Sospesi tra utopia e architettura, i trenta progetti esposti fino al 23 gennaio al Künstlerhaus di Vienna nella mostra «(re)desegning nature» hanno il pregio di essere assai diversificati per luoghi, approcci e soluzioni. Comune a tutti è invece lintento di coniugare architettura e natura, tenendo conto dellinarrestabile inurbamento della popolazione mondiale, dellinnalzamento delle acque dovuto ai cambiamenti climatici, dei problemi energetici e di alimentazione.
La High Line di Manhattan, iniziata nel 2004 e ancora in corso fino a tutto il 2011, propone il recupero a parco urbano di una sopraelevata cittadina della fine degli anni venti e abbandonata da decenni (studio Diller & Scofidio + Renfro). Anche a Madrid è in corso dal 2006 la trasformazione della copertura di una tangenziale sotterranea lunga 43 km in zona ricreativa pubblica a verde (Avenida de Portugal, progetto di West 8 e di Mrio arquitectos; nella foto sopra), mentre a St. Louis verrà concluso nel 2015 il progetto di Balmori Associates «Terraces and Islands», che sulle rive e sulle acque del Mississippi guadagna alla città 33 ettari di isole modulabili a seconda del livello del fiume.
Sul versante energetico, lEnergieberg nel quartiere Georgswerder di Amburgo richiama in modo positivo le proprie origini: laltura è nata infatti da una discarica, trasformata in parco e zona di produzione di energia eolica (nella foto in alto). Fondamentale nellintervento è stata la scelta e la disposizione della vegetazione, che ne sottolinea la morfologia. Natalie Jeremijenko propone invece «parassiti» condominiali sopra i tetti: stazioni ecologiche in forma dinsetti giganti, collegate alle reti di alimentazione degli edifici con funzioni di depurazione delle acque, filtraggio dellaria, produzione di energia e anche di coltivazioni. La mostra è curata da Maria Auböck, Susanne Witzgall, Florian Matzner, Iris Meder. Il catalogo bilingue tedesco/inglese è di Hatje Cantz Verlag. www.k-haus.at
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