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Arianna PanarellaWritten by: Design

FuoriSalone 2021: forme dell’abitare tra le strade di Milano

Il ritorno della manifestazione in città quasi non ha fatto rimpiangere l’edizione 2019, con meno installazioni spettacolari e maggiore selezione

 

MILANO. Il rientro dalle vacanze ha fatto ritrovare ai milanesi una città diversa: affollata, colorata e viva come non si vedeva da tempo. I tanto attesi SuperSalone e il Fuorisalone, eccezionalmente spostati a settembre, hanno invaso la città facendo quasi dimenticare l’ultimo anno e mezzo di pandemia.

“Forme dell’Abitare” è il tema che ha accompagnato il ricchissimo percorso tra esposizioni ed eventi del Fuorisalone, che ha cercato di riportare il concetto dell’abitare al centro del dibattito sul design. La pandemia ha lasciato un forte segno sia nel mondo domestico che lavorativo, cambiamenti che non possono essere negati. Temi come la trasformabilità degli spazi, l’importanza di alcuni arredi, i materiali sostenibili devono continuare ad essere elementi su cui lavorare.

Un’edizione attesa, criticata, forse sottovalutata, che ha visto meno installazioni spettacolari, ma una selezione maggiore dei materiali e contenuti distribuiti in tutti i distretti del design senza quasi fare rimpiangere l’ultima edizione del 2019. Dopo tanto digitale c’era bisogno, anche nel mondo del design, di un ritorno “dal vivo” come occasione per rilanciare anche l’immagine della città, ma soprattutto per riscoprire angoli, strade, luoghi che si erano spenti con la pandemia.

Perdendoci tra distretti e location, vecchie e nuove, abbiamo selezionato alcuni eventi dell’edizione 2021.

 

Location

Nel distretto delle 5 vie, Palazzo Litta è ormai un consolidato luogo della Design Week. “Design Variations”, l’esposizione a cura di MoscaPartners, ha visto la partecipazione di progettisti di fama internazionale, celebri aziende, ma anche piccole realtà. Un design fatto di contaminazioni materiche, tecnologiche e progettuali, ma anche di incontri di storie e provenienze geografiche diverse. Varcata la soglia del palazzo, la protagonista del cortile d’onore è stata la cabina da spiaggia oversize firmata da Studio Aires Mateus, una delle installazioni più fotografate di questo Salone.

A pochi passi, negli splenditi spazi di Palazzo Turati, “Masterly-The Dutch”, curato da Nicole Uniquole, ha coinvolto 80 partecipanti per raccontare l’Olanda attraverso designer, architetti, artigiani, artisti, scuole, aziende, e anche il questo caso il cortile è stato oggetto di un’installazione molto particolare: un’invasione di orchidee ha colorato lo spazio.

Il magazine “Toiletpaper” dell’artista Maurizio Cattelan e del fotografo Pierpaolo Ferrari è stato tra i protagonisti di questo Fuorisalone con l’apertura degli spazi della propria sede (la cui facciata in anni recenti è diventata tra i soggetti più fotografati del capoluogo) per lanciare il nuovo e dirompente brand Toiletpaper Home, frutto della collaborazione fra Toiletpaper e Seletti. E sempre ad opera del magazine è l’installazione site specific nei suggestivi spazi della piscina comunale Cozzi dal titolo “Be Water”, che rimarrà fino al 2022.

Tra arte e design anche l’installazione di Gufram, che ha scelto una delle piazze più caratteristiche della città per celebrare i 50 anni di “Pratone”, uno dei suoi oggetti più iconici. In Piazza San Fedele, alle spalle di Palazzo Marino, una visionaria gigantografia del noto oggetto di design progettato nel 1971 da Ceretti, Derossi, Rosso, che mantenendo il colore, le proporzioni e la tradizionale “morbidezza”, ha svettato tra le architetture manieriste.

Il noto Superstudio era meno denso d’installazioni e aziende, ma forse per questo più interessante. In particolare, “1000 vases”, una mostra di 1.000 pezzi unici realizzati da designer e artisti indipendenti provenienti da oltre 40 paesi, a cura di Francesco Pirrello, e disposti lungo una gigantesca libreria. “Cult&Must 2000/2020” ha messo in scena una retrospettiva sul design italiano degli ultimi 20 anni, a cura di Giulio Cappellini, suddivisa in aree tematiche.

Sempre all’interno del Tortona Design District, negli spazi di Base Milano, le stanze di casaBASE si sono trasformate in una vera e propria casa ospitando 5 designer emergenti. Nell’ambito del progetto “Temporary Home” ognuno ha utilizzato lo spazio a disposizione per condividere la sua visione di Future living, all’insegna dei valori che accomunano IKEA e BASE: creatività, sostenibilità e ricerca nel campo dell’innovazione. La casa del futuro sarà una sostenibile e fortemente personalizzata, riflettendo, attraverso l’ottimizzazione degli spazi, l’attenzione alle risorse materiali, spirituali e di tempo. Ecco quindi una casa dagli spazi ridotti, pensata per le città, funzionale e pronta ad adattarsi alle esigenze di chi la abita. Uno spazio sviluppato in verticale, con soppalchi e arredi sostenibili e che apre le porte alla natura, quando forse un domani ce ne sarà meno all’esterno, e alla pratica del riciclo.

Alcova ci ha abituati ormai da qualche anno a mostre dall’anima sperimentale, a farci scoprire talenti emergenti e le nuove istanze, ma anche a farci riscoprire luoghi nascosti e periferici di Milano. In questa edizione è stato scelto l’ex Ospedale Militare di Baggio. La mostra è stata distribuita su tre edifici: la casa delle suore, la cappella e la lavanderia, circondati dal verde che ormai hai quasi divorato gli edifici. Un’area espositiva di 3.500 mq tra esterni e interni. Tra i lavori interessanti, quelli del duo giapponese SPREAD, fondato da Haruna Yamada e Hirokazu Kobayashi che usano il colore, la stampa tipografica e il graphic design per rivitalizzare il design del paesaggio, mentre gli studenti del Master of Arts and Interior Architecture della Head Genève, guidati da India Mahdavi, hanno portato un progetto di interni che decostruisce una referenza iconica: gli interni del Korova Milk Bar del celebre film Arancia Meccanica.

 

La mostra di “Interni” sui 30 anni del FuoriSalone

Tra le location consuete non si possono non citare gli spazi dell’Università Statale con la grande mostra di “Interni”, che festeggia i 30 anni del FuoriSalone nato, per l’appunto, su iniziativa della rivista. Quest’anno il focus era su tre temi principali: “Cura, Sostenibilità, Mobilità”, sviluppato con installazioni interessanti ma non memorabili, fatta eccezione per il progetto nell’Orto botanico di Brera. La suggestiva installazione di bolle sospese “Natural Capital”, progettata da Carlo Ratti Associati per Eni con il contributo di Italo Rota (Creative Lead) e la ricerca scientifica di Alessio Fini, aveva lo scopo di accrescere la consapevolezza dei visitatori sul ruolo delle foreste nel contrasto al cambiamento climatico, mostrando la Co2 catturata dalle diverse specie presenti nell’Orto botanico di Brera e i rischi derivanti dalla deforestazione, tra le prime cause di aumento della Co2 in atmosfera.

 

I distretti del design

Hanno conquistato tutta la città: Isola Design District, Porta romana, Lambrate Tortona, Ventura Projects, Sant’Ambrogio, Porta Venezia, Alpha Distric e Brera Design District, dove si sono concentrate il maggior numero di aziende ed eventi.

Dimoregallery, uno degli spazi da sempre più visitati e apprezzati, con l’allestimento “Past Present Future” attraverso le stanze dell’appartamento di via Solferino 11 ci ha condotto in un viaggio nello spazio e nel tempo, per riscoprire le radici del design italiano, ma con uno sguardo rivolto al futuro.

Un ritorno al passato anche con l’iconica “Dior Medallion Chair” che in occasione della Design week è diventata un opera d’arte attraverso il lavoro di diciassette artisti e designer che l’hanno reinterpretata ed esposta nei suggestivi spazi di Palazzo Citterio (futura sede della collezione di arte moderna della Pinacoteca di Brera).

Nel grande spazio della Pelota, Hermès trasferisce la dimensione dell’oggetto su scala architettonica con l’allestimento di 5 piccoli padiglioni colorati. Un’installazione suggestiva a cui hanno lavorato gli artigiani decoratori dell’opera milanese “La Scala” sotto la curatela di Charlotte Macaux Perelman, co-direttore artistico della Maison Hermès insieme ad Alexis Fabry, per decorare interamente a mano le cinque casette in legno, i cui oggetti all’interno rimandano anch’essi all’artigianalità.

In mezzo agli showroom, agli allestimenti di interior e alle installazioni dei grandi marchi spicca il lavoro degli studenti dell’ECAL di Losanna. Quest’anno il tema scelto dalla scuola è stato l’abuso di smartphone. Gli allievi di Media & Interaction Design lo hanno interpretato con grande ironia e padronanza tecnologica, attraverso una serie di installazioni e idee semplici ma geniali.

Nel distretto di Sant’Ambrogio all’interno dei spazi del Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci è stata allestita la terza edizione di RoGUILTLESSPLASTIC, progetto internazionale di sensibilizzazione per il riutilizzo, il riciclo e l’upcycle dei rifiuti promossa dalla gallerista Rossana Orlandi. Tra i progetti più interessanti Houseboat, dell’architetto Lucio Micheletti, realizzato da Rubner Haus: una piccola torre blu, uno spazio su due livelli in continuo dialogo con l’esterno che ricorda la casa blu di Chagall.

 

Mostre

Negli spazi della Galleria d’Arte Moderna, Bulgari ha raccontato l’evoluzione delle forme, il fascino della continua trasformazione e dell’innovazione. Da qui il titolo “Metamorphosis”, per la direzione artistica di Alba Cappellieri. In mostra l’alta gioielleria e le opere e i linguaggi artistici di quattro artisti internazionali, ognuno con una stanza monografica a disposizione.

In Triennale“Allusioni Iperformali” è dedicata agli arredi realizzati da Carlo Mollino per Casa Albonico. Un progetto straordinario e contemporaneo anche a distanza di quasi ottant’anni, con oggetti che vanno in mostra per la prima volta, nell’allestimento di Carlo Gandolfi, Studio Bunker.

Nello spazio di Corso Como 10 in mostra “Nanda Vigo, incontri ravvicinati. Arte, Architettura, Design” in collaborazione con Archivio Nanda Vigo, Luca Preti e Glas Italia. Attraverso l’arte, l’architettura e il design, il percorso espositivo è un viaggio nello spazio e nel tempo, dove ogni opera è ambientale e si confronta con lo spazio, con il tempo e con la luce attraverso rari prototipi fuori produzione e pezzi unici.

A proposito di maestri, degna di nota l’iniziativa di Olivari in collaborazione con Ad Urbem, che ha organizzato una serie di visite guidate alla Torre al Parco, edificio residenziale simbolo dell’architettura di Vico Magistretti in cui disegnò, per le porte e gli infissi, una maniglia realizzata da Olivari nel 1956. Un buon modo per sottolineare l’importanza del nostro patrimonio architettonico, non solo antico.

 

Showroom

D Studio ha inaugurato in via Durini un unico showroom per tutti i marchi di Design Holding: B&B Italia, Maxalto, Azucena, Arclinea, Flos e Louis Poulsen. Si può vivere la visita negli spazi come fossimo in un museo del design, tra poltrone di Gaetano Pesce e lampade di Achille Castiglioni. Se la lista di maestri è lunga, allo stesso tempo gli allestimenti sono perfetti per suggerire ambienti ed invogliare all’acquisto.

In una settimana anomala, con il Supersalone a Rho che ha trasformato la Fiera in un format più simile a un’operazione culturale che commerciale, gli showroom in città hanno riconquistano una centralità inusuale.

Nella via della luce, Corso Monforte, emerge infine Flos, che celebra i cinquant’anni della “Parentesi” disegnata da Pio Manzù e Achille Castiglioni con l’installazione che mette in scena una fitta trama di lampade, a cura di Calvi Brambilla.

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Last modified: 15 Settembre 2021