Titolare dello studio di Salerno Centola&Associati.Attraverso i concorsi, gli enti pubblici hanno perseguito non solo politiche territoriali ma anche di autopromozione. Sul totale dei concorsi banditi nellultimo decennio, un elevato numero è rimasto sulla carta. Attraverso la Sua esperienza, quali potrebbero essere gli interventi per rendere effettiva la concatenazione tra bando, assegnazione dellincarico ai vincitori, realizzazione dellopera?
Pochi hanno esperienza sia di organizzazione che di partecipazione ai concorsi. Il duplice impegno consente di comprendere, da punti di vista diversi, pregi e difetti di committenza e progettisti. Con il portale Newitalianblood programmiamo concorsi dal 2001, anno in cui abbiamo ideato la procedura telematica integrale con iscrizione, pubblicazione, giuria e mostra online. Ne abbiamo organizzati molti; quelli di progettazione sono tutti realizzati o in via di ultimazione, mentre ne bandiremo tre nel 2010.
Con lo studio Centola & Associati competiamo sia in Italia che allestero e, talvolta, abbiamo avuto la fortuna di vincere. Dallesperienza ho imparato che non esistono soluzioni standard, tutti i concorsi che gestiamo sono casi unici, frutto di un dialogo approfondito con il committente (amministrazioni, associazioni, imprenditori) e di una programmazione che prefigura, da progettisti, idee e ambizioni fissandone i budget possibili.
Troppi concorsi non si realizzano perché non si conoscono le reali esigenze delle comunità e lentità dei fondi necessari a realizzarle; i bandi sono vaghi in attesa di progetti salvifici usati per richiedere oboli legati, in genere, a relazioni e scambi politici. Sino a quando non avremo un coordinamento nazionale e la valutazione dimpatto sul territorio delle opere programmate, potremo trovarci nelle condizioni in cui un pessimo progetto vincitore per essere realizzato richieda cifre esagerate, o che un progetto vincitore di qualità non risponda alle necessità dei cittadini. Da professionisti bisogna intuire quando non ci sono i presupposti per la realizzazione; in tal caso è meglio rinunciare subito per evitare spreco di lavoro e denaro. Nei casi positivi bisogna invece lavorare per costruire le condizioni politiche e tecniche che consentano agli enti pubblici e ai privati di bandire concorsi seri, valutati da giurie competenti e super partes che premieranno le migliori opere, utili e sostenibili economicamente.
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