SEOUL. Gennaio segna linizio delle attività di Seoul World Design Capital: la Corea del Sud scommette sulla presenza e sulla valorizzazione del design nel territorio come strumento vincente per competere non solo con i paesi della regione, ma a livello internazionale. È stato il sindaco della città, Oh Se Hoon, a promuovere dal 2006 una serie di iniziative, tra cui la fondazione di enti e istituzioni pubblici per la promozione del design e la sponsorizzazione di eventi e concorsi, mirati a raggiungere tale obiettivo. Un successo arrivato nel 2007 con la nomina da parte dellInternational Council of Societies of Industrial Design (icsid) e perseguito negli anni anche grazie a considerevoli sforzi economici: la città ha già destinato 180 milioni di dollari per il finanziamento dinterventi di recupero urbano e riabilitazione di spazi pubblici e ha commissionato a Zaha Hadid il progetto della Dongdaemun Design Plaza, una struttura che si spera diventi il nodo dellindustria del design di tutta lAsia, oltre che unicona della manifestazione. A questo budget si aggiunge quello del comitato organizzatore locale, la Design Seoul Foundation, presieduto dal sindaco stesso, che può contare su circa 45 milioni di euro e uno staff di oltre 100 persone.
Uno dei risultati auspicabili dallanno del design è lincremento del fatturato degli studi professionali e degli investimenti in design dai 7,4 miliardi di dollari attuali fino a 15 miliardi, in meno di 10 anni. Sono attesi 2 milioni di visitatori e si spera che limpatto della manifestazione lasci unimpronta nella città importante quanto quella delle Olimpiadi del 1988.
Fra gli eventi principali in agenda si trovano le «Olimpiadi del Design», un festival culturale lanciato per celebrare la designazione di Seoul a capitale del design, e i «Seoul Design Assets», una rilettura del capitale storico, culturale e ambientale del territorio attraverso il design. Nel corso dellanno sarà inaugurato anche il «Seoul Design Market», una piattaforma di negozi per lo scambio e la generazione di idee design oriented, e messo a punto il «World Design Survey», un progetto di ricerca e cooperazione internazionale per ridisegnare la mappa mondiale del design, con la partecipazione di Icograda (The International Council of Graphic Design Associations). Oltre agli eventi principali, in calendario compaiono anche una trentina di mostre e fiere, una ventina di concorsi, quattro convegni internazionali, sei workshop e seminari e una quindicina di manifestazioni artistiche e culturali rivolte al pubblico più ampio, che fanno parte del «Citizens Design Movement».
Nel format dellevento si legge in filigrana limpronta di Torino WDC 2008, a cominciare dallimmagine coordinata, che ne ha mantenuto il logo. Lesperienza piemontese lascia come eredità una lettura della città capitale del design come di un contenitore elastico e organizzato, in grado di sviluppare le competenze del territorio e le iniziative della gente per consolidare progetti che dimostrano lintelligenza collettiva di un paese. Di questi giorni è invece la notizia che nel 2012, la prossima WDC sarà in Finlandia, a Helsinki.
(Visited 43 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- La notte bianca sulla spiaggia felliniana 22 Luglio 2026
- Serpentine 2026, mattoni poco gioiosi 21 Luglio 2026
- Archivi per l’architettura: Filiberto Sbardella 21 Luglio 2026
- Quei concorsi papali che (di)segnano Roma e la sua storia 20 Luglio 2026
- Jette Hopp: architettura spazio di democrazia 20 Luglio 2026
- Concorsi di paesaggio, senza paesaggisti 17 Luglio 2026
- Tavolo salvaspazio allungabile: la soluzione intelligente per ambienti piccoli e multifunzionali 17 Luglio 2026
- Venezia, città a breve termine 15 Luglio 2026
- Ri_visitati. Museo Nivola, traccia delicata in un paesaggio senza tempo 14 Luglio 2026
- Elisa Valero: Sognate, architetti, sognate 14 Luglio 2026
- Ettore Sottsass, l’architetto che fa domande 13 Luglio 2026
- UIA, dove vai? 13 Luglio 2026
- Neuroestetica dell’abitare: come la casa stimola risposte nel nostro cervello 13 Luglio 2026
- Ritratti di città. Aarhus, bella e ci vivrei (a poterselo permettere) 11 Luglio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















