa è una Biennale propositiva, che si conclude con unidea tanto vaga quanto reale: non esiste ununica soluzione [
].
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