Il 19 aprile, nei locali di una vecchia farmacia di corso Palermo, è stata inaugurata la sede del Comitato Urban in Barriera di Milano, quartiere storico della Torino operaia, circa 2 kmq e 53.000 abitanti. Il Comitato, costituito da Comune, Circoscrizione 6, Torino Internazionale e Agenzia territoriale per la casa, avrà il compito di gestire il Programma integrato di sviluppo urbano «Urban Barriera»: 41,5 milioni dinvestimenti, il più importante intervento di rigenerazione urbana nei prossimi anni. Il programma prevede più di trenta azioni: dalla riqualificazione del mercato di piazza Foroni al sostegno delle attività economiche nel quartiere, dalla realizzazione di un centro polifunzionale negli edifici industriali dellex fabbrica Incet alla promozione diniziative culturali e sociali.
Liniziativa europea «Urban» nasce nel 1994 e inaugura una stagione di nuovi programmi di riqualificazione delle città, con lobiettivo di affrontare le fragilità urbane attraverso interventi integrati in grado di coniugare sviluppo economico, inclusione sociale, sostenibilità ambientale. La Regione Piemonte ne adotta da subito lapproccio innovativo, nel campo delledilizia residenziale pubblica, con i Programmi di recupero urbano e i Contratti di quartiere, realizzati e in cantiere a Torino dal 1997. Negli stessi anni parte un Progetto pilota finanziato dallUnione europea nellarea di Porta Palazzo. Nel 2000 inizia il programma «Urban2» a Mirafiori Nord, concluso nel 2008. Tra opere pubbliche e azioni di accompagnamento, nelle periferie sono stati investiti oltre 500 milioni di euro. Ciò che accomuna queste esperienze è ladozione di un approccio area based, a partire dal territorio e non dalle politiche settoriali, che unisce infrastrutturazione, riqualificazione, trasformazione fisica e azioni immateriali: sviluppo economico, produzione culturale, partecipazione e prossimità. Oggi «Urban» non è più un programma sperimentale ma un consolidato elemento della programmazione ordinaria dei finanziamenti europei: «Urban Barriera» si colloca allinizio di un nuovo ciclo di politiche di rigenerazione urbana. Il tessuto edilizio residenziale di Barriera di Milano è in larga parte privato, la densità abitativa è molto elevata e il valore medio dei canoni di affitto è il più basso in città. La disponibilità di spazi pubblici e aree verdi è limitata. La composizione socio-economica del quartiere evidenzia numerose fragilità, acuite dalla crisi recente, ma può contare su unidentità forte, un diffuso senso di appartenenza e una solida rete associativa. Lattività di progettazione condivisa punta alladozione di un Piano di recupero per larea storica, replicando le positive esperienze di Porta Palazzo e di San Salvario dove, con lobiettivo di contenere processi di gentrification, oltre alla predisposizione dello strumento urbanistico si sono attivati incentivi economici e azioni di accompagnamento sociale. In questo scenario, le politiche dintegrazione dei nuovi cittadini sono un terreno di lavoro prioritario. Lalta presenza dimmigrati nel quartiere è spesso percepita come fonte di disagio. Ma essi sono la componente sociale più giovane: molte famiglie con figli e con un livello distruzione più alto rispetto alla popolazione italiana. Una risorsa cruciale per lo sviluppo della città, penalizzata da un contesto normativo nazionale largamente inadeguato.
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