Visit Sponsor

Scritto da: Città e Territorio

Basterebbe copiare dai francesi

Avanzare proposte al mondo politico italiano per favorire la qualità delle trasformazioni del territorio è quasi sempre un esercizio estenuante e assai poco gratificante. In questi anni il mondo dell’architettura (ordini, associazioni,sindacati, ecc.) ha elaborato idee e progetti, anche normativi, per introdurre sistemi di regole che, quanto meno, non ostacolassero la produzione di interventi di qualità. Le risposte sono state quasi sempre deludenti e caparbiamente di senso opposto, ma la nostra testardaggine è a prova di politici. Per questo stiamo lavorando per proporre una nuova idea che favorirebbe un innalzamento della qualità delle opere pubbliche.
Non stiamo inventando nulla: proponiamo solo di copiare da quella legislazione francese a cui gli architetti italiani guardano sempre con occhi trasognati e senso di frustrazione.
Sin dal lontano 1977 esiste in Francia un organismo, dotato di autonomia finanziaria,direttamente collegato al Primo Ministro: la MIQCP,Mission Interministérielle pour la Qualité des Constructions Publiques. Il suo scopo è facilmente deducibile dal nome: favorire il miglioramento della qualità architettonica delle costruzioni pubbliche. Come? Prima di tutto lavorando su un fattore fondamentale del processo edilizio che da noi è quasi sempre trascurato: la programmazione.
I francesi hanno pienamente compreso che il primo decisivo compito di una committenza pubblica è capire fino in fondo cosa vuol fare,come lo vuol fare,con quali strumenti,con quali procedure, in quali tempi e con quali risorse economiche. La corretta interpretazione di una domanda sociale di trasformazione, la sua codificazione e traduzione in documenti di programma chiari e completi è la condicio sine qua non per la buona riuscita di un’opera. Cosa fa quindi la MIQCP? Non organizza mostre, non compra archivi di disegni di architettura, ma aiuta tutte le pubbliche amministrazioni a elaborare la domanda, organizzare le procedure, gestire il processo. Invito tutti a visitare il sito di questo istituto: basta copiare! (www.archi.fr/miqcp)
Lo slogan di tutte le pagine web è significativo: «La qualité s’invente et se partage». Si legge ancora sul sito: «La qualità architettonica risponde a numerose esigenze di ordine urbanistico, estetico, funzionale, tecnico ed economico. In tutti i casi un’opera pubblica deve rispondere alle attese di tutti coloro che l’utilizzeranno […] Rappresenta i valori della società per cui è stata creata. Per rispondere al compito assegnato la MIQCP è impegnata in una politica che associa pensiero,partecipazione ed elaborazione di testi legislativi e regolamentari, raccomandazioni, consigli e assistenza ai committenti pubblici».
La MIQPC produce pubblicazioni,ricerche,guide operative, organizza attività formativa per gli amministratori pubblici, offre loro assistenza (anche telefonica) e, infine, è attivamente impegnata nell’aiutare le amministrazioni a organizzare i concorsi di architettura che, strano ma vero, in Francia sono obbligatori per le opere pubbliche. Ha anche prodotto un film dal titolo inequivocabile Le concours au service de la qualité architecturale che spiega quale sia stato il fondamentale apporto del concorso per la rinascita dell’architettura di qualità in Francia. Gestisce un vero e proprio albo di giurati di concorsi composto da 49 esperti (architetti, ingegneri, paesaggisti, ecc.), pagati direttamente dall’ente, e al quale le amministrazioni possono «attingere» per comporre le proprie giurie senza aggravi di spesa.
Come se non bastasse, la MIQPC ha anche pubblicato Mémento de l’architecte consultant, vera e propria guida pratica e riferimento deontologico (che sarebbe quanto mai opportuno per i giurati degli italici concorsi) per i propri giurati. Basta consultare il sito per vedere quanti concorsi sono stati svolti con l’assistenza di questo istituto e capire sia la mole di lavoro sia, ahimè, quanti concorsi si fanno ogni anno in Francia.
Sarebbe tanto difficile creare in Italia, direttamente presso la Presidenza del Consiglio, un organismo sul modello di quello francese creando uno specifico dipartimento? Tra tanti enti inutili che sopravvivono nel nostro paese questo potrebbe contribuire in modo decisivo e migliorare la qualità delle nostre opere pubbliche. Dichiariamo sin d’ora la nostra disponibilità ad accompagnare in «visita guidata» una delegazione del governo presso gli uffici del MIQPC a Parigi e constatare direttamente di cosa si sta parlando.

Autore

(Visited 111 times, 1 visits today)

About Author

Share
Last modified: 17 Luglio 2015