Siviglia. Anche il capoluogo andaluso ha voluto entrare nel xxi secolo con un gesto architettonico di sicuro impatto visivo. In un clima di competizione globale per attrarre visitatori e turisti, e per non essere da meno dei vari Guggenheim, Città della Cultura o delle Arti sparsi per il territorio iberico, presi peraltro a modello, la città ha scommesso su un progetto che trasforma sensibilmente uno degli spazi pubblici principali del centro storico da piazza aperta a piazza coperta.
Il progetto Metropol Parasol è del tedesco Jürgen Mayer H., vincitore del concorso internazionale bandito dal Comune nel 2004. Doveva essere realtà nel 2007, ma è arrivato solo ora al termine, non senza problemi tecnici, polemiche e battute darresto (anche di un anno). Non ultima, la crisi economica che ha scosso la Spagna poco dopo il verdetto della giuria, quando è stata messa in discussione la necessità di un intervento di tali proporzioni. Linvestimento non è daltra parte cosa da poco: 90 milioni, di cui 55 di provenienza municipale e il resto da privati. Lavvicinarsi delle elezioni municipali del 15 maggio ha imposto un ritmo serrato ai lavori, che si sono conclusi dopo linaugurazione del 27 marzo.
Il Parasole, o i «funghi», come è stata soprannominata questa imponente struttura alta 30 metri, simpone sul cielo di Siviglia per rivitalizzare plaza Encarnación, usata per anni come parcheggio, nonostante la posizione centralissima. La moderna cattedrale urbana, la cui idea originaria era quella di offrire un riparo contro il sole estivo e dunque di permetterne la colonizzazione da parte dei cittadini, si presenta come una struttura organica complessa oltre che ambiziosa (ingegnerizzata da Arup) in legno laminato e acciaio con collanti extra forti: una grande tettoia sostenuta da colonne disposte in modo da non interferire con le rovine romane venute alla luce durante precedenti scavi. Ispirato dalle volte della cattedrale sivigliana, ma anche dagli alberi secolari che sorgono nella vicina plaza de Cristo de Burgos, Mayer ha voluto idealmente spogliarla dei muri perimetrali per renderla accessibile a tutti.
La nuova piazza polivalente di 3.000 mq accoglie il Museo Antiquarium, il nuovo spazio ubicato nel basamento della struttura che mette in mostra le rovine di epoca romana, un mercato comunale, negozi, un podio per eventi e concerti allaperto e, a 21 metri dal suolo, un ristorante e una passerella con vista sulla città. Il museo e la zona commerciale (così come i dettagli degli elementi accessori non propriamente della struttura) sono spazi non progettati dallo stesso Mayer che hanno suscitato critiche perchè indifferenti al Parasole.
(Visited 157 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Città (s)travolte: il fenomeno Airbnb in 5 numeri 4 Giugno 2026
- Narrare le città di oggi: politica e gratuità, fragilità e paure 3 Giugno 2026
- Roma Design Experience 2026: ISIA traccia le geografie del progetto 3 Giugno 2026
- Andrea Bruno e le “Possibili Torino”: il restauro come atto critico 3 Giugno 2026
- Jose Luis Vallejo: ricercare, rigenerare, rinaturalizzare 2 Giugno 2026
- Ottant’anni di vitalità. L’architettura italiana si celebra al Maxxi 31 Maggio 2026
- Il lavoro nuovo della Badoni di Lecco: officina di comunità 31 Maggio 2026
- In Scozia il giardino più bello: arte e austerità architettonica 29 Maggio 2026
- Alessandro Panci: qualità, specializzazioni e nuova legge urbanistica 26 Maggio 2026
- Marta Vall-llossera: gli architetti guideranno il cambiamento 26 Maggio 2026
- Anne Speicher: ridurre, riutilizzare, collegare 26 Maggio 2026
- Come progettare un angolo di benessere e decompressione negli spazi domestici 26 Maggio 2026
- Come Airbnb ridisegna le città italiane 25 Maggio 2026
- L’utopia burocratizzata del borgo felice. L’eredità spaziale di Carlo Petrini (1949-2026) 25 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















