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L’eredità di Enrico Griffini, nella sua fabbrica

L’eredità di Enrico Griffini, nella sua fabbrica

Mostra "Enrico A. Griffini. Costruire Modernamente", Tradate, 2026 (© Jessica Soffiati)

All’interno degli spazi della  Koh-I-Noor, ora centro culturale T155 Tradate, una mostra ripercorre la modernità dell’architetto razionalista milanese. Cantiere, pensiero e responsabilità civile restituiti in un percorso espositivo visitabile fino a dicembre

 

TRADATE (Varese). Enrico Agostino Griffini è stato un architetto e un ingegnere tra i pionieri del razionalismo italiano. Così lo descrive in modo chiaro l’account Instagram @eagriffini che nell’agosto 2026 l’ha portato sui social network in attesa della mostra, inaugurata a fine ottobre, “Enrico A. Griffini. Costruire modernamente” dedicata al suo lavoro e al suo contributo all’architettura.

Promossa da Ponderosa Music e in.circle, il progetto è curato da Massimiliano Savorra in collaborazione con Valeria Griffini e vede il patrocinio dell’Università Iuav di Venezia, del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia.

 

Un luogo emblematico, in trasformazione

“Enrico A. Griffini. Costruire modernamente” è ospitata nello stabilimento Koh-I-Noor di Tradate, progettato da Griffini tra il 1942 e il 1943, che rappresenta un significativo esempio di architettura industriale razionalista, capace di coniugare funzionalità produttiva, innovazione tecnica e qualità formale.

Caratterizzato da una razionale organizzazione degli spazi, essenzialità dei volumi e attenzione ai dettagli costruttivi, l’edificio è oggi protagonista di un intervento di restauro – firmato da Giorgio Giani – che lo ha già trasformato in 155 Tradate, nuovo spazio dedicato alla cultura, alla musica e ai processi creativi.

Se è vero che l’architettura razionalista italiana è conosciuta anche ai non addetti ai lavori, restano ancora da esplorare le figure che hanno animato il movimento e che hanno diffuso, attraverso progetti, i principi e l’estetica sui vari territori del nostro Paese. In questo senso l’eredità di Griffini è interessante e ancora da scoprire.

L’operazione di riconversione dell’ex fabbrica Koh-I-Noor ha rappresentato una possibilità importante per fare un focus sull’architetto razionalista, per farlo riscoprire alla città e farlo conoscere nel più ampio raggio possibile. Il cantiere in questo senso non è scenografia, ma è contesto e cultura. Il visitatore è invitato a confrontarsi in prima persona e direttamente con una sua realizzazione e con tutte le stratificazioni del luogo tra ricerca storica e presente.

 

Un allestimento coerente

Sapienza costruttiva, benessere, responsabilità civica. Sono questi i tre asset sui quali si è basato il lavoro di curatela. Non è un caso che Griffini abbia dedicato tante sue energie alla scrittura del libro “Costruzione razionale della casa” (Hoepli, 1932), un testo di architettura e tecnica edilizia che analizza in modo sistematico i nuovi criteri di progettazione, la distribuzione funzionale degli spazi, i materiali innovativi – come il cemento armato, l’acciaio e il vetro – e le tecniche costruttive. È un manuale nel quale l’architettura viene trattata non solo come linguaggio estetico, ma come procedura razionale ed economica a servizio della società e dell’efficienza abitativa.

Il tema del benessere è quanto mai attuale sia in ambito domestico, sia in quello dei servizi pubblici. Se per la casa il testo del 1932 è lungimirante, il Padiglione Granelli all’ospedale Policlinico di Milano è ancora oggi un buon esempio di progetto per la sanità. Attraverso i principi della progettazione razionale – soleggiamento, orientamento, illuminazione e ventilazione – l’architettura diventa uno strumento per migliorare la qualità della vita. Un’attenzione che attraversa tutte le scale del lavoro di Griffini, dalla casa popolare all’ospedale, fino allo stabilimento industriale, con l’obiettivo di garantire alle persone spazi salubri e condizioni di vita più adeguate.

Il valore della coerenza Griffini lo interpreta anche come responsabilità culturale e civile. La sua ricerca – e dalla mostra emerge in modo chiaro – restituisce un’idea di architettura non come esercizio formale, ma come strumento al servizio della vita quotidiana. L’allestimento – firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti, Lucia Emma Avolio – riprende il linguaggio del cantiere, utilizzando il blu della polvere di calce impiegata dai muratori per tracciare i muri come filo conduttore del percorso e per evidenziare gli elementi originali della fabbrica.

Materiali poveri e di recupero, pannelli da cantiere, specchi e cornici guidano lo sguardo verso dettagli architettonici altrimenti poco visibili, restituendo la memoria dello spazio di Griffini. Anche il progetto grafico di cccppp.studio, attraverso riproduzioni d’archivio, manifesti e composizioni leggere, mantiene questa coerenza materica ed evocativa confermando il valore dell’eredità di questo maestro del razionalismo italiano.

 

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“Enrico A. Griffini. Costruire modernamente”

Mostra promossa @ponderosa_music_records +@in.circle.it
29 ottobre – 20 dicembre 2026
Centro culturale 155 Tradate. Viale Trento Trieste 35, Tradate (VA)
A cura di Massimiliano Savorra, in collaborazione con Valeria Griffini e Giorgio Giani
Progetto di allestimento: Lola Ottolini, Matteo Andreoletti, Lucia Emma Avolio. Visual Design: @cccppp.studio

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Tag: , , , , , Last modified: 8 Novembre 2026
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