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Giovanni BellucciWritten by: Città e Territorio Mosaico

Ritratti di città. Stoccolma verticale

Le principali trasformazioni della capitale svedese nell’ultimo decennio. Seconda parte dedicata a tre casi di densificazione in aree di trasformazione

 

LEGGI LA PRIMA PARTE

 

La modifica dello skyline di molte città europee con decine di grattacieli recentemente realizzati ha avviato dibattiti interdisciplinari sull’opportunità di inserire questi tipi edilizi in città dall’impianto prevalentemente orizzontale a bassa densità. A Stoccolma il tema si pone in concomitanza di interventi su vasta scala che, oltre a modificare le precedenti funzioni, configurano potenti landmark.

 

A nord-ovest, la nuova immagine di Hagastaden

E’ il caso delle Norra Tornen, completate lo scorso autunno. Si tratta di due torri residenziali, che sono la parte più riconoscibile di un intervento voluto nel 2010 dall’Ufficio urbanistico della capitale e dell’architetto Aleksander Wolodarski, che prefigurava la realizzazione di due edifici gemelli alti 140 metri. A seguito dell’abbandono del principale partner finanziatore del progetto, nel 2013 subentrano nuovi protagonisti tra cui il costruttore, la società svedese Oscar Properties, e Reinier de Graaf di studio OMA. Approvato nel 2013 il nuovo schema, nel 2016 parte la costruzione della torre est (125 m), mentre nel 2018 iniziano i lavori per quella ovest (110 m): un cantiere concluso con grande rapidità grazie all’utilizzo di pannelli in calcestruzzo prefabbricato.

Sono invece ancora in corso i lavori nel resto dell’area di Hagastaden, tra il campus del Karolinska Institutet a nord e del quartiere residenziale Vasastan a sud.

Entro il 2027 si procederà all’interramento quasi totale della tangenziale e l’adiacente parco binari, oltre alla rimozione dell’area logistica che ha sempre segnato una profonda cesura in questa zona della città. Qui sorgeranno altri complessi residenziali, un parco e altri edifici a servizio del Karolinska, una delle facoltà di medicina più importanti al mondo. Esattamente come le torri e gli altri volumi residenziali hanno introdotto in quest’area un modello abitativo ad alta densità diverso da quello preesistente, anche la terza fase di espansione del Karolinska è segnata dalla costruzione di grandi complessi polifunzionali differenti dagli storici e misurati padiglioni isolati in mattoni.

Tra i pochi progetti che invece ribadiscono questo modello reinterpretandolo in chiave moderna c’è l’Auditorium (o Aula Medica) progettato da Gert Wingårdh. Inaugurato nel 2013, l’edificio è strettamente connesso alle altre zone ed edifici del campus da percorsi e vie sopraelevate. Le sue facciate fuori piombo in vetro policromo riflettono prospettive inattese e scorci colorati in funzione dell’incidenza dei raggi solari.

 

Riqualificazione dell’area di Liljeholmskajen

La zona di Stoccolma in cui è più evidente l’inserimento di edifici verticali è l’ex area portuale di Liljeholmskajen. Sviluppatasi dalla fine dell’Ottocento, la posizione strategica e l’impianto di uno scalo ferroviario attraverso il quale veicolare merci e materiali alle industrie sorte verso sud hanno portato alla creazione del maggiore distretto industriale della capitale (Västberga industriområde). Oggi le ex sedi della LM Ericsson e della Aktiebolaget Strängbetong (che nel 1939 introduce in Svezia il brevetto per la realizzazione di elementi in calcestruzzo prefabbricato) sono state convertite in spazi culturali. Non meno interessante l’evoluzione funzionale del vecchio impianto della Vin & Spirit AB, che dal 1917 commercializza bevande alcoliche. L’azienda possedeva cinque magazzini lunghi circa 150 m scavati nella roccia che, dopo decenni di abbandono, sono stati convertiti a nuovi usi. Due di questi tunnel oggi custodiscono una parte consistente degli Archivi della Città (Stockholm Stadsarkivet) in una moderna sede progettata dallo studio Ahrbom & Partner inaugurata nel giugno 2019, con spazi multimediali per le ricerche ed altri per conferenze e mostre.

Viceversa, tutti gli ex magazzini collocati sulle banchine sono stati demoliti, liberando così il waterfront destinato a funzioni prevalentemente residenziali. Pur utilizzando modelli differenti, i progettisti hanno messo in campo strategie insediative intensive, legittimate dai piani urbanistici vigenti. Sono quindi sorte torri verticali ma anche “orizzontali” come il Brohuset (casa-ponte), un volume lamellare lungo oltre 100 metri che segna il confine occidentale dell’area configurandosi come una vera e propria barriera fisica e visuale rispetto ai vicini ponti ferroviari. Progettato sempre da Wingårdh, l’edificio si apre quasi completamente sui fronti nord e ovest inquadrando la sequenza di sette edifici abitativi a corte, da quattro dei quali si innalzano altrettante torri residenziali, di cui tre già completate. La più alta, Kajplats 6, è firmata dall’architetto italiano Alessandro Ripellino. La monolitica elevazione di 24 piani per 90 m è sormontata da un aereo volume vetrato in cui sta per essere ultimato l’allestimento di un ristorante panoramico.

 

Gullmarsplan e Södra Hammarbyhamnen: da area industriale a nuova porta meridionale della città

In stretta contiguità con l’ingresso principale in città da sud, in corrispondenza della zona nevralgica di Gullmarsplan e la poderosa infrastruttura viaria dello Skanstullsbron, dagli anni venti si sviluppa l’area di Södra Hammarbyhamnen, caratterizzata da magazzini e stabilimenti industriali. L’abbandono delle strutture a seguito della dislocazione dell’area portuale avviato negli anni settanta trova soluzione nel 1997 quando Stoccolma si candida ad ospitare i Giochi Olimpici del 2004 con il progetto di destinare l’intera zona a villaggio olimpico.

Sfumata la designazione in favore di Atene, il masterplan elaborato da Jan Inghe-Hagström e Tengbom Arkitekter & Partners viene mantenuto e partono i primi cantieri di quello che oggi è un moderno quartiere residenziale arricchito da pochi ma iconici complessi per uffici. Tra questi la Sthlm 01 (o Skanska Skrapan), un grattacielo di 27 piani completato nell’autunno del 2020 per ospitare la nuova sede direzionale di Skanska, colosso svedese delle costruzioni. Progettato dallo studio Sauerbruch Hutton, il nuovo landmark a sud della capitale si caratterizza per l’impostazione planimetrica a tridente e l’emblematica scelta del fuori piombo di tutti i prospetti, ribadendo temi linguistici consolidati dello studio tedesco. La connessione con il contesto caratterizzato da repentini cambi di quota è risolto con percorsi differenziati (carrabili, ciclabili e pedonali) che danno continuità al tema infrastrutturale, connettendo il potente segno verticale con il contesto.

Diverso invece l’approccio scelto per la nuova sede di White Arkitekt, realizzata sulla riva opposta dell’Hammarbyslussen nella parte meridionale di Södermalm. Lo studio, che negli ultimi decenni ha avuto una crescita notevole aggiudicandosi commesse e riconoscimenti prestigiosi in tutta Europa, dal 2003 occupa i nuovi uffici di Stoccolma all’interno di una teca in vetro in cui le geometrie richiamano i semplici volumi degli ex edifici industriali. Katsan, questo il nome dell’architettura disegnata da Bengt Svensson, si caratterizza per la grande attenzione alla sostenibilità, tema peraltro che accomuna tutti gli edifici di Södra Hammarbyhamnen.

A 60 anni dal completamento del discusso piano di Sven Markelius per il centro città, che ha portato alla costruzione delle cinque torri le quali costituiscono ancora oggi una delle principali mete architettoniche per chi arriva a Stoccolma, queste recenti opere qui descritte accrescono i temi sul tavolo. Forse, solo la giusta distanza temporale potrà dare risposte obiettive e non ideologiche. Appuntamento dunque qui, tra sessant’anni.

 

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Last modified: 31 Maggio 2021