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Margherita ToffolonScritto da: Mosaico Patrimonio Progetti

Le piscine di Milano: l’impresa è restare a galla

Le piscine di Milano: l’impresa è restare a galla
Un patrimonio pubblico di architetture per lo sport, esigenze di restauri complessi e gestioni onerose: interessi privati e comunità che si mobilitano. Tra le novità progetto (attraverso concorso) e investimento per il Centro di via Argelati, progettato da Arrigo Arrighetti, e chiuso da anni

MILANO. Milano è il comune italiano con più piscine pubbliche. Un patrimonio sportivo e architettonico costruito a partire dagli anni Venti che oggi cerca di non affondare nell’incuria o in mani private.  Un resoconto su destini e sviluppi delle strutture, anche alla luce del recente investimento di 28 milioni di euro per la rinascita del centro balneare Argelati, chiuso dal 2022.

Preoccupazioni, mobilitazioni, storie

È un periodo di mobilitazioni da parte di comitati cittadini ma anche di trepidanti aspettative per gli appassionati di sport acquatici o per chi è desideroso a trascorrere l’estate a bordo piscina. Sono in corso progetti, come nel caso della piscina Argelati attraverso un percorso partecipativo, oppure si stanno chiudendo alcuni cantieri che riguardano la realizzazione o il recupero delle piscine comunali alcune delle quali appartenenti al Piano organico di diffusione degli sport acquatici realizzati – ormai 100 anni fa – dall’Ufficio Tecnico del Comune.

Fu proprio il suo dirigente, l’ingegner Luigi Lorenzo Secchi, a progettare la piscina Romano in zona Città Studi con 4.000 metri quadrati di vasca e la piscina Cozzi in viale Tunisia, allora (era il 1935) la seconda in Europa per la dimensione della vasca coperta. Il Lido divenne di gestione pubblica solo a metà anni Trenta mentre appartengono al periodo della ricostruzione post-bellica, la piscina Solari e il centro balneare Argelati su progetto di Arrigo Arrighetti, succeduto a Secchi nella direzione dell’Ufficio Studi e Progetti Edilizi.

Il quadro attuale: ritardi, privati, project financing

Nel quartiere Lorenteggio a sud-ovest della città procedono i lavori della nuova Cardellino con vasca olimpionica coperta che verrà completata nel 2027 per una spesa complessiva di 32 milioni di euro, 11 dei quali coperti con fondi PNRR. A giugno verrà aperto l’impianto ex novo di via Fatebenesorelle, a Porta Nuova, che era stato previsto nel 2014 a scomputo degli oneri di urbanizzazione dell’ex Garage Traversi nel Quadrilatero della moda e i cui lavori, per varie vicissitudini, sono iniziati solo nel 2022.

L’impianto, dotato di vasca coperta da 25 metri, vasca per bambini, spogliatoi, palestra, area ristoro, solarium, infermeria e locali tecnici, verrà gestito da Milanosport, società partecipata dal Comune come è previsto accada per la piscina Cozzi di viale Tunisia. In questo caso, però, è un soggetto privato a occuparsi della sua rifunzionalizzazione e di quella degli spazi adiacenti.

Sono accomunati dallo stesso destino il Lido di piazzale Lotto e la piscina Scarioni nel quartiere Niguarda chiusi dal 2019. La concessione per la realizzazione del nuovo centro sportivo nell’area del Lido di Milano in fase di avanzamento lavori ma anche la successiva gestione per un periodo di 42 anni sono state affidate alla società iberica Go Fit Life Science and Technology SA, la stessa che si dovrebbe occupare della piscina Scarioni, ma i cui lavori sono ancora in corso. 

Il caso Argelati, partecipazione e concorso

Rimarrà invece completamente pubblico, con un investimento di 28 milioni di euro, proprio il centro balneare Argelati chiuso dal 2022 per la cui riapertura ci è stato un vero e proprio sollevamento popolare di associazioni, comitati e semplici cittadini, non solo del quartiere.

Si è concluso il percorso partecipativo per raccogliere idee utili al completamento del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, all’interno del quale sono stati tracciati i primi indirizzi, in primis la conservazione dei manufatti originali dell’Arrighetti, a cui dovranno attenersi i progettisti che parteciperanno al concorso internazionale di progettazione, anche degli spazi pubblici fronte piscina.

Il bando dovrebbe essere pubblicato a maggio, con l’ipotesi di concludere l’iter a fine anno. È la prima volta che l’Assessorato allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili dell’amministrazione milanese adotta questa procedura proprio per dar seguito all’ampia partecipazione pubblica alle sorti dell’impianto (per il quale è prevista una copertura temporanea durante i mesi invernali). 

Fra i temi emersi durante gli incontri pubblici e che dovranno guidare il progetto: il mantenimento e valorizzazione della funzione natatoria, l’accessibilità economica e sociale, la polifunzionalità delle vasche e la valorizzazione degli spazi accessori. 

Fu il primo centro balneare, nel 1915

Il centro balneare Argelati, il primo a Milano, è stato realizzato nel 1915 vicino alla roggia Boniforti, ramificazione del Naviglio Grande, dalla quale prendeva l’acqua che poi è stata interrata lungo il perimetro della piscina su via Argelati. A partire dal 1956 Arrigo Arrighetti, a causa del degrado in cui si trovava l’impianto, avvia la realizzazione di tre nuove vasche, bar, solarium, centrali termiche e di depurazione, un’abitazione per il custode, fontanelle di acqua potabile e una serie di servizi come spogliatoi, docce e toilette.

Le due vasche più ampie per principianti e nuotatori hanno spigoli arrotondati mentre la vasca dedicata al gioco dei bambini è di forma tonda e profonda appena 30 centimetri. Anche le strutture di servizio sono caratterizzate da forme curve, mentre le funzioni tecniche sono in zone interrate e nascoste da differenze di quota.

Il volume circolare con cupola di vetrocemento era adibito all’abitazione del custode e alla biglietteria, dalla quale si accedeva alla sala seminterrata delle docce, con percorsi differenziati tra entrata ed uscita. L’ingresso è segnalato dal volume a pianta rotonda per il bar e il guardaroba con solarium. All’estremità opposta del centro balneare si trova l’edificio per i servizi igienici per adulti.

All’interno i percorsi sono sinuosi con continue lievi variazioni di quota per differenziare le varie aree ricreative e dedicate al gioco dei bambini, attrezzate con fontanelle di acqua potabile. Il centro balneare è delimitato da un muro con profilo curvilineo dalla superficie spigolosa dovuta alla posa di laterizi a spina di pesce.

Immagine di copertina: un dettaglio di Piscina Cozzi, Milano (© Facebook milanosport)

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Tag: , , , , , Last modified: 15 Marzo 2026