È quasi conclusa la redazione del nuovo Piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia (PPTR), avviato nel 2007. Il Piano, che sarà presentato in bozza nel secondo ciclo di conferenze darea durante il mese di luglio, affronta il complesso tema della pianificazione paesistica con lobiettivo di costruire regole condivise di trasformazione del territorio che consentano di valorizzarne i caratteri identitari. In esso il paesaggio è considerato come un patrimonio che va non solo conservato, ma valorizzato e riqualificato attraverso progetti, incentivi, mobilitazione sociale oltre che regole, vincoli e norme.
La struttura del Piano è organizzata in tre parti: lAtlante del patrimonio territoriale, ambientale e paesaggistico, lo Scenario strategico, le Norme.
LAtlante, elaborato durante la prima fase di lavoro, raccoglie lintero quadro conoscitivo nel tentativo di costruire una visione condivisa dei caratteri del paesaggio pugliese. Il documento descrive gli elementi identitari del territorio come invarianti, cogliendone le regole che hanno guidato i processi di lunga durata e le loro condizioni di riproducibilità.
Lo Scenario strategico delinea invece le logiche che debbono guidare i progetti, la definizione di obiettivi di qualità, la costruzione di linee guida su alcuni temi specifici, la definizione di regole per lapparato normativo. Questi i principali obiettivi generali: attivare la produzione sociale del paesaggio, sviluppare la qualità ambientale del territorio, valorizzare i paesaggi e le figure territoriali di lunga durata, valorizzare il patrimonio identitario culturale e insediativo ma anche riqualificare i paesaggi degradati delle urbanizzazioni contemporanee, riqualificare e valorizzare i paesaggi costieri, definire standard di qualità territoriale e paesaggistica nello sviluppo delle energie rinnovabili. A differenza di altri piani paesistici, quello pugliese assume valenza di Piano territoriale regionale e quindi definisce indirizzi e direttive non solo in campo ambientale e strettamente paesaggistico ma anche territoriale, condizionando a tutto campo gli assetti futuri della re gione. Con lobiettivo di elevare la qualità ecologica, paesaggistica e insediativa su tutto il territorio regionale il Piano si occupa infatti, oltre che dei paesaggi di valore, anche dindividuare uno scenario di trasformazione per le periferie degradate, le aree industriali, la campagna urbanizzata. Il rapporto tra margini urbani e spazio agricolo periurbano diviene, ad esempio, oggetto di linee guida e di una specifica strategia progettuale che nella definizione di un nuovo patto città-campagna si occupa della riqualificazione delle periferie e della valorizzazione dello spazio agricolo limitrofo, considerato risorsa per la riqualificazione dei tessuti periferici ma anche occasione per la valorizzazione agricola di aree spesso degradate. Lo scenario del patto città-campagna incrocia poi la nuova rete ecologica, il progetto della mobilità, lo scenario di recupero e valorizzazione costiera.
Il Piano si propone di costruire un ampio consenso attraverso processi partecipativi che si traducono in conferenze darea, nellavvio di un osservatorio, nella costruzione di progetti pilota sperimentali. Questi ultimi sono stati in alcuni casi già avviati durante la stesura, di concerto con gli enti locali, le associazioni e le università.
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