Faceva caldo e le aspettative erano elevatissime. Ma già durante il weekend inaugurale era chiaro che questanno la mostra sarebbe stata un successo. Il tema è un concetto molto ampio e alquanto nebuloso, ma anche orientato allesplorazione del ruolo pubblico dellarchitettura [
]. Se la Biennale del 2008 è stata, come ha scritto Baratta, «allegramente pessimista», Sejima rimpiazza il nichilismo con un ottimismo giocoso. Molte delle esposizioni sono più interessate alleffimero, allesperienza e alla temporaneità piuttosto che alla magniloquenza, allostentazione e al guadagno. Anche lo stadio presentato dal Regno Unito, un modellino in legno in scala 1:10 che riproduce una sezione dello Stadio Olimpico di Londra, non è stato costruito per celebrare la grandiosità dellevento, ma per stimolare la discussione. Nel susseguirsi sensuale e teatrale delle sale espositive dellArsenale, il film in 3D di Wim Wenders, realizzato per il Rolex Learning Centre dello studio di architettura Sanaa, è seguito da «Cloudscapes» uninstallazione dove una passerella a spirale attraversa una nuvola generata artificialmente [
]. Hans Ulrich Obrist, invece, utilizza la sua sala espositiva per registrare e trasmettere una serie di interviste con i partecipanti della Biennale inserendo questo lavoro in uno più ampio ancora in corso [
]. Il continuo susseguirsi di interviste può apparire inquietante e monomaniacale, ma dal punto di vista scenico, questa scelta risulta vincente, sebbene non priva di alcuni risvolti comici [
]. Altrettanto inquietante è la sala di Olafur Eliasson dove una spirale dacqua illuminata da luci stroboscopiche schiocca improvvisamente come una frustata sul duro pavimento. Il visitatore ne esce bagnato per ritrovarsi di fronte alla cupola incompiuta di Wang Shu con ancora la vista annebbiata. Due sale più in là, si arriva allinstallazione di Janet Cardiff in cui 40 altoparlanti trasmettono musica rinascimentale. Navigando tra le casse si può sentire ogni singola parte corale o, negli intervalli, dei rumori di passi e degli schiarimenti di voce [
]. I Giardini ospitavano invece una concentrazione di padiglioni alquanto stravaganti, mentre il Palazzo delle Esposizioni presentava delle opere decisamente più teatrali. Lo studio Oma/ Amo rubava la scena con la sua indagine sul ruolo
della conservazione. Tutto questo contrastava con il padiglione del Barhain. Per la prima volta in mostra, questo paese ha portato con sé alcune capanne in legno prelevate direttamente dal loro sito dorigine. Allinterno delle capanne, delle video interviste con i pescatori che le abitano – i cui mezzi di sostentamento sono minacciati da una pesca eccessiva e dal sottosviluppo – discutono sul significato delle capanne stesse senza sentimentalismo. Sembra quindi una scelta azzeccata per una Biennale così ben meditata da farti volentieri trasportare, quella di averlo premiato con il Leone dOro per il miglior padiglione.
(Visited 43 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Concorsi di paesaggio, senza paesaggisti 17 Luglio 2026
- Tavolo salvaspazio allungabile: la soluzione intelligente per ambienti piccoli e multifunzionali 17 Luglio 2026
- Venezia, città a breve termine 15 Luglio 2026
- Ri_visitati. Museo Nivola, traccia delicata in un paesaggio senza tempo 14 Luglio 2026
- Elisa Valero: Sognate, architetti, sognate 14 Luglio 2026
- Ettore Sottsass, l’architetto che fa domande 13 Luglio 2026
- UIA, dove vai? 13 Luglio 2026
- Neuroestetica dell’abitare: come la casa stimola risposte nel nostro cervello 13 Luglio 2026
- Ritratti di città. Aarhus, bella e ci vivrei (a poterselo permettere) 11 Luglio 2026
- Tante idee, molte code, poca architettura 10 Luglio 2026
- Nel Bosco (Colto) dove si coltiva il futuro 8 Luglio 2026
- Oltre il verde: Turenscape e i progetti-spugna 8 Luglio 2026
- Backrooms: il film delle stanze oltre il limite 7 Luglio 2026
- Terre rare: i materiali contano 7 Luglio 2026
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
biennale venezia 2018
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
docomomo
fiere
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
patrimonio
Pianificazione
premi
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















