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Ilaria La CorteWritten by: Mosaico Professione e Formazione

World Architecture Festival, a Lisbona i mondiali (per l’élite)

La capitale lusitana ha ospitato per la prima volta un evento connesso con la sua Triennale. Ha vinto la Quay Quarter Tower dei danesi 3XN

 

LISBONA. Oltre alle imprese dalla sua “Seleção” nei mondiali di calcio, il Portogallo, quest’anno, può decisamente godersi il ruolo di punta che si è guadagnato nel campionato internazionale dell’architettura. In concomitanza con lo scorcio della Triennale di Architettura (conclusasi il 5 dicembre), la capitale lusitana ha ospitato, per la prima volta, il World Architecture Festival (WAF), l’annuale evento mondiale che, da oltre un decennio, riunisce la comunità internazionale dell’architettura e celebra i progetti più interessanti del panorama contemporaneo. Giunto alla sua 15° edizione, la prima in presenza dopo il Covid, il WAF si è svolto dal 30 novembre al 2 dicembre all’interno della Feira Internacional de Lisboa. E per l’edizione 2022 lo storico direttore del festival, Paul Finch, sembra avere voluto stabilire un ponte (non solo temporale) con la concomitante Triennale.

 

“Together”, guardando verso la Triennale di Lisbona

Il tema di quest’anno, “Together”, rimanda inequivocabilmente alle riflessioni avviate dalla Triennale su come l’architettura stia rispondendo al rinnovamento della vita collettiva post-pandemia alla luce, soprattutto, dell’impegno per contrastare il cambiamento climatico. E, non a caso, gli stessi curatori delle Triennale, Diogo Burnay e Cristina Veríssimo, hanno presentato “Terra” alla platea internazionale del WAF, calcando il palco principale alla pari di “giganti” come Peter Cook.

Una tre giorni, quella del WAF, fitta di eventi scanditi da un’ormai consolidata (quanto macchinosa) formula che comprende conferenze tematiche, un’area espositiva, attività di networking ed eventi sociali, il tutto al centro di un vivace carosello di premi dedicati a celebrare l’eccellenza architettonica mondiale attraverso presentazioni live dei progetti al cospetto di super giurie internazionali.

La shortlist delle 420 architetture finaliste, selezionate tra centinaia di proposte provenienti da oltre 50 paesi, si struttura su tre categorie principali – Completed Buildings, Future Projects e Landscape – affiancate da numerosi premi speciali: alcune vecchie conoscenze come il Best Use of Colour Prize, Best Use of Natural Light Prize, insieme a nuovi premi come l’International Building Beauty e il “Lisbon Prize” che celebra il miglior edificio della città, sede del festival di quest’anno, recentemente completato. Tale riconoscimento è andato alla sede di Ageas Tejo, progettata da Capinha Lopes Consulting: un edificio per uffici che, con i suoi 17.400 mq distribuiti su 14 piani, segna un nuovo landmark nel quartiere di Parque das Nações (ex area Expo ‘98), declinando un nuovo concetto di spazio di lavoro con uno sguardo attento alle questioni ambientali e alla sostenibilità.

La rosa dei candidati ha incluso anche la sezione Future Projects nell’ambito dei WAFX Awards, un programma dedicato ai progetti che affrontano in maniera esemplare le principali questioni riguardanti la società e il pianeta, dall’emergenza climatica alla costruzione di comunità resilienti: tra questi, la premiata Tower of Life, un’iconica torre a Dakar, firmata da Built by Associative Data (BAD) e da Guallart Architects come macchina ecologica in grado di aprire una strada al ruolo globale dell’Africa in materia di progettazione e sviluppo sostenibile.

 

Inside, the best of interior design

Sotto il segno di “Inside” – il festival gemello di WAF – sono stati presentati i migliori esempi internazionali di interior design. La shortlist 2022 contempla 65 candidati che hanno declinato le tendenze globali secondo diverse forme e scale. Il progetto vincitore è la Biblioteca per bambini di Pingtan (piccolo villaggio della Cina meridionale) che, oltre a interpretare “poeticamente” il tema progettuale del legno, utilizzato sia in modo strutturale che decorativo, rappresenta un interessante esempio di progettazione partecipativa, a dimostrazione del fatto che in un momento in cui l’architettura, soprattutto in metropoli urbane come Hong Kong, sembra aver perso l’anima, è possibile ritrovare la consapevolezza della sua importanza sociale.

 

World Building of the Year 2022, the winner is…

Il 2 dicembre, nella suggestiva cornice del Convento do Beato, che ha ospitato la cena di gala conclusiva, è stato annunciato il vincitore dell’edizione 2022. Il blasonato studio danese 3XN Architects si è aggiudicato il premio per il World Building of the Year 2022 con la sua Quay Quarter Tower (già vincitrice dell’International High-Rise Award 2022/23), la mastodontica “torre riciclata” di 206 metri, sorta sul 60% di una struttura preesistente e composta da cinque volumi mobili impilati uno sull’altro, in grado di far impallidire la pur spettacolare Opera House, icona architettonica del porto di Sydney.

 

WAF 2022, “Insieme” ma non troppo

A dispetto del suo titolo, la logica della simultaneità (per cui le presentazioni dei progetti selezionati avvengono in contemporanea in 17 diverse “critic rooms”) non favorisce una lettura d’insieme dei contenuti del festival che si riesce a ottenere solamente nella corsa finale per il premio World Building of the Year 2022, quando le opere vincitrici delle singole categorie vengono presentate in successione davanti alla platea del palco principale.

Secondo Finch, il merito del WAF è quello di far ricordare ai suoi partecipanti il motivo per cui innamorarsi quotidianamente dell’architettura. Nel complesso, tuttavia, ciò che resta è il sapore di un evento troppo esclusivo che deve risolvere la sostanziale incomunicabilità con un pubblico più ampio che non contempli solo architetti e addetti ai lavori.

Archiviata l’edizione 2022, il WAF lascia l’Europa per tornare, l’anno prossimo, a Singapore, città che l’ha già ospitato dal 2012 al 2015.

Immagine di copertina: © Ilaria La Corte

 

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Last modified: 7 Dicembre 2022