La vita del Palazzo di giustizia di Anversa ha avuto un inizio controverso: la stampa popolare e quella generale hanno attaccato ledificio federale per leccessivo budget e per lalto compenso corrisposto allo studio del britannico Richard Rogers, sebbene il costo si aggirasse intorno alla media di 2.500 euro al metro quadro. A pochi giorni dal completamento è stato sarcasticamente chiamato «sacchetti di patatine capovolti», ma dopo cinque anni lumore è cambiato: il «palazzo farfalla» ha spiegato le sue ali e ha persino cominciato a convincere i critici più severi.
Sulla scia del Guggenheim di Bilbao, ledificio di Anversa doveva diventare una prestigiosa icona capace di migliorare limmagine del ministero di Giustizia federale belga. Sarebbe tuttavia ingiusto guardarlo unicamente dalla prospettiva della strategia di Bilbao, che aveva un disperato bisogno di fama architettonica. A differenza della città basca, infatti, Anversa possedeva già architetture rappresentative che la rendevano uninteressante meta turistica. Le imponenti ali rivestite in acciaio del Palazzo e la sua importante ubicazione nel paesaggio continuano ad attirare lattenzione internazionale; così, ledificio è diventato una pietra miliare iconica, ma forse i suoi valori intrinseci vanno ben al di là di ciò.
«Non ci aspettavamo che ledificio si evolvesse come sta avvenendo», ci dice Annick Van de Velden, responsabile della gestione, «lo stiamo addirittura mettendo a disposizione per grandi eventi pubblici come concerti jazz o serate di beneficenza». Dopo anni di sofferenze, il Palazzo di giustizia si apre finalmente al quartiere. «Siamo sempre contenti quando gli scolari mangiano sul prato, a riprova del fatto che ledificio comincia a essere parte integrante dellambiente circostante». In effetti uno degli obiettivi di Rogers era proprio integrare la struttura in un progetto più ampio. «Questo masterplan determina prospettive future per il quartiere, anche se potrebbero volerci ancora ventanni prima che si realizzino», dice il direttore della gestione del Palazzo Jacques Mahieu.
La realizzazione non ha ridotto le continue esigenze di un ministero della Giustizia efficiente e visibile. Come ci si aspettava, ledificio non ha risolto questi problemi ma ha dato al personale un inconfondibile senso dorgoglio. Nel sito dello Stato federale, il palazzo incarna con fierezza una pratica della giustizia nuova, efficiente e modernissima in Belgio: ununione sublime di tecnologia e poesia.
Al di là dei valori di rappresentanza, lopera stimola interrogativi fondamentali in termini di funzionalità, sicurezza, trasparenza, accessibilità e comfort acustico. «È vero che non tutto funziona in maniera ottimale: la scala monumentale non si può usare a temperature inferiori ai cinque gradi», dice larchitetto e ingegnere Pierre Beniers che ha seguito da vicino la realizzazione in veste di progettista ingaggiato dal ministero dellEdilizia. «È anche un peccato che il salone centrale non sia organizzato come un vero e proprio punto dincontro perché mancano le sedie: secondo lidea dellarchitetto, funge più da strada», spiega Mahieu, «I lunghi corridoi che portano al salone centrale rendono le ali entità separate, non connesse luna allaltra. Un altro difetto è rappresentato da costi di manutenzione relativamente alti perché ledificio è in affitto, non di nostra proprietà».
Gli aspetti positivi, però, sono più evidenti. «È un edificio efficiente in termini energetici grazie al riuso dellacqua e allottima gestione dellilluminazione e della ventilazione naturali. I costi di riscaldamento e raffreddamento sono assai inferiori rispetto a quelli degli edifici convenzionali del passato se si eccettua laria condizionata», dice Beniers. «Però il raffreddamento non sempre funziona bene», lascia intendere il direttore della gestione. Per quanto riguarda la prestazione acustica tutti si dicono entusiasti: sebbene ledificio sia quasi interamente in vetro e cemento, la riverberazione del suono è ottima.
Lintervento ha stimolato il rinnovamento e lo sviluppo urbano? La zona sud di Anversa era già sede di una palpitante scena artistica davanguardia molto tempo prima che Rogers cominciasse a disegnare il Palazzo. Si può dire che ledificio abbia accelerato laffluenza dei classi altolocate nella zona.
Che cosa cè in serbo per il futuro? «Stiamo pensando di aprire un asilo e delle strutture sportive e, alla lunga, dintrodurre sale per videoconferenze che favoriscano la multifunzionalità delledificio. Vogliamo che sia un punto di riferimento per gli abitanti del posto, non solo per gli avvocati», dice Mahieu. «Ledificio è disegnato per sostenere tali cambiamenti». Lattuale posizione presenta però degli svantaggi: «Pur essendo ben collegato tramite diverse linee tranviarie, ledificio è comunque fuori dal centro della città e isolato da una circonvallazione», spiega Van de Velden. Però non sarebbe azzardato affermare che nel lontano futuro potrebbe ritrovarsi nel cuore di una nuova zona urbana e non più in periferia, almeno stando al masterplan di Rogers.
In un Stato federale come il Belgio, erigere edifici governativi si è rivelato complesso. Il nuovo palagiustizia di Anversa è diventato un precedente per le opere future: per molti versi, infatti, rappresenta un modello in quanto realizza in maniera eloquente un tipo di monumentalità pacata e intelligente che organizza, unisce e attira invece di limitarsi a impressionare; non da ultimo perché la gente adora lavorare lì.
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