Sono molti i punti dinteresse dellattività di Dennis Sharp, scomparso a 76 anni l11 maggio dopo due anni di malattia. Tra questi almeno tre libri, il ruolo di pubblicista allArchitectural Association durante gli anni settanta, un progetto di nicchia nel 2003 insieme alla moglie Yasmin Shariff, oltre allimpegno a tutela del moderno condotto con il Docomomo. Sharp si forma allArchitectural Association negli anni cinquanta, interessandosi in particolare alla storia dellarchitettura moderna, in Inghilterra materia allepoca ancora in corso di legittimazione. Dopo tre anni da ricercatore presso la facoltà di Architettura di Liverpool inizia la professione nel pubblico, come senior research architect nel Civic Trust for the North West, con sede a Manchester. Sul fronte della scrittura, dal 1962 è corrispondente di «Architectural Design» mentre nel 1966 esce il suo primo libro, sul rapporto tra architettura moderna ed espressionismo. Nel 1972 è la volta di «Twentieth Century Architecture. A visual history», il suo testo più noto (quarta edizione nel 2002) cui segue nel 1976 «The picture palace and other buildings for the movies», unindagine quasi pionieristica sul cinema come edificio. Nel 1968, intanto, Sharp era tornato allArchitectural Association come direttore del programma di storia. Sempre allAA nello stesso anno fonda il trimestrale «AA Quarterly» che dirige fino al 1982, quando il chairman Alvin Boyarsky lo chiude a favore del nuovo «AA Files».
Giurato al concorso del 1982 per la riqualificazione della Fiat Lingotto a Torino, chairman (dal 1977) dellInternational Committee of Architectural Critics, vicepresidente del Riba (1991-1993), cofondatore e direttore dellArchitecture Centre dellistituto stesso, co-presidente del Docomomo in Inghilterra, Sharp cerca sempre distituzionalizzare il proprio mestiere di critico, anche al di fuori dei circuiti accademici.
Partner di Shariff nella professione, Sharp non ha mai smesso di progettare, con particolare attenzione al restauro del moderno e alla sostenibilità. Su questo tema, tra i progetti premiati dello studio è singolare lo Straw dance (2003), un piccolo edificio per la danza dai muri portanti in balle di fieno, costruito in un bosco poco fuori Londra con i fondi della lotteria nazionale, gli stessi che hanno finanziato la milionaria Tate Modern di Herzog & de Meuron.
(Visited 218 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Speciale Giornata mondiale dell’acqua 2026 15 Aprile 2026
- Nuovi, celebrati, già demoliti. La strana parabola dei parcheggi di Christian Kerez 14 Aprile 2026
- Quo vadis architetto? Antoni Gaudí, visioni tra passato e futuro 14 Aprile 2026
- Mario Carrieri (1932-2026) 14 Aprile 2026
- Il concorso per il Corso. Vicenza e l’ex Cinema, futuro hub culturale 11 Aprile 2026
- Ritratti di città. Jakarta, capitale (la più grande) che affonda 11 Aprile 2026
- Vivere sul confine. Dove una linea divide le case, e una biblioteca unica 8 Aprile 2026
- Lella e Massimo Vignelli, la chiarezza di traiettorie trasversali 8 Aprile 2026
- DDL sul Codice edilizia, i rischi nelle osservazioni dell’INU 8 Aprile 2026
- Torino, un Piano di regole, ma soprattutto di governo 7 Aprile 2026
- Libri (esigenti e provocatori) per capire l’Italia 6 Aprile 2026
- Maxxi, laboratorio urbano in continuo adattamento 5 Aprile 2026
- Progetti e conflitti: a Bologna il caso MUBA. Ma non è il solo 1 Aprile 2026
- Ennio Brion (1940-2026) 1 Aprile 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















