Milano finalmente ritrova la sua Darsena

by • 13 maggio 2015 • Città e Territorio1313

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MILANO. La darsena fu voluta e realizzata nel 1603 dal governatore spagnolo Pedro Enríquez de Acevedo conte di Fuentes (1525-1610); era addossata alle nuove mura della città e ne assecondava il perimetro. Sotto le mura un varco consentiva l’accesso alla nuova conca di Viarenna. Nei primi anni duemila la Darsena non si presentava come un porto, nè tanto meno come uno spazio dedicato alla vita sociale della città, in quanto era stata a lungo un piazzale non organizzato adibito a parcheggio.
La riqualificazione dell’area inizia nel 2004, quando viene bandito un concorso che, nello stesso anno, vede vincitore il gruppo formato da Jean François Bodin, Edoardo Guazzoni, Paolo Rizzatto e Sandro Rossi. L’area viene quindi chiusa alla cittadinanza e iniziano gli scavi archeologici per consentire, dopo la documentazione, la costruzione di un parcheggio. I lavori vengono però bloccati nel 2006 a causa del ritrovamento delle mura spagnole cinquecentesche e del molo ligneo della fine del Quattrocento, proprio dove doveva essere costruita la rampa d’ingresso ai parcheggi: cantiere fermo, sentenze e infine arriviamo al 2012, quando viene presentato il piano di riqualificazione della Darsena, nel quadro del più generale progetto delle “Vie d’acqua” di Expo 2015. Gli scavi ripartono così nel 2013, riportando in vita il ponte del Ticinello che viene restaurato e incluso nella nuova Darsena.
Il porto storico di Milano viene quindi riqualificato in occasione di Expo 2015 e collegato al sito espositivo di Rho-Pero ramite la realizzazione di un canale artificiale (“la via d’acqua di Expo”) di 21 km che, staccandosi dal canale Villoresi, giungerà alla Darsena e al Naviglio grande.
I lavori durano circa un anno e mezzo con un’opera di recupero costata quasi 20 milioni. Si tratta di un’area di 75.000 mq che va da piazza XXIV Maggio a piazza Cantore. La riqualificazione è stata divisa in tre macro-interventi: la realizzazione di uno specchio d’acqua con l’obiettivo di recuperare la navigabilità della Darsena; il nuovo mercato, con una struttura in acciaio di colore verde che si scompone in 30 grandi stalli e 11 più piccoli oltre al deposito delle merci; infine, la riorganizzazione della piazza (con masselli e cubetti di granito) con pedonalizzazione, nuova illuminazione, aree verdi e lo spostamento della viabilità ai margini della piazza, con l’introduzione di una rotonda. Sulle sponde della Darsena sono state piantumate nuove alberature, mentre sul limite occidentale del bacino è stato realizzato un giardino che scende fino al livello dello specchio d’acqua.
Gli importanti reperti monumentali, come il ponte quattrocentesco, i resti della conca di Viarenna e le fondazioni delle mura urbane cinquecentesche, rinvenuti durante i lavori di scavo archeologico e di rilievo, sono stati conservati e valorizzati, fatta eccezione per la pavimentazione lignea del molo. Per garantire l’utilizzo delle aree, è stata realizzata una nuova passerella ciclopedonale che collega la sponda sud a quella nord.
La Darsena viene restituita alla città e torna a essere un luogo storico e simbolo di Milano; purtroppo però la vecchia sede del mercato comunale è stata demolita e sostituita da una nuova struttura che ricorda più una stazione degli autobus che non un mercato. In anni in cui le più importanti città d’Europa hanno recuperato i propri mercati facendoli diventare importanti riferimenti architettonici (come ad esempio Santa Caterina a Barcellona o il Market Hall a Rotterdam), anche lo storico mercato della Darsena doveva ambire a soluzioni architettoniche più contemporanee.

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