MILANO. Del rapporto tra moda e design molto è stato scritto poiché molti sono gli aspetti culturali, progettuali e imprenditoriali che questa consolidata liason investe. La stagionalità della moda e certa voracità creativa hanno investito inevitabilmente anche il mondo del design imponendo un frenetico turnover al catalogo delle singole aziende, fenomeno che spesso si è tradotto in interventi di make-up stilistico sulla pelle degli artefatti. Eppure oggi la speculazione intorno ai valori positivi espressi dal design, sia in termini produttivi che di comunicazione, lega designer e aziende alla moda tanto nella progettazione di negozi quanto in quella di home-collection e vere e proprie linee di arredo. Le ragioni di certe brand extensionnon vanno solo cercate in quella logica anni ottanta chiamata «total look», dove un marchio offriva una visione del mondo applicabile allesistenza oggettuale di un individuo, ma anche in quel reciproco scambio di competenze tra i comparti che concorre alla realizzazione di un prodotto di qualità con buoni margini di mercato. Lesercizio di stile di un tempo oggi prova a trasformarsi in una voce di bilancio solida in cui limpegno produttivo si concentri su un catalogo non più solo composto da ceramiche e teleria ma pure da imbottiti, arredo per esterni, luce. Prova di questa nuova frontiera è stata data da alcune aziende durante lultimo Salone del Mobile di Milano, che hanno scelto di presentare una collezione di design autonoma rispetto alla produzione dabbigliamento, seppur riconducibile ai valori e allestetica di marca, e di farlo con un progetto strutturato: collaborazioni con partner leader nel settore, un concetto dellabitare che mette a fuoco le esigenze di un consumatore giovane e una visione della tradizione imprenditoriale capace di declinarsi in sfide diverse dal core business. Il marchio Diesel ha presentato per la prima volta una corposa collezione di design che comprendeva luci, imbottiti e telerie per la casa. La novità di «Successful Living from Diesel», questo il nome delloperazione, è nella collaborazione che lazienda dabbigliamento ha messo in pista con tre aziende leader in ciascun ambito merceologico coinvolto: per gli imbottiti Moroso, per le lampade Foscarini, per il tessile Zucchi. Il mix di modelli e materiali innovativi, qualità e knowhow è alla base di un accordo che ha portato Diesel allaffidamento ai partner di licenze quadriennali. Un elemento significativo di questa relazione risiede nella distribuzione che avverrà negli stores di moda e in quelli di design di ciascun partner. La visibilità e la presenza in diverse reti distributive diventa un elemento di forza per intercettare un consumatore aperto a nuove filosofie abitative. Maison Martin Margiela ha presentato la prima collezione di design della sua storia pensando lampade, tappeti e carte da parati che, attraverso la nobilitazione di materiali di scarto o non nobili e il guizzo del trompe loeil, è riuscita a raccontare una storia di lusso misurato,
o quanto meno sartoriale rispetto a un target giovanile che tollera uneleganza bricoleuse quanto mai attuale. Una conferma sulla gestione del know- how m oda e design è venuta da Missoni Home, linea per la casa progettata da Rosita Missoni con mobili da giardino, telerie, tappeti, vasi e sedute che interpreta una tradizione di famiglia senza nostalgia ma con grande maestria artigiana. Lontani i tempi in cui i tessuti di Sumirago rivestivano solo i divani di Saporiti. Oggi Missoni Home rappresenta una best practice per aziende di moda che si cimentano nel campo dellarredo tanto da permettersi il lusso di raccontare una storia passata e vivere un presente innovativo.
(Visited 80 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Ludovica Molo: autonomia del progetto e cura dei luoghi 16 Settembre 2026
- Costruire Cultura: dialoghi su architettura, città e innovazione 16 Settembre 2026
- Il gres porcellanato nelle architetture residenziali contemporanee: una scelta di qualità 16 Settembre 2026
- La nuova Capanna Carrel al Cervino: le sfide del progetto e del cantiere 15 Settembre 2026
- La torre del presidente 15 Settembre 2026
- Ticino, attraverso la storia materiale del costruito 15 Settembre 2026
- Polvere, macerie, progetti, ricostruzione 14 Settembre 2026
- Milano, nello studentato più discusso d’Italia 9 Settembre 2026
- Canton Ticino: prendersi cura del territorio. Insieme 9 Settembre 2026
- Elia Zenghelis (1937-2026) 8 Settembre 2026
- Natura e clima: 800 anni di lezione francescana 8 Settembre 2026
- Quando si progettava il welfare: Pesaro ricorda Carlo Aymonino 7 Settembre 2026
- La montagna che non è più: un dramma senza fine 7 Settembre 2026
- Dall’idea al catalogo: come nasce una slot online e come arriva sui portali autorizzati 2 Settembre 2026
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















