Potenza. Si è tenuto dal 15 al 18 dicembre il festival «Architettura>Città>Territorio», in occasione del trentennale del piccolo e giovane Ordine degli architetti provinciale: con 800 iscritti, è stato diretto da due soli presidenti, con lultimo, Michele Graziadei, in carica, tra i più longevi dItalia, da 17 anni. Presentatosi con unaccattivante veste grafica, il festival aveva lambizione, purtroppo rapidamente infranta, di attrarre non solo gli architetti lucani. Obiettivo: scacciare ogni tentazione di capitolazione in tempi in cui da più parti sinvoca labolizione di tutti gli Ordini. La kermesse si è però trasformata in unottima vetrina per politici e amministratori, data la bassissima partecipazione proprio dei professionisti, colpiti da una crisi acuta e con prospettive sempre più fosche, soprattutto nella piccola Basilicata. Tra le prese datto meno entusiasmanti, la mancata attenzione della politica locale verso una proposta di legge regionale sulla qualità architettonica che lOrdine invano chiede da tempo e di cui stranamente non si è fatto cenno nel programma.
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