Maribor (Slovenia). Insieme alla portoghese Guimarães, la città slovena sarà capitale europea della cultura nel 2012. Capoluogo della ?Stajerska (la bassa Stiria) e dopo Ljubljana il secondo centro – per importanza economica e abitanti – della nazione, Maribor è tra le città slovene quella che ha sofferto maggiormente la transizione seguita agli sconvolgimenti geopolitici del 1992, sia dal punto di vista produttivo che sociale. Nel contesto dei preparativi per il 2012, un evento potenzialmente risolutivo per il futuro della città, una delle più rilevanti iniziative promosse dalla municipalità è il disegno di un nuovo scenario di sviluppo territoriale, il cui asse portante è individuato nel fiume Drava, che separa lintera conurbazione in due macro-aree. Un asse strategico che possiede un grande potenziale, sia a livello territoriale che urbano, poiché, salvo frammentari interventi, non è mai stato oggetto di una pianificazione strutturale nel suo complesso.
Allinterno di questo progetto a scala territoriale, i cui esiti ovviamente non sono legati alla scadenza del 2012, lamministrazione comunale ha promosso un concorso internazionale didee su tre ambiti per la sistemazione del lungofiume urbano, a ridosso del centro storico. In tal senso, la città intende reperire soluzioni che fungano da principale palcoscenico per gli avvenimenti legati al progetto «Capitale della cultura» e, allo stesso tempo, come motore di una rigenerazione urbana nei prossimi anni.
A inizio aprile sono stati pubblicati gli esiti delle tre occasioni concorsuali, legate ai tre temi di progetto: la nuova Galleria darte contemporanea, la sistemazione del lato nord del lungofiume e la passerella di collegamento pedonale tra le due sponde della Drava. Ai tre bandi hanno partecipato, rispettivamente, 217, 59 e124 gruppi, giudicati non solo per la qualità della proposta progettuale ma anche per il piano finanziario previsto. La commissione giudicatrice per la galleria darte, presieduta da Peter Wilson, ha premiato la proposta degli ungheresi Tamas Levai e Agnes Joszai: un volume sospeso su pilastri che libera il piano terra dalle attività espositive, mostrandosi verso il fiume con un fronte curvilineo e cieco, che si apre solo nel punto di conclusione della curva con un finestrone in direzione del ponte. La giuria presieduta dallaustriaco Roger Riewe, incaricata invece di giudicare le proposte per gli altri due temi, ha premiato un esile ed elegante ponte degli spagnoli Burgos & Garrido Arquitectos e una radicale quanto semplice proposta dei romani Francesco Deli, Francesco Sabatini, Aurelia DAndria, Alessandro Console, Gina Oliva, Francesco Belvedere. Si tratta di unidea chiara ed efficace che trasforma lattuale stretta sezione della promenade sul lungofiume in unampia piattaforma sullacqua: uno spazio urbano dal carattere riconoscibile. Il secondo premio è andato alla talentuosa croata Helena Paver Njiriç (con Jelena Botteri e Miro Roman) che, con una sapiente operazione di architettura del paesaggio opera nella realtà dellattuale situazione delle rive, dimostrando ancor di più la validità del gesto radicale del gruppo romano.
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