Tempo di Olimpiadi anche per i professionisti. Tra specialità strabilianti e abilità allenate in decenni di dura carriera. La descrizione delle 7 discipline a cui possono iscriversi tutte e tutti, a condizione che siano in regola con i contributi Inarcassa
Forse non tutti sanno che parallelamente alle Olimpiadi invernali tradizionali, tra Milano e Cortina si disputano anche un’altra serie di gare denominate Olimpiadi invernali dell’architetto. Dopo l’edizione estiva del 2024, a questi Giochi possono iscriversi tutti gli architetti in possesso di una laurea magistrale e in regola con i pagamenti Inarcassa e con la quota annuale dell’ordine di appartenenza. Ecco le discipline principali:
Lo slalom normativo
In realtà si tratta di una disciplina che si pratica tutto l’anno, ma è durante i mesi invernali, causa le avverse condizioni climatiche che impediscono attività all’aperto come sopralluoghi o ampi getti di calcestruzzo, che avvengono le gare più suggestive. Si tratta di presentare e farsi approvare un progetto scansando tutti i divieti, paletti, vincoli, indici restrittivi, zone rosse. Gli architetti possono gareggiare da soli o in gruppo. Avere rapporti di parentela o amicali con l’Assessore all’urbanistica o similari, è considerato doping e si viene squalificati. Esiste anche la versione slalom gigante, quando ci si trova in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e/o archeologico e bisogna eludere anche la Soprintendenza. Molto impegnativo.
La “35 anni” di fondo pensione
Disciplina di resistenza pura, esercitata da architetti stacanovisti. Occorre continuare a procedere lungo un percorso accidentato, in qualsiasi condizione di salute e tra le intemperie, ininterrottamente, per 35 anni, adempiendo a tutti gli obblighi fiscali, nonostante le bufere e gli imprevisti, fino a raggiungere il traguardo del fondo pensione. Si può gareggiare con la tecnica libera ovvero marciando in completa autonomia oppure con il passo skating (anche detto “faking”) cioè fingendo di avere una partita iva. Al traguardo l’ordine di appartenenza consegna una medaglia in finto argento e un diploma su foglio di papiro.
Il curling progettuale
Nel curling (da “to curl”: curvare) l’architetto gareggia conformandosi progressivamente alle richieste delle amministrazioni, ammorbidendo le sue posizioni e adeguando i suoi progetti alle esigenze di sindaci, assessori e politici in genere. Si gioca singolarmente ma anche a squadre. In genere l’amministrazione fissa un bersaglio denominato “casa” o “button” e gli architetti devono “lanciare” il loro progetto in modo che raggiunga precisamente l’obiettivo. Per agevolare il percorso si utilizzano delle scope per spazzare via la concorrenza. A parte il permesso a costruire si possono vincere anche altri riconoscimenti, tipo diventare membri della commissione del paesaggio o, in caso di grandi prestazioni, ricevere contratti di consulenza. In Italia è sport nazionale-professionale dal 1986.
Il biathlon immobiliare
A Milano sono già in corso da qualche tempo, ma stanno entrando ora nel vivo, le gare del biathlon immobiliare. E’ una disciplina piuttosto famosa della quale si è anche parlato nelle cronache poiché vi partecipano pure professionisti molto prestigiosi. Si tratta di una competizione dove gli architetti, impegnati in un tracciato oscuro, devono andare il più veloce possibile per scansare il tiro a segno della procura che prova ad impallinarli, spedendogli avvisi di garanzia e mandati di cattura. Chi viene colpito deve fare un giro di penalità a San Vittore. Chi arriva sano e salvo al traguardo dell’impunità, vince il 25% di rendita immobiliare sulla vendita della palazzina costruita.
Il pattinaggio in sanatoria
Sono molto attese le gare di questa disciplina nella quale gareggeranno specialisti provenienti da tutte le provincie del globo terracqueo. Si tratta di architetti in grado di “pattinare” sul bordo ghiacciato della legalità sfoggiando evoluzioni tecniche sorprendenti pur di sanare ogni tipo di illecito. È uno sport tipicamente invernale poiché agevolato dalla scarsa visibilità ed in particolare dalla nebbia. Il pattinaggio in sanatoria può essere “di figura” se ci si esibisce nella cosiddetta “variante” oppure “di velocità” quando ci si presenta di corsa alla giuria dell’ufficio tecnico dopo aver frettolosamente terminato i lavori. Per i vincitori il premio è la legittimità dell’immobile.
Il B.O.B.
Acronimo di Bonifico o Beneficenza. È la disciplina nella quale si cimenta l’architetto quando è impegnato da parenti, amici cari, pezzi grossi, scocciatori in cerca di consigli e deve stabilire come riuscire a farsi pagare oppure celebrare il santo rito dell’assistenza gratuita. Si disputa generalmente nei mesi invernali perché in estate, mentre l’architetto lavora, i suoi persecutori sono tutti in vacanza. In genere è a due (architetto – committente) ma le gare si possono disputare anche a quattro ad esempio se il parente coinvolge moglie (o marito) e figli. In caso di beneficenza, ovviamente, non si vince niente.
Il salto dell’aperitivo
Introdotta ufficialmente quest’anno, approfittando del fatto che le Olimpiadi si tengono a Cortina, patria dello spritz, la specialità del salto dell’aperitivo è in realtà praticata da sempre dagli architetti che non possono concedersi il lusso di una pausa. Per queste Olimpiadi invernali sono previste due sessioni. A mezzogiorno, nella sessione mattutina, si gareggia sul Campari spritz con olive taggiasche e arachidi. Nella sessione serale, che scatta alle 18 in punto, si gioca al meglio dei due prosecchi su tre accompagnati da finger food e ostriche. Si può saltare anche dal trampolino oppure dal ponteggio, ma non è obbligatorio. Gli architetti più titolati sono in grado di saltare entrambi gli aperitivi anche per 15 anni di seguito. Sono considerati dei veri eroi, però non vincono niente.
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