Visit Sponsor

Luca GibelloScritto da: Inchieste

I progetti/5: stazione centrale, rinnovata ma indigesta

Che da più parti si levino voci critiche contro il «restyling» dell’edificio monumentale costruito su progetto di Ulisse Stacchini nel 1925-1931 non è una novità. Il fatto che la riqualificazione abbia trasformato parte dell’edificio in uno shopping center, con difficoltà di orientamento nel reperire l’accesso ai treni, è infatti una costante di tutti gli interventi rientranti nel progetto «Grandi Stazioni», varato dal Gruppo Ferrovie e in fase di attuazione per 13 principali scali ferroviari nazionali. Ma due sono gli aspetti che a Milano acuiscono il senso di disagio nel viaggiatore. Per chi giunge in stazione dalla metropolitana, la non unidirezionalità del percorso di avvicinamento ai treni, che obbliga a utilizzare due rampe disposte perpendicolarmente rispetto al naturale senso di marcia. Per chi scende dai treni, la visione della controfacciata al termine di binari e banchine: dei tre fornici che definiscono gli archi centrali di passaggio al vestibolo superiore, due sono occupati da maxischermi che proiettano in loop filmati pubblicitari, con affetto fastidiosamente ipnotizzante; più in alto, scende dall’intradosso della copertura metallica un unico grande cartellone pubblicitario sagomato nel lembo inferiore secondo le cornici modanate del muro, occultandolo in gran parte; ai fianchi, gli ammezzati dei servizi di ristoro occultano la percezione delle campate laterali. L’effetto è di autentico soffocamento, a tutto discapito del pregevole restauro che invece si può ammirare nell’incommensurabile atrio centrale, rimasto però quasi privo di funzione, visto che le biglietterie sono state spostate nei sotterranei.

Autore

(Visited 45 times, 1 visits today)

About Author

Share
Last modified: 13 Luglio 2015