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Christine DesmoulinsScritto da: Mosaico Progetti

Un cerchio spesso nel paesaggio

Un cerchio spesso nel paesaggio
La nuova sede di Ceva, azienda multinazionale della salute animale, colloca uffici e spazi direzionali all’interno di una grande struttura in legno in un luogo protetto nella Francia occidentale, poco lontano da Bourdeaux, tra boschi e acque. Concretizza una ricerca di identità e di immagine

 

LIBOURNE (Francia). Immersa nello scrigno di un sito protetto, la nuova sede di Ceva Santé Animale – progettata da BLP & Associés – si configura come un paesaggio, un ecosistema e un manifesto dei valori della prima realtà francese nel settore della salute animale, quinta a livello mondiale. In questo progetto, l’architettura e l’ambiente naturale si fondono in una perfetta e feconda reciprocità.

Un centro d’eccellenza tra industria e paesaggio

Piattaforma di ricerca e sviluppo di respiro internazionale, il complesso costituisce un centro di eccellenza industriale che governa l’intero ciclo del farmaco veterinario, dalla genesi dell’idea fino all’autorizzazione all’immissione in commercio. Per la propria sede mondiale, l’azienda ha scelto l’area naturale protetta di Les Dagueys, presso Libourne, valorizzando il legame con il lago circostante. Originariamente destinato a una lottizzazione commerciale convenzionale, il terreno di dieci ettari è stato interamente acquisito da Ceva per preservarne la vocazione naturale. Come sottolineato dall’architetto Olivier Brochet, questa scelta ha permesso di creare una pietra angolare produttiva dove le preesistenti fabbriche, nate spontaneamente ai margini del sito, sono oggi connesse al campus da una rete di sentieri pedonali.
L’architettura si radica nel sito riorganizzandone la geometria e attingendo alle sue qualità topografiche e visive. Attraverso la rimodellazione dei rilevati paesaggistici e il potenziamento delle masse boschive, i progettisti e il paesaggista Pierre Dabilly (Let’s grow) sono riusciti a isolare il complesso dall’edificato circostante e dalla vicinanza di un centro acquatico, restituendo all’edificio principale e ai suoi annessi la quiete di una natura armoniosa.

L’edificio-biotopo: trasparenza e flessibilità

L’intervento, che si estende su 11.000 metri quadrati per ospitare 450 addetti, si configura come un organismo funzionale articolato in tre entità distinte che integrano architettura e vita aziendale. Il complesso si apre con un volume d’ingresso discreto che riunisce lo spazio dell’accoglienza e la loggia del custode. Si prosegue con la “Filière France”, una costruzione longilinea a un solo piano strategicamente addossata a un rilevato paesaggistico — una “duna verde” che scherma il campus lungo il confine con il centro acquatico — e arricchita da una terrazza panoramica rivolta verso il lago. Infine, situato in una radura al cuore del sito, si erge l’edificio principale, concepito per operare come un vero e proprio biotopo.
Nella trasparenza del suo involucro circolare, questo volume raccoglie tutte le funzioni della sede su una pianta basata su una maglia ortogonale ripetitiva, che conferisce all’edificio la flessibilità e l’evolutività indispensabili a una società in forte crescita. Gli uffici, serviti da quattro torri d’angolo ritagliate dall’intersezione dei cerchi, si sviluppano attorno a un patio circolare aperto verso il cielo: un frammento di paesaggio che, nel cuore dell’edificio, favorisce la connessione tra tutti i collaboratori.
Sviluppandosi su tre livelli, un cerchio cinge il perimetro dell’edificio per delineare una “facciata-filtro” ritmata da pilastri organici in legno e metallo che compongono un peristilio. Strutture ombreggianti e reti metalliche rivestono e proteggono questa superficie, generando una facciata vetrata sfaccettata che permette l’inserimento di uffici individuali a corolla, modulari e riconfigurabili. Il cerchio interno definisce invece la superficie liscia del patio circolare, che ospita spazi comuni condivisibili aperti verso l’esterno. Una maglia strutturale di 5,4 per 5,4 metri organizza i piani polivalenti, la cui flessibilità accoglie ambienti di vita e di lavoro confortevoli, tra uffici individuali o nomadi, aree lounge e spazi di concentrazione. Caratterizzato da una trasparenza vetrata alta quattro metri che dialoga con l’esterno e il patio, lo zoccolo del piano terra riunisce le funzioni collettive, come l’anfiteatro, il ristorante aziendale e la portineria, oltre agli showroom che fungono da vetrina attiva per le sperimentazioni e le strumentazioni di questo ecosistema.

L’attico e il richiamo al territorio

Nell’attico, la logica costruttiva dei piani inferiori muta radicalmente privilegiando strutture in legno. Qui la terrazza superiore è parzialmente occupata da un volume a granaio destinato alla direzione, alla sala del comitato esecutivo, alla biblioteca e a un piccolo ristorante vip, il tutto organizzato secondo una trama strutturale concentrica che ne definisce gli usi. L’idea del boschetto si esprime qui attraverso strutture concentriche esterne in legno e metallo che fungono da frangisole sui giardini e sulle terrazze in copertura. Questi spazi sono accessibili dal patio attraverso terrazze annidate attorno alla grande piazza interna e scale che disegnano un percorso circolare panoramico fino al tetto. Da questo belvedere si scorge all’orizzonte il Tertre de Fronsac, una particolarità geologica circolare e boscosa a cui l’edificio rende omaggio e riferimento.

Cura dei dettagli e approccio ambientale

Oltre alla qualità della pianta che intreccia le figure del cerchio e del quadrato, merita attenzione la cura esecutiva dei dettagli affidata a imprese locali della Nuova Aquitania, dai pilastri organici in legno accoppiato con lama metallica fino agli allestimenti interni. La facciata spessa integra i sistemi di protezione solare e manutenzione, mentre la corolla esterna sostiene la carpenteria in legno lamellare coperta da un tetto in zinco a sbalzo. A mezza altezza, un grigliato metallico asseconda la curvatura della facciata per ottimizzare la schermatura solare. Questa superficie, ampiamente vetrata, mette in scena la trasparenza verso l’atrio e gli spazi comuni, mentre ai piani superiori porzioni piene in alluminio con aperture mobili riequilibrano il comfort termico e visivo. I camminamenti esterni sul patio e le terrazze offrono inoltre ricche prospettive visuali e agiscono come spazi di respiro e incontro.
Pilastri, setti e solette sono in cemento armato materiale che garantisce una forte inerzia termica utile a ridurre i consumi per la climatizzazione, mentre un pavimento flottante di 50 cm ospita le reti elettriche e le travi fredde necessarie al comfort ambientale. In questo scrigno naturale, l’impiego di materiali durevoli e biosorgenti, unito all’ottimizzazione di risorse rinnovabili come la geotermia e il recupero delle acque piovane, risponde alle attuali sfide ecologiche. Il legno a basso impatto carbonico è declinato in tutto il complesso: dal lamellare di Douglas per le facciate, proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, alla carpenteria, fino ai rivestimenti interni e ai pannelli acustici in lana di legno d’abete. La presenza di 4.500 mq di pannelli fotovoltaici sulle coperture dei parcheggi copre l’intero fabbisogno elettrico della sede. Gli allestimenti esterni utilizzano materiali geosorgenti, come pavimentazioni in pietra calcarea e argilla con giunti inerbati per assicurare la permeabilità del suolo, mentre gabbioni in pietra frantumata sostengono il percorso verso il lago. Infine, il paesaggio rivisitato attraverso numerose piantagioni e nicchie ecologiche contribuisce alla diversificazione del biotopo e al miglioramento della qualità della vita degli utenti.
Immagine di copertina: vista aerea della sede della Ceva a Les Dagueys – Libourne.  Traduzione italiana dall’originale francese di Cristiana Chiorino

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Tag: , , , Last modified: 19 Febbraio 2026