La Stazione zoologica Anton Dohrn, patrimonio di Napoli

by • 7 febbraio 2017 • Forum, Patrimonio2658

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Riceviamo e pubblichiamo un appello del professor Gianluca Frediani, nipote del progettista della biblioteca scientifica della Stazione, contro gli esiti di un concorso bandito da Fondazione Inarcassa

 

Caro Giornale,

mi permetto d’inviare questo appello in difesa di un monumento forse unico al mondo per il suo valore artistico e scientifico: la Stazione zoologica “Anton Dohrn” di Napoli; un monumento oggi in pericolo a causa d’improvvisati progetti di demolizione.

Mi sia consentito richiamare alcuni tratti della sua storia. La Stazione è intitolata al suo fondatore, lo scienziato tedesco Anton Dohrn, che nel 1872 la costruì con la collaborazione di Adolf von Hildebrand e Hans von Marées, cui si debbono i notevoli affreschi interni. La Stazione è stata concepita come una fucina di arte e scienza, con un sistema di ricerca scientifica innovativo che l’ha resa per decenni un punto di riferimento internazionale nella ricerca biologica marina. Per le sue sale sono passati scienziati di tutti i paesi e numerosi premi Nobel. La sua storia architettonica è ben descritta in un recente studio di Riccardo Florio (L’architettura delle idee, 2015) che mette in luce il particolare carattere del complesso, cresciuto nel tempo per aggiunte omogenee. L’ultima di queste è stata la nuova biblioteca scientifica che Peter (Pietro) Dohrn, assieme all’amico architetto Frediano Frediani, realizzò del 1957-59. Per trovare allora i fondi necessari alla costruzione, Pietro girò mezzo mondo…

L’edificio della biblioteca s’inserisce in uno spazio interstiziale fra il primo e il secondo blocco della Stazione, leggermente arretrato per lasciar emergere le belle facciate ottocentesche. Un edificio intelligente, misurato, discreto. Gli edifici di Frediani fanno parte, del resto, del patrimonio dell’architettura moderna napoletana e sono ampiamente studiati e citati nei testi che si occupano di questo argomento, ai quali rimando.

Purtroppo, un recente concorso bandito da Fondazione Inarcassa ha aperto la strada ad un infelice progetto di demolizione e ricostruzione della biblioteca, a dispetto del valore storico della Stazione e dei vincoli di tutela apposti. Il nuovo progetto si limita a proporre un povero scheletro, che si presenta con ampissime vetrate aperte a sud (!), senza idee, senza rispetto delle preesistenze e senza rapporti col delicato contesto urbano e paesaggistico.

Tutto questo è proprio necessario? O non ci troviamo, piuttosto, di fronte all’ennesimo uso pubblicitario dei concorsi di architettura e alla distruzione premeditata di un pezzo del patrimonio storico collettivo?

Lascio ai lettori del “Giornale” la libertà di formarsi una propria opinione in merito. Da parte mia, come familiare dell’architetto ed amico della famiglia Dohrn, ho preso l’iniziativa di contrastare i piani in via di sviluppo, segnalando con un esposto al MiBACT ed alla Soprintendenza napoletana l’assurdità delle ipotesi demolitive, che recano grave offesa all’integrità storico artistica della Stazione, alla memoria dei Dohrn e alla cultura della città.

Gianluca Frediani – frg@unife.it

Immagine di copertina: foto storica della Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli; al centro, l’edificio della biblioteca scientifica progettato da Frediano Frediani nel 1957-59


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One Response to La Stazione zoologica Anton Dohrn, patrimonio di Napoli

  1. […] di biblioteca scientifica, tra i due blocchi ottocenteschi della stazione zoologica Anton Dohrn (leggi la “Lettera al Giornale” scritta da Gianluca Frediani, nipote di Frediano). L’intervento di Frediani non è un’architettura isolata che esprime il proprio linguaggio in […]