MONTRÉAL (CANADA). Jeffrey T. Schnapp, curatore della nuova mostra del Centre Canadien dArchitecture (Cca), offre ai visitatori cinque prospettive sulla percezione della velocità e le aspettative nei suoi confronti. Un tema centrale per il XX secolo, sempre alla ricerca del tempo da guadagnare. Celebrando il centenario della nascita del Futurismo in Italia con documenti darchivio originali conservati al Cca, il percorso si sviluppa attorno a cinque grandi tematiche: la circolazione stradale, la costruzione, la rappresentazione, lefficienza e la relazione con il corpo.
La mostra si distingue sotto vari aspetti. Innanzitutto per la chiarezza con cui è strutturata: dalla velocità al servizio del corpo nella circolazione stradale e nella costruzione si passa al corpo al servizio della velocità di cui si sottolineano lefficienza, la misura e la regolazione. Ciascun tema rappresenta unoccasione per esplorare diverse interazioni e stabilire punti di riferimento sia per le proposte eccezionali sia per le realizzazioni legate alla quotidianità. Un film prodotto nel 1940 mostra la città moderna – rapida, efficiente e dominata dalle automobili – come venne presentata lanno precedente in occasione dellEsposizione universale di New York. La narrazione si apre con un preambolo storico che illustra il progresso dei trasporti individuali, sottolineandone laspetto pionieristico. Così lavvento delle autostrade e delle periferie sinserisce in questo destino manifesto che pervade la coscienza americana. Accanto al video, le statistiche stradali e il traffic engineering
(ingegneria del traffico) mostrano il quadro strutturale e normativo di questa rivoluzione urbana e culturale.
Lallestimento, che si contraddistingue per la sua eleganza, è stato ideato da Michael Maltzan Architecture. Le consuete vetrine sono affiancate da proiezioni e integrazioni varie come un videogioco sulla «corsa» urbana proiettato su ciclorama, in cui lefficienza dellufficio moderno si traduce in personaggi nel ruolo di quadri aziendali che strizzano locchio alla tastiera della macchina da scrivere. Ciascuna sala, incoronata da una citazione che stimola lo spirito critico, conserva unimpronta umanistica che rammenta al visitatore le intenzioni del Cca e il percorso personale del curatore: professore di letteratura comparata, ma anche di letteratura italiana e francese. Gli oggetti presentano riferimenti culturali multipli che sottolineano come la corsa alla velocità abbia segnato la modernità dagli Stati Uniti allUnione Sovietica, passando attraverso diverse declinazioni europee. La rassegna mostra la diffusione della prefabbricazione e delladozione di tecniche di costruzione rapida. Il processo inverso è invece loccasione per presentare un video sullimplosione di grandi edifici negli Stati Uniti che fa da contrappunto al processo di demolizione, accorto ma deciso, del Giappone.
Lefficienza segna la transizione da una velocità esterna al corpo a una velocità a esso applicata, abilmente simboleggiata dalle esperienze e dai discorsi sulla cucina e lufficio: due archetipi di una modernità specializzata. Senza affrontare direttamente la rivoluzione informatica, il visitatore percepisce quanto le soluzioni sperimentate tra le due guerre siano dei riferimenti obbligati nella concezione attuale di questi spazi.
La misura della velocità mostra come il tema del tempo da guadagnare abbia dominato durante la prima metà del Novecento il progresso dei trasporti e oggi quello dellinformazione. Il lavoro di Schnapp si è avvalso di numerosi collaboratori che hanno contribuito alla cura di un eccellente catalogo per i tipi di Skira, della Wolfsonian-Florida International University e del Cca. Questo progetto a più mani è la dimostrazione di un talento di orchestrazione in un sottile equilibrio tra riferimenti e forme. La mostra ci pone di fronte a questa corsa assoluta contro il tempo che segna il mondo contemporaneo fino alla sua nuova ambivalenza simbolizzata dalletica dello slow food e dal lusso del tempo da perdere.
«Speed Limits», a cura di Jeffrey T. Schnapp. Montréal, Centre Canadien dArchitecture, fino all8 novembre.
(Visited 75 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Forme e controforme del cambiamento. A Mantova si mostra il clima 20 Maggio 2026
- Dalla casa al sistema. Nuovi modelli dell’abitare tra rigenerazione e welfare 20 Maggio 2026
- Architettura e politica: prove di dialogo in Senato 20 Maggio 2026
- I colori del Beaubourg, racconto di una battaglia 20 Maggio 2026
- RDE Festival 2026, a Roma il design come pratica collettiva 19 Maggio 2026
- Nascosti, in piena vista: il paradosso dei paesaggi degli allevamenti padani 14 Maggio 2026
- Speciale Biennale Arte Venezia 2026 14 Maggio 2026
- L’archiviaggio. Normandia e Bretagna oltre il turismo del must see 14 Maggio 2026
- Atlante del mondo: tutte le nazioni della Biennale Arte 13 Maggio 2026
- Le installazioni effimere di Venezia: più scenografia che città 12 Maggio 2026
- Gli allestimenti della Biennale si sintonizzano su toni minori 12 Maggio 2026
- Fondazioni per tutti i gusti: nei Palazzi e in Laguna 12 Maggio 2026
- Se polemiche e pasticci si mangiano l’arte 12 Maggio 2026
- Mendrisio, il gran varietà delle architetture a teatro 10 Maggio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata




















