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Milena FarinaScritto da: Professione e Formazione

La facoltà di protestare

ROMA. Dopo l’attiva partecipazione da parte degli studenti di Roma Tre al movimento dell’Onda nell’autunno 2008, la protesta anti-Gelmini in questo inizio di anno accademico ha visto protagonisti soprattutto i ricercatori, che hanno proposto al Consiglio di facoltà lo slittamento delle lezioni dal 4 all’11 ottobre. Durante questa settimana gli stessi ricercatori hanno organizzato una serie d’iniziative d’informazione e discussione sullo stato dell’Università, rivolte principalmente agli studenti.
Una forma di protesta più radicale, che coinvolge il modo di concepire la formazione del sapere universitario, è stata messa in atto dal gruppo «Multivercity» con l’occupazione di uno dei padiglioni dell’ex Mattatoio recentemente assegnati all’ateneo, rivendicato come spazio da autogestire per organizzare una serie di attività culturali. Questa forma di contestazione era stata inaugurata da alcuni studenti negli scorsi anni, come reazione alla carenza di spazi, che si deve anche alla lentezza di attuazione del piano di conversione dell’ex Mattatoio. La recente occupazione del padiglione 14, dichiarato inagibile e destinato alla demolizione, ha invece provocato una posizione di chiusura da parte della facoltà. Dopo la liberazione dello spazio in cambio dell’assegnazione di un’aula, la facoltà sta ora valutando la richiesta di Multivercity di poter gestire un laboratorio di autocostruzione e autorecupero. Resta da capire se il gruppo promotore sarà altrettanto capace di coinvolgere gli altri studenti e i docenti nell’organizzazione delle iniziative culturali.

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Last modified: 18 Aprile 2016