IAAD insedia nuovi spazi formativi in un luogo rigenerato nel quartiere Aurora, gli ex uffici Sempla di Dap Studio dentro l’ex Ceat, riportando attenzione su un distretto strategico ma difficile
TORINO. Chi ha paura dell’IA? Non IAAD Torino, che lo dimostra con l’apertura di Garage IAAD, inaugurato ad inizio dicembre nella sede di corso Regio Parco 15 a Torino, uno spazio di oltre 650 mq (ex sede della società di information technology Sempla progettata nel 2012 dai milanesi Dap Studio) dotato di laboratori attrezzatissimi pronti a supportare gli studenti nei loro percorsi di progettazione: workstation di ultima generazione per l’addestramento di modelli di machine learning, sistemi di realtà virtuale, postazioni di modellazione e visualizzazione 3D, stampanti 3D e un laboratorio moda con materioteca e tessuteca.
Qui, gli studenti possono passare dal teorico al pratico, con una marcia in più. La scelta di abbracciare l’intelligenza artificiale come strumento didattico, infatti, è una scommessa che guarda al futuro con fiducia, in un percorso dinamico da più punti di vista. “Garage IAAD rappresenta un ponte tra passato e futuro – ha spiegato il direttore Alessandro Colombo – è il luogo dove il sapere della mano e la cultura del design italiano incontrano l’intelligenza artificiale e le tecnologie generative. Un ambiente vivo, dove il progetto diventa ricerca e la ricerca diventa visione”.
Progettazione al centro
Scegliendo questo orientamento, anche l’innovazione in IAAD diventa 3D: la tecnologia di cui si dota l’Istituto, il processo progettuale seguito dagli studenti, la metodologia didattica che i docenti si trovano a costruire giorno per giorno per adattarsi al nuovo contesto.
Una sfida umana prima che tecnologica. Come ribadisce il corpo docenti, a dimostrarsi ancora più protagonista nel nuovo approccio formativo dello IAAD è il processo progettuale stesso. Gli studenti sono chiamati a dar forma all’idea con schizzi disegnati a mano, per arrivare al supporto dell’IA in un secondo momento, inteso soprattutto come acceleratore dei tempi di esecuzione. Una palestra che affida a pensiero critico e capacità creativa una sensibilità maggiore rispetto al passato. Il confronto e la contaminazione diventano pertanto necessari, da qui la scelta di organizzare i laboratori in un open space dove gli studenti, a prescindere dall’indirizzo seguito, lavorano fianco a fianco, in un fermento creativo condiviso.
Per lo stesso motivo, Garage IAAD è anche uno spazio espositivo e culturale aperto dove si svolgono workshop, talk, eventi pubblici e mostre temporanee. “Grazie alla sua versatilità, lo spazio può produrre e ospitare modelli e prototipi fisici, installazioni multimediali e performance immersive; è il luogo dove il talento si mostra, la tecnologia si sperimenta e la creatività si traduce in visione”, ha spiegato Dario Olivero, coordinatore del dipartimento di Transportation Design.
Un’attitudine che viene anticipata dal nome stesso del laboratorio: il garage non è solo un richiamo all’indirizzo automotive (il percorso accademico dedicato al Transportation Design è fiore all’occhiello dell’Istituto fin dagli anni Settanta), vuole evocare quello spirito pionieristico, fresco e rivoluzionario tipico di tutte le svolte tecnologiche del nostro secolo e di quello scorso. Steve Jobs, Hewlett e Packard, Jeff Bezos sono pietre miliari nell’immaginario collettivo del garage come fucina di idee.
Innescare la rigenerazione
Con l’apertura del Garage, IAAD conferma l’intenzione di partecipare e favorire i processi di trasformazione in ambiti diversi e interconnessi, non ultimo il contributo alla rigenerazione urbana di Aurora. Da quasi 15 anni il suo quartier generale è qui, con due sedi in corso Regio Parco 15 e via Pisa 5 che hanno preso parte al processo di riqualificazione di quest’area post-industriale dall’eredità complessa.
Il grande edificio di corso Regio Parco, infatti, un tempo ospitava la Ceat, produttrice di pneumatici chiusa nel 1982, mentre la palazzina anni venti di via Pisa era occupata dagli uffici di una società di energia elettrica. Su entrambi gli edifici hanno lavorato diversi progettisti, creando alcuni punti di innesco di rigenerazioni che tra fine anni novanta e inizio millennio hanno reso il quartiere una delle aree più promettenti e innovative in termini di riqualificazione urbana. Le dinamiche prospettive iniziali, che hanno fatto scuola con i recuperi del Maglificio Calzificio Torinese con il BasicVillage (Baietto Battiato Bianco, 2001), dell’ex lanificio di Giuseppe Momo trasformato nel Cineporto (Baietto Battiato Bianco, 2001) e della stessa ex Ceat (diversi progettisti per diverse destinazioni d’uso), sono poi scemate. Questa parte di città ex industriale, popolare e multietnica vicinissima al centro storico, ha rallentato la sua corsa, nonostante il completamento di importanti progetti tra cui il campus Luigi Einaudi dell’Università degli studi (Benedetto Camerana, Foster and Partners. Tecnimont, Mellano Associati, Giugiaro Design, ICIS, operativo dal 2012) e il nuovo centro direzionale con museo e spazio eventi Lavazza (guidato da Cino Zucchi Architetti e completato nel 2018).
La notizia di Garage IAAD riporta l’attenzione su Aurora, un territorio promettente e attrattivo (e tra i più giovani della città) dove qualcosa si muove ma rimane ancora molto da fare. Il 24 luglio è stato presentato il masterplan del progetto di rigenerazione urbana “Aurora Barriera”, che ha individuato 4 aree di intervento: quella tra corso Palermo e le vie Parma e Perugia per cultura e vita notturna, largo Palermo per istruzione e infanzia, l’area tra i corsi Palermo e Giulio Cesare per commercio e quella compresa tra le vie Martorelli e Sempione per abitazioni e sport. Un progetto di grandi dimensioni, che tra gli altri coinvolge anche lo studio Carlo Ratti Associati, il cui iter è appena iniziato. A fine ottobre è stato inaugurato il recupero dell’ex Mercato dei Fiori, a lungo vuoto urbano di valore strategico: un progetto di Benedetto Camerana ha trasformato per il colosso spagnolo Go Fit in una delle palestre più grandi della città. Lungo le rive della Dora, verso corso Giulio Cesare, ha invece attraversato tempi bui il progetto di The Social Hub, che avrebbe dovuto realizzare entro il 2023 un nuovo studentato multifunzione disegnato dai milanesi Tectoo nel prezioso lotto a lungo vuoto di fronte al recupero dell’ex fabbrica di cioccolato Tobler (Franco Cucchiarati, 2009). Ridimensionato e tagliato nei costi, dovrebbe fare ripartire il cantiere dopo un lungo periodo di interruzione.
Le contraddizioni e le difficoltà non mancano, le buone occasioni neppure, Aurora è una zona per la quale si auspica una rinascita partecipata e condivisa, visto che buona parte del futuro della città abita proprio qui.
Immagine di copertina: inaugurazione del laboratorio hi tech per imparare a progettare con l’intelligenza artificiale dello IAAD, Torino (© iaad)



























