Uno scempio incombe su uno dei più bei paesaggi del Veneto, tutelato (in teoria) dallEnte parco dei Colli Euganei, istituito nel 1989, e dal relativo Piano ambientale redatto da Roberto Gambino e Paolo Castelnovi. Dovrebbe sorgere, a ridosso della Rocca federiciana di Monselice, al posto dellattuale, il nuovo impianto di Italcementi, in bella vista sulla pianura contigua con la sua torre metallica alta circa 100 metri (nel disegno). Inoltre, non vi è nessuna garanzia che i suoi forni produrranno cementi e non altro, e neppure quanto ai combustibili impiegati (pet-coke, derivati del petrolio, ecc.). Del resto, lattuale ristagno delledilizia esclude che vi sia unincombente necessità dincrementare la produzione di materiali da costruzione. Infine, Italcementi si è impegnata a dismettere il cementificio, liberando larea tra 30 anni.
Enti locali e Parco, nonché autorità di tutela, avevano ogni strumento per respingere la richiesta del gruppo Italcementi. Oggi resistono ancora sulle barricate le associazioni ambientaliste locali, preoccupate anche della salute della popolazione. Inaspettatamente, il progetto «revamping» (così è denominato), è stato invece accolto, con insignificanti correttivi, dal soprintendente ai Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, dalla Regione, dalla Provincia di Padova, dal Comune di Monselice, dalla maggioranza dei 15 comuni dellarea collinare, inizialmente contrari al progetto, ma poi «ammansiti» da Italcementi; e infine, dallo stesso Ente parco, la cui ragione istitutiva era la tutela del paesaggio e dei monumenti, e non degli interessi industriali. Ma anche, dobbiamo sottolinearlo, nel silenzio della stampa nazionale. Il Parco dei Colli Euganei ha già subito varie aggressioni, come il progetto di un quartiere di 25 villini con vista sulla Casa del Petrarca ad Arquà, e quello di un ascensore allinterno del Colle della Rocca di Monselice; entrambi i relativi cantieri sono attualmente sotto sequestro giudiziario.
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