Inchiesta a cura di Elena Franco e Michele Roda
Croce e delizia del dibattito pubblico e politico, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta, pur lentamente, mettendo a terra i suoi effetti trasformativi.
Entro pochi mesi (2026, ma l’ipotesi proroga è sul tavolo), i progetti finanziati dall’EU Recovery Fund dovranno essere conclusi e rendicontati. Dalla sua approvazione – tra rimodulazioni e accelerazioni – il sistema paese ha espresso pienamente sé stesso: programmi ambiziosi, finanziamenti iper-frammentati, governance ballerine, procedure barocche.
Cosa c’è (davvero) oggi nel PNRR sui temi dell’architettura e del progetto?
La nostra inchiesta si concentra su luci e ombre dell’attuazione del Piano, raccontando gli interventi (conclusi, in corso, rimandati, abortiti) proposti come tangibile e concreto segno di rigenerazione fisica e sociale di città e territori.
In alcuni casi centrando gli obiettivi, in (molti) altri evidenziando ancora quella scollatura tra programmazione e concretizzazione che è uno dei limiti più tragici dell’architettura italiana.
PS: come tutte le nostre inchieste, anche questa è aperta a contributi e commenti che potrete indirizzare a redazione@ilgiornaledellarchitettura.com

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